Bp, nuovo tappo in una settimana. Ma si apre un'altra falla
Nella battaglia senza fine nel Golfo del Messico, la Bp ha lanciato una nuova operazione per inserire un nuovo tappo. Ma non è detto che funzioni: "Lo sapremo tra 4 o 7 giorni", è la previsione incerta dei tecnici, che tuttavia si sono detti «ottimisti». Un tentativo che ha comunque un prezzo: dal pozzo danneggiato uscirà l'equivalente di 60 mila barili al giorno. Con l'aiuto dei robot sottomarini, le squadre della compagnia inglese hanno rimosso il vecchio tappo ed hanno iniziato l'applicazione di un secondo apparato. Una manovra che dovrebbe permettere l'aspirazione di 80 mila barili quotidiani (13 milioni di litri) contro i 25 mila del dispositivo fin qui usato. E intanto Sono arrivate a 3,5 miliardi di dollari le spese sostenute dalla BP per arginare il disastro ambientale nel Golfo del Messico causato dalla perdita di una petroliera.
La nuova "cappa" resta una soluzione intermedia. I tecnici ritengono che la fuga di greggio sarà domata completamente solo in agosto, quando saranno pronti i due pozzi di emergenza. Intanto in superficie è cresciuto il numero delle navi «pulitrici», la difesa di prima linea in questa crisi.
In una nota, la compagnia petrolifera spiega che le operazioni di sostituzione del 'tappo' "procedono come pianificato". Dal 10 luglio, circa 749.100 barili di greggio sono stati raccolti o contenuti con le barriere galleggianti. I piani d'intervento verranno sviluppati per "migliorare di 60.000-80.000 barili al giorno la raccolta di greggio disperso". Anche se "resta ancora un margine d'incertezza, la prima metà d'agosto rimane la data stimata per fermare la perdita e copmpletare le operazioni" in cui "sono impegnati circa 46.000 uomini, oltre 6.400 imbarcazioni e dozzine di velivoli"



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