Boncinelli ad Affari: "Le macchine che imitano l'uomo? Utili e importanti"
![]() Edoardo Boncinelli |
"Hanno un'utilità pratica e un'utilità teorica" continua il professore. "Innanzi tutto permettono di imparare nuove maniere di costruire macchine che possono essere di qualche utilità, quindi sono il frutto della ricerca tecnologica avanzata e della crescita del sapere umano. Dal punto di vista teorico, cercare di imitare l'essere umano, anche nelle sue forme - pensiamo agli androidi - insomma impegnarsi nella costruzione di esseri molto complessi dimostra una grande forza di conoscenza. Più sono le funzioni, più abbiamo la certezza di essere arrivati a conoscere molte cose riguardo a noi stessi e agli strumenti che abbiamo a disposizione".
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La scienza sembra fare passi da gigante. Al cinema si è già violato da un pezzo il confine delle tre dimensioni e nei videogiochi si riesce già ad interagire con lo schermo. Invece Boncinelli, da questo punto di vista sembra non essere del tutto soddisfatto: "Fino ad ora la scienza ha prodotto solo pallide imitazioni dell'uomo, il cammino, a differenza di quanto possa sembrare, è ancora lunghissimo".
Ma dal punto di vista etico? Questi passi dove porteranno? Le macchine di cui parliamo creano problemi alla nostra identità? E se sì che tipo di problemi? Il professore è tranquillo: "Finchè queste macchine non hanno un'individualità e una coscienza non c'è nessun problema. E poi ripeto ci vuole tempo. Chi ha paura può dormire sonni tranquilli".
Virginia Perini
Edoardo Boncinelli è attualmente capo del Laboratorio di Biologia Molecolare dello Sviluppo presso il Dipartimento di Ricerca Biologica e Tecnologica (DIBIT) dell'Istituto Scientifico H. San Raffaele; è inoltre professore di Biologia e Genetica presso l'Università Vita-Salute e Direttore di ricerca CNR presso l'Istituto di Farmacologia Molecolare e Cellulare del CNR di Milano.
Fisico di formazione, si è dedicato allo studio della genetica e della biologia molecolare degli animali superiori e dell'uomo prima a Napoli (presso l'Istituto Internazionale di Genetica e Biofisica, I.I.G.B., del CNR), dove ha percorso le tappe fondamentali della sua carriera scientifica, e poi a Milano.
E' membro dell'Accademia Europea e dell'EMBO, l'Organizzazione Europea per la Biologia Molecolare, ed è stato Presidente della Società Italiana di Biofisica e Biologia Molecolare.
Nel 1996 ha scritto A caccia di geni (Di Renzo editore, Roma), dove traccia una sua breve autobiografia scientifica, e nel 1998 I nostri geni (Einaudi, Torino), dove illustra la natura. la funzione e il ruolo dei geni nella vita di tutti i giorni. Del 1999 è Il cervello, la mente e l'anima (Mondadori, Milano), nel quale sono esposte a grandi linee le conoscenze attuali sul funzionamento del cervello e della mente.



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