Ruby, i pm usano Bonaiuti. Così incastrano il premier...
Non solo Ruby. Nello scandalo che coinvolge il premier Berlusconi c'è un'altra minorenne. E' Iris Berardi, nata a Guarantinga (Brasile) il 29 dicembre 1991 e forlivese d'adozione. Anche lei come tutte le ragazze coinvolte nel rubygate sapeva cosa chiedere al presidente del Consiglio. Lei che alle feste di Arcore ci andava da quando aveva 17 anni. Trenta incontri e un mucchio di soldi: 800 euro a prestazione. Una ragazzina dalle idee chiare, a quanto rivelano le intercettazioni e soprattutto da quanto svela il suo diario da neodiciottenne dove spiccano un rendiconto da migliaia di euro mensili e numerosi appuntamenti con "papi".
L'APPUNTAMENTO AD ARCORE- Appuntamenti col papi che i pm usano proprio per incastrare Berlusconi. Come quella che prova la sua presenza alle 3.25 del 13 dicembre 2009 ad Arcore. Ci resterà fino alle 10 del mattino. La prova è nel suo cellulare che aggancia una cella del paese dove vive il premier. Questo proverebbe che quella notte Silvio Berlusconi poteva essere proprio lì, ad Arcore, e questo peggiora la sua situazione: lei aveva 17 anni, 11 mesi e 2 settimane. Minorenne: per soli quindici giorni.
BONAIUTI: "BERLUSCONI ANDAVA DA ARCORE A MILANO"- Ma come possono i pm provare che il premier è nella sua villa proprio la sera prima di venire colpito a Milano con la statua in faccia? Ad incastrarlo ci pensano le parole di Paolo Bonaiuti che dichiara che la sera in cui il premier è stato colpito al volto andava "da Arcore a Milano per il comizio". Segno che dal 12 sera Berlusconi può aver passato la notte ad Arcore proprio con Iris. Se così fosse, la situazione sarebbe ben diversa da quella prospettata per la notte tra il 21 e il 22 novembre 2009, quando il telefono di Iris, che quella notte ha 17 anni, 10 mesi e 3 settimane, aggancia la cella di Porto Rotondo, la stessa che serve Villa Certosa. In quell'occasione, però, non è chiaro cosa ci facesse e chi incontrasse: Berlusconi era in Arabia Saudita.
"PAPI E' FONTE DI LUCRO"- E Iris sa bene cosa vuole dal "papi". Nelle intercettazioni, Iris lo definisce una "fonte di lucro". "Che palle sto vecchio – dice ancora – fra un po’ ci manda affanculo tutte quante... quella è la volta buona che lo uccido... vado io a tirargli la statua in faccia...”.
GLI INCONTRI- Ma quanti sono stati gli incontri tra il premier e Iris? Secondo le intercettazioni sono stati parecchi: nelle 227 pagine inviate dalla Procura di Milano alla Camera se ne contano circa trenta. Che Iris si fosse fermata ad Arcore per la notte, gli inquirenti l'avevano già scoperto, ma questo avveniva quando Iris era già maggiorenne, seppure per poco. Se però s'incrociano i tabulati di Iris, e gli appunti sequestrati, si nota un fatto ulteriore: che nelle stesse date o in quelle a ridosso dei suoi viaggi ad Arcore la ragazzina segnava migliaia di euro nella colonna dei soldi in entrata. Cifre che arrivano a 21 mila euro mensili.
LA LETTERA AL PREMIER- Iris, intercettata, dice di aver scritto al premier una lettera: "Amore inizio questa lettera ringraziandoti di cuore per avermi cambiato la vita (...). Mi vergogno tantissimo a dover sempre chiedere qualcosa, ma non vorrei mai tornare ad andare a letto con persone che non mi piacciono allora mi rivolgo a te capendo perfettamente che siamo in tante e abbiamo tutte delle esigenze...". Poi, però chiede "regalini" persino a un ragazzo che la vorrebbe accanto, non come escort, ma per questioni sentimentali: "Anche in un rapporto come il nostro, cioè, è un dare e avere", gli dice. E per essere più chiara specifica: "Qua io do la figa e non ho un cazzo, cioè". E ancora: "Alla fine – dice sempre al telefono – gli ho dovuto chiedere qualcosa in più (...). Una ragazza, cioè, s'è messa a piangere! Oggi, cioè perché non gli voleva dare quello che lei voleva (...). Io invece molto tranquillamente gli ho detto: 'Amore non mi bastano!', 'Ho bisogno di... un pochino in più!'. (...) Mh! Un cristiano normale lavora sette mesi per prendere quello che ho preso io (...)".



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