Concordia/ Il naufragio del management

Martedì, 17 gennaio 2012 - 18:35:00
Costa Concordia capitano 1

Di Francesco Bogliari, editore e giornalista, esperto di management

La telefonata tra il comandante della Capitaneria di Porto di Livorno (Gregorio De Falco) e il comandante della Costa Concordia (Francesco Schettino) dovrebbe diventare un caso di studio obbligatorio in tutte le scuole di management, per chiunque studi comando, leadership, responsabilità.

SCHETTINO. Comando: esercita il comando in maniera superficiale ed esibizionistica. A quanto dichiara chi era presente, il classico “comandante di nave da crociera” che – fra libagioni e belle donne - sembra la caricatura di una professione. Leadership: non esercita alcuna leadership ma, appunto, solo comando esteriore, tanto che quando la sua incapacità di gestire la situazione – peraltro da lui provocata - si appalesa in maniera definitiva qualcuno – non si sa ancora bene chi, forse un gruppo di marinai di vario grado e funzione – ordina ai passeggeri di abbandonare la nave; praticamente un’insubordinazione collettiva, che non si concilia con la leadership. Responsabilità: nel caso di Schettino dobbiamo parlare di irresponsabilità, un comportamento da immaturo incosciente concentato esclusivamente su di sé, tanto che fugge dall’imbarcazione e si rifiuta di risalirvi seppure comandato a farlo.

DE FALCO. Comando: prende in mano immediatamente la situazione, anche se a distanza, e appena si accorge dell’incapacità di Schettino gli toglie bruscamente il comando, con tono di voce duro e sprezzante: “Adesso comando io!” Leadership: sa cogliere con grande rapidità la drammaticità della situazione e prendere in mano altrettanto rapidamente la gestione della crisi. L’autorevolezza della voce, la chiarezza logica delle domande e la sicurezza nel destituire Schettino ne fanno un “leader situazionista” di grande forza. Responsabilità: ciò che guida l’azione di De Falco è proprio il senso di responsabilità collettiva, cioè il bene della “comunità” di oltre 4.200 persone chiuse dentro quella nave. Esattamente l’opposto dell’egoismo narcisista di Schettino.



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