La rivoluzione dei Forconi blocca l'Italia. "Mancheranno latte, frutta e verdura"
La protesta degli autotrasportatori da oggi coinvolge tutto il Paese: disagi da Nord a Sud, ma il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, ha ammonito che "non saranno tollerati blocchi stradali", e il garante chiede la precettazione. Per Viabilita' Italia, il Centro di coordinamento istituito presso il Viminale e riunito no stop per monitorare la situazione, l'iniziativa riguarda i soli mezzi pesanti ma "gli incolonnamenti provocano code e rallentamenti anche alle autovetture". Disagi sono stati provocati dai presidi organizzati in numerose regioni, dal Piemonte alla Lombardia, dall'Emilia Romagna alla Calabria, dalla Puglia all'Abruzzo. Al porto di Villa San Giovanni e nelle sue adiacenze restano incolonnamenti di mezzi pesanti in attesa dell'imbarco in Sicilia. Domani, almeno per il primo turno, molti stabilimenti del Gruppo Fiat resteranno fermi. Molte, e inevitabili, le reazioni di segno negativo. Per la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, i blocchi "devono essere immediatamente tolti. E' una situazione intollerabile". Anche per il Codacons quella dei Tir e' "una protesta illegale" mentre per la Coldiretti con l'86% dei trasporti commerciali che avviene su strada di questo passo si mette a rischio la spesa degli italiani. "Siamo in un Paese democratico che ha il dovere di garantire le liberta' e quindi lo si faccia, anche con l'intervento delle forze dell'ordine", ha chiesto Paolo Ugge', presidente di Conftrasporto. Anche sul 'fronte' dei taxi, che oggi hanno bloccato le citta' con uno sciopero che terminera' alle 22, continua la protesta. "Non ci risulta nessuna unanimita' nella decisione di sciogliere i turni. Di Giacobbe parla solo per se stesso". E' quanto si legge in una nota congiunta dei sindacati Ciisa-Taxi, Uritaxi, Fast, Confartigianato Lazio, Ata Casartigiani, Claai, Uil Trasporti, Uti, Cna e Uri. Il riferimento e' all'annunciato scioglimento dei turni dei tassisti da parte del segretario di Unica-Cgil, Nicola Di Giacobbe. "Facciamo appello al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, di non accettare scelte non condivise da tutte le organizzazioni sindacali di categoria, anche alla luce delle decisioni prese dal 'parlamentino' taxi nazionale che non ha mai dato indicazioni di ipotetici scioglimenti dei turni, previo assenso della categoria a livello nazionale".

Non è una protesta, è una rivoluzione. E non riguarda solo la Sicilia, ma tutta Italia. Disperazione e disagio sociale. La ribellione degli autotrasportatori paralizza il Paese. Da Nord a Sud in strada gente senza futuro. Blocchi in tutte le regioni. Autostrade in tilt, automobilisti impazziti. Coldiretti lancia l'allarme alimentare: "A rischio l'86% della spesa degli italiani". Il ministro Cancellieri: "La protesta può degenerare". Dalla Sicilia: "Vogliamo una nuova moneta" I Forconi arrivano in tutta Italia. Sotto sembianza di tir. Altro che protesta finita, la rivolta sembra arrivare in tutta la penisola. E il Paese è spezzato in due.
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L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT Paolo Uggé, presidente Conftrasporti: "Protesta antidemocratica, lo Stato intervenga subito" |
RICHICHI,PROTESTA PROSEGUE NON POSSIAMO FERMARCI - "La protesta degli autotrasportatori prosegue, non ci fermeremo finche' non avremo risposte". E' quanto dichiara all'Agi il leader dell'associazione degli autotrasportatori Aias, Giuseppe Richichi, parlando a nome dell'intero movimento 'Forza d'urto'. "Non ci hanno autorizzato i presidi a Catania, Siracusa e Messina - spiega Richichi - ci stiamo riunendo nelle piazze, stiamo organizzando manifestazioni e continueremo a muoverci in questo modo. Confermiamo il fermo nazionale fino al 27, poi valuteremo. Siamo in coordinamento con il resto del paese, in particolare con Calabria e Campania. C'e' tutto un popolo che si sta muovendo, non e' piu' un problema di categoria". Quanto alla possibilita' che l'Autorita' garante degli scioperi irroghi sanzioni, il leader sindacale si limita a osservare: "Ne prendiamo atto ma non ci possono fermare. Non possiamo tornare a casa a mani vuote questa volta, chiediamo risposte, vogliamo certezze".
AUTORITA' GARANTE STA VALUTANDO SANZIONI - L'Autorita' di Garanzia sugli scioperi sta valutando la possibilita' di aprire un procedimento con eventuali sanzioni alle organizzazioni dell'autotrasporto responsabili del fermo nazionale in corso. Secondo quanto apprende l'Agi, "l'Autorita' e' in contatto con i prefetti delle citta' interessate e nel corso della giornata potrebbe aprire un procedimento che implichi sanzioni nei confronti delle organizzazioni dell'autotrasporto che stanno paralizzando il paese".
INIZIATA MANIFESTAZIONE A TORINO, 3 KM CODA SU A30 - Ancora code e rallentamenti per i blocchi degli autotrasportatori. Queste, al momento, le situazioni piu' critiche secondo Viabilita' Italia, il Centro di coordinamento nazionale istituito presso il ministero dell'Interno: - in Piemonte: e' iniziata la manifestazione a Torino, in Corso Giulio Cesare all'ingresso dell'A4; conclusi i disagi in Tangenziale nord mentre permangono in Tangenziale Sud; code in uscita in A7 Milano Genova allo svincolo di Serravalle Scrivia; - in Lombardia: code tra Seriate e Bergamo in direzione Milano sull'A4 e code agli svincoli in entrate di Capriate e Seriate; - in Campania: sull'A30 Caserta-Salerno sono ancora 3 i km di coda in direzione sud alla barriera di Mercato San Severino e incolonnamenti anche in entrata verso Caserta; sull'A1 ancora qualche disagio alla barriera di Napoli Nord verso Roma. - sull'A16 Napoli-Canosa code alla barriera di Napoli est in entrata verso Canosa; sull'A3 Napoli-Salerno riaperto il tratto compreso tra Napoli Centro e l'allacciamento con l'A1.
In Puglia: sull'A/14 nel tratto Foggia Taranto permane la chiusura ai soli mezzi pesanti delle entrate di Foggia, Andria, San Severo e Poggio Imperiale; - nella viabilita' di accesso all'A3 si conferma la presenza di mezzi pesanti incolonnati, con conseguenti rallentamenti, sulla viabilita' ordinaria di accesso agli svincoli di Eboli, Sicignano, Atena Lucana, Sibari, Tarsia Nord, Cosenza Nord, Lametia Terme, Pizzo Calabro, Sant'Onofrio, Rosarno e Gioia Tauro. Sulle statali permane il blocco del traffico sulla SS 652 Fonde Valle Sangro in Abruzzo tra Archi e Val di Sangro: rallentamenti significativi in Calabria sulle SS 106, 18, 280; in Campania SS7, Ra09, SS691; in Basilicata SS106. Nessun disagio in Sicilia dove si circola liberamente; gli imbarchi a Villa San Giovanni sono "regolarmente fruibili".
ANITA DENUNCIA ATTI VANDALICI - "E' inaccettabile assistere ad atti intimidatori e vandalici che causano notevoli danni a persone e cose": lo ha dichiarato Eleuterio Arcese, presidente di ANITA, l'associazione di autotrasporto di Confindustria che dal principio ha preso le distanze da tali azioni di protesta e piu' volte nei giorni scorsi ha fatto appello al senso di responsabilita' nei confronti del Paese. "L'aspetto allarmante - prosegue Arcese - e' che la protesta si stia estendendo su tutto il territorio nazionale e trovi il consenso di personaggi senza scrupoli che hanno aderito al blocco e che, pur non avendo nulla a che vedere con la categoria, stanno strumentalizzano la protesta". "E' fondamentale che il Governo intervengautilizzando tutti gli strumenti disponibili affinche' venga salvaguardato il diritto dei cittadini e dei lavoratori alla libera circolazione e allo svolgimento delle proprie attivita'": e' quanto chiesto dal presidente di ANITA in una lettera inviata stamane al presidente del Consiglio Mario Monti e ai ministri dell'Interno, Sviluppo economico e Infrastrutture e Trasporti, Annamaria Cancellieri e Corrado Passera. "Occorre rimuovere al piu' presto i blocchi e ripristinare la legalita'".(
A VIAREGGIO PESCHERECCI FERMI FINO A GIOVEDI' - Hanno incrociato le braccia perche' dicono di non farcela piu' con i costi. Una ottantina di pescherecci viareggini si sono fermati questa mattina e hanno annunciato il 'fermo pesca' almeno fino a giovedi' prossimo. La protesta si e' svolta all'interno del porto di Viareggio, uno dei piu' importanti dell'Alto Tirreno per quello che riguarda questo settore. In segno di ulteriore protesta i pescatori hanno simbolicamente riconsegnato parte della documentazione nautica dei pescherecci alla Capitaneria di Porto di Viareggio. L'obiettivo della categoria e' riuscire ad ottenere la riduzione dei costi di attivita' per evitare il fallimento delle aziende ittiche, gran parte delle quali a conduzione familiare.
TRASPORTOUNITO, CI BATTIAMO PER LA SOPRAVVIVENZA - La "grande" adesione al fermo nazionale dell'autotrasporto scattato a mezzanotte "sta dimostrando la gravita' della crisi in atto. Trasportounito, in quanto organizzazione autonoma e indipendente, si sta facendo interprete di un disagio che e' reale e tangibile per le imprese cosi' come per le famiglie dei tanti autotrasportatori che si stanno battendo per la sopravvivenza". E' quanto sottolinea il segretario generale di Trasportounito, Maurizio Longo, precisando che "assemblee territoriali si sono svolte a partire da questa notte in varie regioni del paese e il numero delle imprese che hanno deciso di fermare i servizi continua a crescere ora dopo ora".
BLOCCATO INGRESSO A4 TORINO-MILANO - Gli autostrasportatori in agitazione hanno bloccato a Torino l'accesso all'autostrada A4 Torino-Milano, in corso Giulio Cesare. Il blocco e' in atto in corso Giulio Cesare, nella rotatoria in cui si trova l'imbocco autostradale. E intanto continua, sulla tangenziale di Torino, la difficile situazione all'altezza dell'uscita Sito Interporto, dove gli autostrasportatori sono incolonnati su entrambe le carreggiate: per i mezzi leggeri resta libera soltanto la corsia di sorpasso, mentre i mezzi pesanti si accodano sulle altre corsie. La situazione sembra tornata tranquilla sulla A21 Torino-Piacenza, all'altezza dei caselli Asti-Est e Asti-Ovest, dove si registrano alcuni rallentamenti, ma senza particolari disagi. Proteste dei mezzi pesanti anche a Novara, sull'arteria di accesso all'A4 da Novara Est, ma anche li' non sono al momento segnalati disagi significativi.
CNA FITA SI DISSOCIA E INVITA A NON ADERIRE - La Cna-Fita si dissocia "da proclamazioni di fermo inconsistenti che mirano unicamente a strumentalizzare una disperazione latente per altri scopi" e invita gli autotrasportatori a non aderire. Non solo, ma ritiene opportuno che la presa di distanza sia chiara da parte di tutte le altre associazioni. "In queste ore - si legge nel comunicato - la prima preoccupazione e' per chi si sta trovando difronte ad azioni violente che mettono a rischio l'incolumita' di chi si trova per strada a lavorare. Ci risulta la presenza di frange estreme che stanno dando vita a tafferugli e scontri". La Cna-Fita invita quindi le forze dell'ordine al massimo controllo possibile per evitare incidenti. "E' chiaro che nonostante il Governo abbia dimostrato di voler risolvere questioni che si trascinano da troppo tempo, vi e' qualche professionista dei fermi che cavalca la disperazione degli autotrasportatori per ragioni d'opportunita'. Confidiamo nel Governo affinche' sappia in futuro distinguere tra questi tribuni dell'ultima ora e chi cerca di lavorare fattivamente a soluzioni concrete", conclude la nota.
CODACONS, E' ILLEGALE; GOVERNO PRECETTI CAMIONISTI - Lo "sciopero" dei Tir "non e' uno sciopero ma una protesta illegale che sta recando un pregiudizio grave ai diritti costituzionalmente tutelati dei cittadini e dei consumatori". Lo afferma il Codacons che per questo chiede al Governo, ossia al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Interni, ai sensi dell'art. 8 della Legge n. 146 del 1990, "di adottare immediatamente un'ordinanza non solo perche' i blocchi stradali siano immediatamente rimossi ma perche' la protesta sia del tutto rinviata, considerato che anche la semplice e sola astensione dal lavoro, essendo mancato il preavviso di legge ed essendo ormai lo sciopero durato piu' dei 3 giorni massimi consentiti, e' illegale".Il Codacons chiede inoltre al Governo di proporre al Parlamento una modifica della legge n. 146 del 1990, una legge che all'epoca era all'avanguardia, essendo la prima a riconoscere in materia un ruolo alle associazioni di consumatori e ai diritti degli utenti, ma che oggi va rivista alla luce delle proteste illegali che orami si succedono ininterrottamente, dai tassisti ai camionisti, passando per le minacce di sciopero di 7 giorni consecutivi dei benzinai, solo per citare i casi del 2012. In particolare il Codacons chiede che anche la Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero, oltre ai Prefetti e al Governo, possa procedere alla precettazione. Vista l'inerzia dei Prefetti sulla vicenda taxi, evidentemente per ragioni politiche e non certo perche' ne mancassero i presupposti legali, e' opportuno che la precettazione sia realizzabile anche da un'autorita' esterna ed indipendente da motivazioni extra legali. Inoltre e' palese che le sanzioni pecuniarie, il cui tetto e' rimasto a 50 milioni delle vecchie lire, oggi 25.000 euro, debbano essere adeguate ai tempi moderni.
I FORCONI: "IN SICILIA UNA NUOVA MONETA" - Il Movimento dei Forconi alza il tiro e arriva a parlare di una nuova moneta per la Sicilia. Una valuta nuova, locale, per far ripartire l'economia isolana. Insoddisfatti dall'esito dell'improvvisato incontro di ieri con alcuni deputati dell'Assemblea regionale siciliana, il Movimento dei Forconi, che ha chiesto soprattutto misure per la defiscalizzazione dei prodotti petroliferi e la sospensione per due anni delle cartelle esattoriali, adesso rilancia. Vogliono trasformare l'isola in zona franca e «pensare - dice in una nota il portavoce del movimento Martino Morsello - a una moneta siciliana. Il popolo pretende risposte precise per lo sviluppo socio-economico e occupazionale dell'isola». «Nell'incontro di ieri - aggiunge - non sono stati puntualizzati interventi risolutivi per l'agricoltura: mancano il blocco del Piano di sviluppo rurale (Psr), lo stop alle procedure esecutive per i tributi, una norma contro le sofisticazioni dei prodotti agricoli imposta da norme Ue, come la produzione di vino con lo zucchero, dell'aranciata senza arance, della limonata senza limone, della passata di pomodoro cinese. Non è stato evidenziato, inoltre, che il costo del gaoslio deve essere di 70 centesimi e l'energia elettrica a 0.028 per chilowattore.
COLDIRETTI, A RISCHIO 86% SPESA DEGLI ITALIANI - Con l'86% dei trasporti commerciali che in Italia avviene su strada, lo sciopero dei Tir mette a rischio la spesa degli italiani soprattutto per i prodotti piu' deperibili come il latte, la frutta e la verdura che non riescono a raggiungere gli scaffali dei mercati. E' quanto afferma la Coldiretti che, in riferimento alla mobilitazione degli autotrasportatori, sottolinea i pesanti effetti che si potrebbero presto avere per le tavole degli italiani e per le aziende agricole. L'agroalimentare - precisa la Coldiretti - è il settore piu' sensibile perch‚ ai ritardi e alla perdita di opportunità commerciali si aggiungono la distruzione e il deprezzamento che subiscono i prodotti deperibili come latte, carne, frutta e verdura. Come e' gia' successo in Sicilia, se non si tornerà presto alla normalità, gli effetti - conclude la Coldiretti - si faranno presto sentire con gravi danni per le aziende agricole, per il commercio e per i consumatori con gli scaffali dei supermercati vuoti e il rischio di effetti speculativi sui prezzi.
BLOCCO TOTALE MEZZI PESANTI IN CALABRIA - Il blocco totale di tutti i mezzi pesanti in circolazione in Calabria e' stato attuato dai camionisti, che hanno attivato presidi praticamente su tutta la rete stradale regionale. Il traffico, consentito solo ai mezzi leggeri, subisce rallentamenti. Praticamente interrotti, a Villa San Giovanni, i traghettamenti per la Sicilia. In un volantino distribuito agli automobilisti dagli autotrasportatori si esprime solidarieta' ai colleghi siciliani e si chiedono azioni urgenti per scongiurare la chiusura delle aziende. In particolare, si rivendicano interventi per avere il gasolio professionale, sconti per i pedaggi autostradali, pagamenti corretti per le fatture, maggiori tutele per quanto riguarda le assunzioni e le tariffe.
UGGE, DISAGI SI RISOLVERANNO IN 24 ORE - ''Quello che sta accadendo e' un'iniziativa spontanea che si risolvera' nel giro di 24 ore. Ci sono dei blocchi ad alcuni caselli, e' una situazione non omogenea che sta cercando disagi e problemi perche' chi vuole viaggiare non vuole correre rischi. La protesta e' di una sola associazione di categoria perche' tutti gli altri hanno sottoscritto la proposta del governo. Tutto quello che viene chiesto e' stato approvato venerdi' nel decreto legge'' E' questa l'analisi alla protesta dei tir di Paolo Ugge', presidente di Conftrasporto, in diretta a Tgcom24.
UNITI NELLA PROTESTA LE MARINERIE DELLE MARCHE - Si uniscono alla protesta degli autotrasportatori le marinerie del sud delle Marche. Mentre a Civitanova Marche (Macerata) e' stato appena rimosso il blocco dell'accesso al porto, che e' durato per tutta la notte, a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) e' scattata questa mattina la protesta della marineria locale, che e' la piu' grande della regione. Tutti fermi in porto per manifestare contro l'aumento dei costi di gestione delle loro attivita' gli oltre 80 pescherecci che fanno base nella cittadina picena. Al momento pero' non si segnalano blocchi e disagi alla circolazione di accesso al porto, sia dal mare che dalle vie cittadine. Secondo la Capitaneria di Porto locale la situazione e' sotto controllo.
BLOCCATO INGRESSO CASELLO GENOVA-BOLZANETO - Il casello autostradale di Genova-Bolzaneto e' bloccato per i mezzi pesanti che devono entrare in autostrada. Lo riferisce la Polizia Stradale. Alcune decine di autotrasportatori aderenti alla sigla Trasporto Unito, stanno effettuando un presidio in Piazzale Casalini, davanti al casello di Bolzaneto, sulla A7 Genova-Milano, impedendo ai tir l'accesso alla rete autostradale A
NAPOLI MANIFESTAZIONI 'INSORGENTI CON FORCONE' - 'Popolo caprone? No, insorgenti col forcone'. E' lo slogan che campeggia su uno striscione del gruppo 'Insorgenza civile' esposto a piazza Garibaldi a Napoli. Diverse decine di persone sono concentrate nella zona della stazione centrale con l'obiettivo di recepire la protesta che ha bloccato la Sicilia, che condividono e tentano di riproporre. Dopo i blocchi in Campania messi in atto questa notte dagli autotrasporti, i manifestanti partenopei attendono l'arrivo di esponenti di tutte le categorie commerciali anche dalle altre province campane per provare a bloccare l'accesso all'autostrada di via Galileo Ferraris. "E' un'iniziativa nata su Facebook - spiega Nando Dice' di Insorgenza - e abbiamo ricevuto subito la solidarieta' del movimento dei Forconi siciliano, anche attraverso un messaggio che ci e' stato 'girato' dal leader Ferro. Appoggiamo le loro rivendicazioni e portiamo avanti anche le nostre, protestando contro il caro Rc auto e le tariffe esagerate della Tassa sui rifiuti". Sottolineano che non si sentono rappresentati da nessun politico e non vogliono essere strumentalizzati. Promettono quindi di fermarsi immediatamente se "qualche esponente dei partiti decidesse di cavalcare la nostra protesta". Ritengono, infatti, che gli schieramenti presenti in Parlamento siano solo "correnti del partito delle banche, che e' il vero dittatore da combattere". Alcuni manifestanti sventolano il vessillo del Regno borbonico e chiedono l'istituzione di una "macroregione meridionale". La polizia sta presidiando la zona, anche se al momento non ci sono problemi dal punto di vista dell'ordine pubblico.
BLOCCO TOTALE MEZZI PESANTI IN CALABRIA - Il blocco totale di tutti i mezzi pesanti in circolazione in Calabria e' stato attuato dai camionisti, che hanno attivato presidi praticamente su tutta la rete stradale regionale. Il traffico, consentito solo ai mezzi leggeri, subisce rallentamenti. Praticamente interrotti, a Villa San Giovanni, i traghettamenti per la Sicilia. In un volantino distribuito agli automobilisti dagli autotrasportatori si esprime solidarieta' ai colleghi siciliani e si chiedono azioni urgenti per scongiurare la chiusura delle aziende. In particolare, si rivendicano interventi per avere il gasolio professionale, sconti per i pedaggi autostradali, pagamenti corretti per le fatture, maggiori tutele per quanto riguarda le assunzioni e le tariffe. "Altri presidi di manifestanti - ricorda il Centro - sono presenti in prossimita' degli ingressi alla rete autostradale, ma al di fuori della carreggiata: questo potrebbe arrecare disagi alla regolarita' della circolazione, anche se al momento non si registrano particolari turbative". Tutti i punti interessati dalle manifestazioni sono presidiati dalle forze di polizia: attivo anche il monitoraggio di Anas e Concessionari autostradali. Notizie aggiornate sulla percorribilita' di autostrade e viabilita' ordinaria sono disponibili tramite il Cciss (numero gratuito 1518, sito web www.cciss.it e mobile.cciss.it, nuova applicazione gratuita iCCISS per iPHONE), le trasmissioni di Isoradio ed i notiziari di Onda Verde sulle tre reti Radio-Rai; per l'autostrada A3 "Salerno Reggio Calabria" e' in funzione, per le informazioni sulla viabilita', il numero gratuito 800 290 092.
RICHICHI (AIAS) SENTITO IN QUESTURA A CATANIA - Il presidente dell'Aias, il sindacato degli autotrasportatori siciliani, Giuseppe Richichi e' stato sentito ieri pomeriggio in qualita' di persona informata sui fatti da agenti della squadra mobile della questura di Catania relativamente a un presunto blocco che era stato programmato al porto di Catania tra i manifestanti degli autotrasportatori, dei pescatori e una rappresentanza dei Forconi. Richichi ha spiegato che non vi era alcuna intenzione di bloccare il traffico, ma eventualmente l'idea di mantenere un presidio in vista dell'incontro tra il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo e il premier Mario Monti. L'incontro e' durato un'ora.
ANCORA BLOCCHI IN SICILIA ORIENTALE - Presidi a Giarre e Caltagirone in provincia di Catania. Nel ragusano a Modica, Monterosso, Ragusa (stazione Di Chiara), Sampieri, Pozzallo, Donmnalucata, Comiso e Santa Croce Camerino mercato ortofrutticolo. Tir bloccati a Reggio Calabria e Villa Sa Giovanni per la protesta degli autotrasportatori "italiani".
NEL CASERTANO PRESIDI ESTESI,BLOCCATI SOLO I CAMION - Continua la protesta degli autotrasportatori nel casertano. Dopo il blocco di ieri notte a Capua, Caserta Sud e Santa Maria Capua Vetere, presidi organizzati dall'associazione Trasporto Unito Fiap, che si unisce alla portesta dei Forconi della Sicilia, sono in atto in tutte le uscite autostradali del casertano. Gli autotrasportatori bloccano tutti i tir e camion che transitano presso gli svincoli dell'autostrada A1: Napoli Nord, che ricade nel territorio di Marcianise, Caserta Sud, Caserta Nord, Capua e Santa Maria Capua Vetere. Il presidio piu' numeroso si trova a Napoli Nord dove sono presenti circa cento manifestanti. Libero il passaggio alle autovetture. Il blocco, infatti, interessa solo i mezzi pesanti. Sul posto si trovano le volanti della polizia stradale e della questura di Caserta in servizio di ordine pubblico. I manifestanti hanno iniziato la loro protesta ieri sera poco dopo le 22 e proseguiranno fino alla mezzanotte del 27 gennaio, cosi' come e' stato comunicato al questore e al prefetto di Caserta. Non hanno aderito al movimento le sigle Anita e Fai.
IN CAMPANIA BLOCCHI ANCHE SU A16, UNO RIMOSSO - Anche sulle A16 Napoli-Canosa blocchi effettuati da tir. Uno e' stato appena rimosso all'altezza di Baiano, anche se alcuni mezzi non si sono allontanati e non si esclude possano riprovare a provocare uno stop alla circolazione. Un altro blocco interessa Benevento, ed e' ancora in corso. A Baiano a effettuare il blocco erano stati cinque tir, ma al momento non ce ne sono piu' in zona. A intervenire, la polizia stradale. A Benevento, invece, c'e' tensione. Sono circa 30 i tir all'ingresso e altrettanti all'uscita dello svincolo della A16 per il capoluogo sannita e sta montando una polemica con i piccoli autotrasportatori che intendono comunque allestire i mercatini cittadini. I manifestanti invece vogliono che aderiscano alla protesta tutti i mezzi circolanti nella zona.
CANCELLIERI, SIAMO MOLTO ATTENTI ALLA PROTESTA - Il ministero dell'Interno segue "con molta attenzione" le proteste degli autotrasportatori che dalla Sicilia si stanno diffondendo in piu' parti d'Italia "perche' nulla esclude che questi malesseri possano sfociare in manifestazioni di tipo diverso". Lo ha detto il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri nel corso della trasmissione Radio Uno 'Prima di Tutto'. "Eravamo molto allertati, molto attenti perche' era prevedibile che ci sarebbero state delle manifestazioni", ha spiegato il ministro, "sicuramente potrebbero esserci aggregazioni di varie forme di dissenso anche di altre categorie e potrebbero saldarsi scontentezze varie che poi possono portare a manifestazioni".
LAZIO - In Lazio sono numerosi i caselli bloccati. Già nella tarda serata di domenica si segnalavano numerosi tir fermi nei pressi dei caselli dell'autostrada A1, tratta tra Roma e Napoli, a Cassino, San Vittore, Frosinone e Anagni. La protesta del cosiddetto "Movimento dei forconi" è contro il rincaro del gasolio, dei ticket dell'autostrada e dell'Irpef.
CAMPANIA - Dopo il casertano, anche nel napoletano si registrano blocchi stradali nell'ambito della protesta dell'autotrasporto ormai nota come 'movimento dei forconi'. A Nola, Palma Campania e sulla Statale 7bis, il blocco al traffico e' stato fatto con una cinquantina di tir e un centinaio di persone. Gia' da ieri sera, nel nolano, c'era stato un primo raduno di mezzi, poi in nottata e' maturata la decisione del blocco. Sul posto la polizia. Si registrano diversi km di coda tra Caserta e Napoli in entrambe le direzioni. Blocchi sono segnalati anche sulla A3 Salerno-Reggio Calabria e sulla A30, Caserta-Salerno. Sono circa 60 i presidi in corso in tutta Italia.
BLOCCHI IN PUGLIA, DISAGI ALLA CIRCOLAZIONE - Sono numerosi i disagi causati in Puglia dallo sciopero dei camionisti che hanno fermato i tir in prossimita' degli svincoli di entrata e uscita dell'autostrada A/14 e A/16 e delle principali strade statali. In particolare, sulla tangenziale di Bari ci sono lunghe code in prossimita' degli ingressi in citta', 4 km quella rilevata dalla Polstrada per l'ingresso 'Poggiofranco', mentre blocchi di tir sono segnalati sulla SS371 nei pressi di Specchiolla, nel brindisino, sulla SS7 di Taranto, nei pressi dello stabilimento Ilva, sulla SS106 Jonica e sulla SS 100 Taranto-Bari.
PIEMONTE E LOMBARDIA - A Torino il movimento sta bloccando l'imbocco dell'autostrada A4 per Milano e Venezia: una sola corsia viene lasciata libera per le auto. Lungo la tangenziale anche lo svincolo autoporto è stato bloccato, e i tir si starebbero organizzando per occupare anche quello interporto. Sempre sulla Torino-Venezia segnalati code anche ad Asti, oltre che a Capriate, a Seriate e a Dalmine, nel bergamasco. A Genova forti rallentamenti alla convergenza tra l'autostrada A7 Genova-Milano e l'A10 dal capoluogo ligure a Ventimiglia.
SCIOPERI IN TUTTA ITALIA - Lo sciopero, come hanno comunicato gli autotrasportatori, andrà avanti per cinque giorni. A Bologna San Lazzaro, dove parte l'autostrada Adriatica per il sud, i mezzi pesanti stanno condizionando l'accesso ai caselli dalla tangenziale, che corre accanto al percorso autostradale. L'uscita di Forlì è chiusa in entrambe le direzioni. Altri blocchi sono stati confermati in particolare in Abruzzo, in particolare al casello Città Sant'Angelo-Pescara Nord, e nelle Marche. Presidi segnalati anche in Val Di Sangro.
ADESIONE "SUPERIORE A QUALSIASI ASPETTATIVA" - Secondo Trasportounito l'adesione al fermo nazionale dell'autotrasporto si sta rivelando "superiore a qualsiasi aspettativa". Il segretario generale Maurizio Longo, in una nota ha ribadito che l'adesione "sta dimostrando la gravità della crisi in atto. Trasportounito, in quanto organizzazione autonoma e indipendente, si sta facendo interprete di un disagio che è reale e tangibile per le imprese così come per le famiglie dei tanti autotrasportatori che si stanno battendo per la sopravvivenza".
INCONTRO TRA LOMBARDO E MONTI - L’attenzione dei "Forconi" è rivolta a mercoledì, quando il premier Monti incontrerà a Roma il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo. e Proprio mercoledì gli autotrasportatori potrebbero proclamare uno sciopero generale.


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