Che strano paese

Martedì, 24 gennaio 2012 - 14:19:00

Di Pasquale Della Torca

Che strano paese è l'Italia! Ci si scopre improvvisamente incazzati perché manca il gasolio, i turni delle fabbriche saltano, la consegne delle merci ritarda. Organizzazioni dei consumatori, politici e opinionisti risfoderano l'ira severa e rancorosa - riservata a Silvio Berlusconi e miracolosamente sopita con l'insediamento del nuovo governo - riservandola ora agli autotrasportatori armati simbolicamente di forconi. Ma qualcuno ricorda che i forconi sono uno strumento di lavoro delle campagne ma anche il simbolo della lotta operaia?

Ma qualcosa non quadra a certi livelli perché lorsignori pensavano, forse, che bastasse un governo nuovo e un presidente del consiglio più sobrio per rimettere tutto a posto. Evidentemente non è così, anche perché le azioni poste in essere da questo governo lasciano dubbi e perplessità anche in alcuni economisti stranieri e qualcuno italiano, pure. Ma adesso, con la protesta che monta, con il gasolio che manca proprio nell'imminenza di una severa ondata di freddo, la delusione per chi credeva di ignorare le urgenze del paese vero potrebbe essere cocentissima. Qualcuno ha forse creduto o almeno pensato che l'Italia dormiente si sarebbe accontentata dei professoreschi assensi della politica europea e della cancelliera tedesca e di una raffica di tasse e quattro privatizzazioni "light". Non è così e rischiamo un inverno freddissimo perché l'Italia, in cui la base sociale preponderante si è appiattita su un sottile filo di stoppa economico e viene sempre più minacciosamente sospinta verso una povertà diffusa inizia a dare segnali politici di disagio e insofferenza. E chiariamo bene che la nuova povertà è quella della classi medie e non è come quella dei "romanzi sentimentali" di Charles Dickens ma più subdola, più strisciante e perciò più esasperante.

Eppure il governo è silente e quell'Italia che si scopre improvvisamente un po' tedescotta, irritata, chiede alla polizia di intervenire perdendo ancora una volta l'occasione per mettere un campo discernimento e compresione nei confronti di chi protesta perché inascoltato. Certo che ci provocano disagio i camionisti bloccando le autostrade, non consegnando carburanti e merci ma a nessuno dei disagiati tuttosommato di lusso viene in mente che questi fanno una vita di merda e che in uno stato democratico dovrebbero già essere stati ascoltati dalla politica...ma, pardon, adesso qui la politica non c'è.



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