Il biotestamento del malato di Sla: "No all'alimentazione forzata"
La voce gli esce con difficoltà dalla gola. Paolo Ravasin è malato di sclerosi laterale amiotrofica, una degenerazione progressiva del sistema nervoso che colpisce i muscoli del corpo.
Dal suo letto nella casa di riposo delle Magnolie nel Trevigiano non si può alzare e neppure può scrivere, ma al presidente della Repubblica e ai presidenti delle due Camere ha inviato un video messaggio per "gridare" il suo no al progetto di testamento biologico così come è stato approvato dal Senato.

Il testamento biologico di Paolo Ravasin
Video tratto da C6.tv
"Volete sottrarmi l'unica libertà che mi è rimasta: quella di poter decidere sulla mia morte. Avete approvato un decreto che rende carta straccia la mia decisione di non sottopormi ad alimentazione e idratazione forzata". Due anni fa, anche Piergiorgio Welby inviò un video messaggio a Napolitano. Chiedeva l'eutanasia per sottrarre chi si trovava in condizioni come le sue "a questo oltraggio estremo, a questa barbarie" che è la malattia. Ravasin non pronuncia mai la parola "eutanasia", ma al presidente della Repubblica chiede che il decreto che introduce il divieto della sospendere il trattamento di alimentazione nel testamento biologico sia giudicato "incostituzionale".



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