Bimbi/ I bambini a due teste venerati come degli dei. Portano fortuna
Di Cinzia Lacalamita
L’undici marzo scorso a Noida (India) è nata Lali, bimba con due facce. La neonata affetta da questa rara malformazione è diventata subito oggetto di venerazione da parte di centinaia di persone che, ad oggi, la considerano l’incarnazione di Ganesh, divinità raffigurata con una testa di elefante.
Ora, a distanza di pochi mesi, un nuovo caso. Questa volta ad essere idolatrato è un neonato del Bangladesh, ritenuto anch’egli la reincarnazione di una divinità. Perché? È nato con due teste. Kiron, così si chiama il bebè, anche se paradossale (vista la sua condizione), a detta dei medici è in buone condizioni di salute.
La sua nascita ha dato adito ad un vero e proprio pellegrinaggio: già 150 mila persone, al solo scopo di rendergli omaggio, si sono precipitate nella clinica dove è venuto al mondo. Si tratta di fedeli induisti del Bangladesh, che nel piccolo Kiron vedono “un portatore di buona fortuna”.
Fortuna… termine di difficile accostamento per una creatura tanto diversa da qualsiasi altro neonato. Le questioni religiose, a volte, non consentono alle masse di vedere la realtà per quella che è. C’è da augurarsi che questo non impedisca, laddove possibile, di intervenire a livello medico su Kiron, piccola creatura, a dispetto di quanto si ostinano a dire in troppi, nata sotto il segno della sfortuna.



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