Poggio Imperiale/ Bimba down non può andare in colonia estiva. Il comune: "Non è idonea". E scoppia il caso

Mercoledì, 13 luglio 2011 - 14:00:00

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Maria Pia è una bambina di nove anni che soffre della sindrome di down ed è cardiopatica. Vive a Poggio Imperiale, dove, secondo la deunica della mamma "il Comune non mi aiuta nella mia sofferenza". Troppi i no ricevuti dagli assistenti sociali e dal sindaco Rocco Lentinio, che di professione fa il medico curante anche della famiglia di Maria Pia. E così il Comune ha deciso che la piccola non può andare in colonia estiva come tutti gli altri bambini, perché "non è idonea".

RIFIUTATA - "Ci tengo a dire - afferma la signora Maria- che mia figlia è perfettamente integrata e fa, più o meno, una vita normale, chi conosce la sindrome di Down sa che sono ragazzi che riescono a svolgere perfettamente tutte le attività come andare a scuola, è chiaro che avrebbe bisogno di maggiore assistenza, riabilitazione, di un centro di terapia logopedia . Io e mio marito lavoriamo tutti e due, io gestisco un’attività in paese, abbiamo appreso per caso che il comune, tramite i servizi sociali, ha organizzato una colonia estiva per ragazzi delle scuole elementari e medie, mi sono recata in comune per ritirare il modulo di adesione alla colonia, ho avuto un breve colloquio con l’assistente sociale che mi ha risposto che mia figlia non poteva partecipare in quanto non idonea e che mai nessuno si sarebbe assunto la responsabilità".

IL NO DELL'ASSISTENTE SOCIALE E IL SINDACO - Secondo la storia, raccontata dal Corriere del Mezzogiorno la mamma ha dunque spiegato il rifiuto riferendo esattamente il modo in cui l’assistente sociale ha superficialmente negato la possibilità a Maria Pia di passare sei giorni con gli altri ragazzi, "perché era solo questo quello che volevo: far passare sei giorni a mia figlia con gli altri ragazzi della sua età". La signora Maria, dopo la reazione dell’assistente sociale spiega che era disponibile a chiudere la sua attività per sei giorni e, pagando le spese, avrebbe accompagnato la figlia. "Anche dopo questa mia proposta la risposta è stata negativa, allora mi sono recata dal sindaco, e gli ho spiegato la questione. Con mia grossa delusione anche il sindaco, che è un medico e che dovrebbe sapere esattamente che mia figlia può svolgere normalmente tutte le attività, la risposta è stata la stessa. Questo non è il primo "No "che mi sento dire dal sindaco, anzi precisamente mi dicono questo non si può fare. Mia figlia avrebbe bisogno di seguire corsi di riabilitazione linguistici, il centro più vicino è Termoli, ho solo chiesto, qualche tempo fa se il Comune poteva intervenire con l’utilizzo di un pulmino, anche una volta a settimana, che accompagnasse mia figlia a Termoli, anche in quel caso la risposta è stata la stessa".

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