Bertolaso e la casa all'estero offerta dalla "cricca"
Non solo la casa di via Giulia, a Roma. Ma il sospetto è che Guido Bertolaso, capo della protezione civile, abbia avuto dalla "cricca" dei Grandi Eventi guidata da Diego Anemone, un'altra casa. Forse a Montecarlo o in un'altra località della Costa Azzurra, dove gli investigatori adesso stanno cercando. E’ una ipotesi avvalorata da alcune intercettazioni telefoniche che hanno messo in allarme gli 007 della Finanza e dei carabinieri. Troppi riferimenti convergono appunto nella ipotesi che Bertolaso abbia a disposizione una casa all'estero. Sia dalle transazioni sospette, sia dalle intercettazioni. 
Guido Bertolaso
Ora Bertolaso dovrà chiarire (l'incontro con i magistrati è previsto per la prossima settinmana) che quell’appartamento era a sua dispizione non per la cricca formata da Zampolini o Anemone. La Procura d'altra parte, ha verificato ciò che aveva rivelato l’architetto Angelo Zampolini durante l'interrogatorio, e cioè che l'appartamento di via Giulia era un regalo di Diego Anemone e che lui ogni mese pagava l’affitto. Il proprietario dell’appartamento romano ha infatti confermato che ogni mese l’affitto gli veniva versato proprio da Zampolini.
E adesso, dunque, scatta il piano due. Gli investigatori sono alla ricerca di una nuova casa messa a disposizione di Bertolaso, molto probabilmente in Costa Azzurra. Dunque, per il capo del Dipartimento della Protezione civile lo sviluppo delle indagini perugine invece di chiarire la sua posizione la stanno compromettendo.
Quando arrivò il fascicolo da Firenze, l’ipotesi di reato per Guido Bertolaso era quello di concorso in corruzione. Si parlava dei suoi rapporti con Diego Anemone, delle sue frequentazioni al 'Salaria Sport Village', dei massaggi che però per l'accusa erano vere e proprie prestazioni sessuali. Forse soldi, almeno cinquantamila euro che Anemone si fece dare da don Evaldo alla vigilia di un incontro con Bertolaso. Quando fu sentito dai magistrati, il capo del Dipartimento della Protezione civile non disse della consulenza che Anemone pagò alla moglie architetto, per il progetto di sistemazione del verde del "Salaria Sport Village". Una consulenza pagata regolarmente: la moglie di Guido Bertolaso emise una fattura di 25.000 euro nel 2007. Non parlò, Bertolaso, neppure dell’appartamento di via Giulia.
LE INTERCETTAZIONI - Sono centinaia le conversazioni che erano nel fascicolo e sono state trascritte nelle ultime settimane. In alcune si fa riferimento esplicito a una casa che si trova all’estero messa a disposizione di Bertolaso da Anemone. Le tracce di altri versamenti, oltre a quelli dell'affitto per la casa di Roma, arrivano dalle verifiche sui conti correnti gestiti dal commercialista Stefano Gazzani e intestati a prestanome. Tra loro, il suo collaboratore Fernando Mannoni e la segretaria di Anemone, Alida Lucci. Decine di milioni di euro sarebbero stati movimentati dal professionista che nel suo archivio custodiva anche una lista con una trentina di nomi di privati e istituzioni dove le imprese Anemone portarono a termine svariati appalti.
"Non ho mai avuto né la proprietà né la disponbilità di alcun immobile all'estero, né tanto meno sulla Costa Azzurra o a Montecarlo". Lo ha affermato il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, in riferimento a quanto pubblicato da alcuni quotidiani secondo i quali l'imprenditore Diego Anemone gli avrebbe messo a disposizione una casa all'estero. Le notizie pubblicate sono, secondo Bertolaso, una "nuova puntata della macelleria mediatica che mi vede coinvolto in vicende che sono destituite di qualsiasi fondamento". E aggiunge: "Le mie proprietà immobiliari sono facilmente deducibili dalla consultazione della denuncia dei redditi, già resa pubblica e ampiamente raccontata da tutti gli organi di stampa".



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















