Dl Protezione Civile approvato alla Camera

Venerdì, 19 febbraio 2010 - 19:00:00

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La Camera ha approvato il decreto sulle emergenze e la Protezione civile. I sì sono stati 282 e i no 246, mentre un deputato si è astenuto. Il testo, i cui termini di conversione scadono il 28 febbraio, torna al Senato per la terza lettura.

Tra le principali novità, proposte dal relatore Agostino Ghiglia (Pdl) in commissione con l'assenso del governo e confermate dall'Aula, c'è la soppressione della Spa, che doveva costituire una sorta di braccio operativo della Protezione civile. Il governo è stato indeciso fino all'ultimo se porre la fiducia per i tempi stretti (il decreto dev'essere convertito entro il 28 febbraio) e per evitare incidenti di percorso.

Il governo prima era stato battuto per tre volte in rapida sequenza nelle votazioni degli ordini del giorno al decreto legge sulla protezione civile. Con il parere contrario del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso, l'Aula ha approvato due ordini del giorno del Pd. Il primo, a firma di Anna Rossomando, prevede che nell'ambito del piano carceri si dia "priorità, garantendo il necessario finanziamento, alla ristrutturazione e alla messa a norma delle numerose case circondariali attualmente esistenti".

Via libera anche al testo di Cinzia Capano che impegna il Governo a stilare e ad utilizzare la cosiddetta "black list", ovvero un insieme di elenchi di fornitori e prestatori di servizi, considerati soggetti a rischio di inquinamento mafioso, con i quali non possono essere stipulati i contratti pubblici e i successivi subappalti e subcontratti aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture riguardanti le opere pubbliche". La terza battuta d'arresto è arrivata su un ordine del giorno dell'Udc. Alle 12.30 inizieranno le dichiarazioni di voto finale, trasmesse in diretta televisiva. 

 

Economist 180210
Il numero dell'Economist  in edicola da domani riferisce in toni piuttosto rattristati della "caduta" di Guido Bertolaso che - nell'opinione del notista - una volta sembrava incarnare, insieme con la Protezione Civile, "quanto c'era di meglio in Italia". Il pezzo, che ha il sapore di un necrologio, conclude osservando che lo scandalo parrebbe confermare la percezione popolare che la corruzione politica in Italia oggi sia "più prevalente che in qualsiasi altro momento dai primi anni '90", cioè dai tempi di Mani Pulite.

FINI: NEGLI APPALTI ASSICURARE IMPARZIALITA' - "Nell'assegnazione degli appalti deve essere assicurata l'imparzialita' delle procedure e la celerita' delle stesse". Lo ha detto il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, nel corso del suo intervento all'inaugurazione dell'Anno Accademico dell'Universita' dell'Aquila. "La capacita' di un Paese - ha proseguito - di dimostrarsi realmente avanzato ed efficiente si misura anche con la capacita' di realizzare le opere in tempi rapidi e sempre nel supremo rispetto della legge. In uno Stato di diritto - ha detto ancora Fini - le procedure non devono essere considerate come degli inutili orpelli da derogare fin troppo facilmente. Chi gestisce risorse pubbliche deve sempre ricordarsi che agisce in nome e per conto della comunita'. Ovviamente - ha concluso Fini - e' compito degli uffici centrali del Governo, dell'autorita' regionale e provinciale, dei Comuni interessati dalla ricostruzione e degli organici tecnici competenti a vigilare affinche' il grande sforzo di rinascita si svolga nel pieno rispetto delle leggi e delle norme poste a tutela della correttezza e della trasparenza dell'azione degli operatori pubblici e privati".

Il futuro dell'Aquila passa attraverso la ricostruzione del suo centro storico. Ne e' convinto il Presidente della camera dei deputati, Gianfranco Fini, che oggi, nel capoluogo abruzzese, ha dedicato molta parte del suo intervento all'inaugurazione dell'Anno Accademico dell'Universita' dell'aquila, proprio a questo argomento. " Oggi ricostruire l'Aquila - ha spiegato Fini - significa costruire il futuro dell'Aquila; vuol dire, in altre parole, avere e perseguire l'idea di come si possa domani articolarsi un centro urbano, risanando dalle sue ferite e posto in condizione di riassumere le sue funzioni, assicurandosi,cosi', una vera vitalita'. E' questo u tema - ha proseguito il Presidente della Camera, tanto appassionante quanto cruciale: In italia, 'Paese delle 100 citta' ', ciascuna con la sua lunga e peculiare tradizione storica e culturale, da sempre prevale l'idea di un centro urbano che racchiude e concilia in se', spesso all'interno delle sue antiche mura, funzioni amministrative, residenziali, economiche, fino a quelle connesse al terziario avanzato. A questo modello urbano, nelle sue successive ricostruzioni, L'Aquila se' e' sempre mantenuta fedele". A questo proposito Fini ha ricordato un dato storico non molto conosciuto. " E' emblematico - ha ricordato Fini - che dopo il terribile terremoto del 9 settembre del 1349, che devasto' completamente la citta' causando circa mille morti, i Signori del Comune fecero sorvegliare le porte e chiudere con tavole di legno le brecce apertesi nelle mura cittadine, affinche' la popolazione non abbandonasse il centro storico, cancellando cosi' con il suo esodo L'Aquila dal novero delle citta' del Regno di Napoli".

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