Bertolaso alla Camera: resto al mio posto
"Guido Bertolaso per il momento è dimissionario, ma visto che il Governo gli ha respinto le dimissioni, continua a fare il suo mestiere e il suo dovere. Dopo di che, domani vedremo". Così il capo della Protezione Civile risponde ai giornalisti al termine dell'audizione in commissione ambiente della Camera che ha discusso del decreto relativo alla Protezione Civile. A chi gli chiedeva se la cancellazione dell'articolo 16 che prevedeva la
trasformazione della Protezione Civile in Spa Bertolaso risponde: "l'importante e' che non sia stata cancellata completamente la Protezione Civile". "Spa - spiega il capo della Protezione Civile - era una struttura aggiuntiva, non c'era nessuna trasformazione come qualcuno continua a scrivere. Doveva solamente essere una struttura di servizio per rendere, la protezione civile, quella vera, piu' agile e piu' concentrata sulle vere attivita' di propria competenza". La cancellazione dell'articolo 16 - hanno chiesto i giornalisti - e' una sconfitta politica? "No", replica Bertolaso.
Vorrei farmi subito interrogare, ma non so da chi. La procura di Firenze non e' competente e sembra che i magistrati di Perugia non abbiano ancora le carte. Voglio subito chiarire la mia posizione. Guido Bertolaso ha parlato anche della sua vicenda personale. Sono sereno - avrebbe spiegato il numero uno della Protezione civile secondo quanto viene riferito da chi era presente - ho spiegato al presidente del Consiglio di essere pronto a rimettere il mio mandato. Mi hanno detto di continuare a lavorare. Il sottosegretario alle emergenze, riferiscono le stesse fonti, avrebbe spiegato che il ruolo di guida della Protezione civile e' molto delicato e non puo' rimanere 'vacante'. Ieri per esempio - ha sostenuto Bertolaso - c'era il pericolo delle frane, bisogna continuamente lavorare alle emergenze.
VIA LIBERA COMMISSIONE, CANCELLATA SPA. La commissione Ambiente della Camera ha dato il via libera a maggioranza al decreto sulla Protezione civile. Approvati tutti gli emendamenti presentati dal governo e dal relatore Agostino Ghiglia, tranne uno che escludeva dal patto di stabilita' interno le spese per i grandi eventi, ritirato per problemi di copertura. La novita' piu' importante e' la cancellazione dal testo della trasformazione della Protezione civile in societa' per azioni.
Il fatto che dal testo sia sparita la modifica dell'assetto della protezione civile non sembra preoccupare Guido Bertolaso che ha seguito tutti i lavori della commissione, durati oltre cinque ore. "L'importante e' che non sia stata cancellata la Protezione civile. Punto", ha commentato all'uscita. Quanto al merito, ha tenuto a precisare, la Spa "doveva essere solo una struttura di servizio per rendere la protezione civile piu' agile". Il testo sara' da domani mattina all'esame dell'aula e non si esclude che il governo ponga la fiducia. E su questo Bertolaso non si e' sbilanciato. "Lo decidera' il consiglio dei Ministri", ha detto. E neppure il relatore Ghiglia ha confermato le voci. "Dipende dal governo e dagli emendamenti che potrebbero arrivare in aula", ha detto. Di certo, ha assicurato, da relatore e governo non arriveranno altre correzioni.
IL GIP CONVALIDA GLI ARRESTI - Restano in carcere i 4 arrestati dalla Procura di Firenze nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per i grandi eventi. Il Gip Rosario Lupo, infatti, ha respinto la richiesta di revoca dell'ordinanza di custodia cautelare presentata da Angelo Balducci, Mauro Della Giovampaola e Diego Anemone mentre Fabio De Santis, a quanto risulta, non aveva presentato la richiesta. Rispondendo ai giornalisti, il gip ha spiegato che ''permangono tutte le esigenze di custodia cautelare e quindi resta valida l'ordinanza'' che prevedeva il rischio di inquinamento delle prove, fuga e reiterazione del reato. Secondo quanto si apprende, dunque, anche dopo gli interrogatori non sono emersi ''elementi nuovi''. Adesso dovra' pronunciarsi il tribunale del riesame su una eventuale scarcerazione.
PASSA ALLA PROCURA DI PERUGIA L'INCHIESTA ROMANA. E' al momento in capo alla procura di Perugia l'inchiesta sugli appalti delle cosiddette 'Grandi opere', condotta dalla procura di Roma e che vede 17 indagati. Lo si è appreso al termine del vertice fra i magistrati romani e perugini avvenuto nel capoluogo umbro. La procura di Perugia si sta quindi al momento occupando sia del filone fiorentino che di quello romano della vicenda degli appalti attraverso i sostituti procuratori Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi in coordinamento con il procuratore facente funzioni Federico Centrone.



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