Bertolaso, lo strabismo della stampa
Di Giuseppe Morello
È istruttiva, ma mette anche un po' le vertigini, la lettura dei giornali in questi giorni a proposito del caso Bertolaso. Leggi Libero e il Giornale e pare che nella partita ci sguazzassero alla grande gli uomini del centrosinistra, e giù storie su Veltroni e Bersani. Leggi Repubblica e l'Unità e pare che lo scandalo riguardi il governo Berlusconi, Verdini e "tutti gli uomini del presidente", come titolava ieri un articolo di Curzio Maltese.
Più che pluralismo sembra strabismo. Ognuno guarda un po' dove gli pare e così tutta la stampa italiana si comporta come i pazienti degli psichiatri di fronte alle macchie di Rorschach, quelle macchie indefinite in cui chi ci vede un ombrello e chi ci vede una vulva. Una specie di suk marocchino in cui trovi tutto e il contrario di tutto e dove la scelta la compie l'attenzione selettiva di chi guarda. La vogliamo ancora chiamare informazione? Forse meglio definirla un puzzle, in cui però sono i lettori a perderci perché il disegno nella sua interezza non lo dà nessuno e siccome nessuno ha il tempo di leggersi tutti i giornali, ciascuno resta in mano con alcune tessere del puzzle, magari illudendosi che siano la sintesi dell'intero.
Vero è che è la materia a prestarsi a questo gioco caleidoscopico, visto che Bertolaso ha lavorato con governi di entrambi gli schieramenti e quindi non sorprende che i tirati in ballo vadano da Verdini a Veltroni. Se sono vere le ipotesi dei magistrati, un po' tutti hanno inzuppato il pane con Bertolaso o comunque un po' tutti sono finiti da quelle parti. La schizofrenia della stampa italiana diventa così la sintesi di uno spirito bipartisan che in Italia si vede solo quando si parla di affari.
giuseppe.morello@affaritaliani.it



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