Trieste, vietati i bermuda a scuola. E i ragazzi chiamano la polizia
In una scuola di Trieste il preside ha emanato l'ormai classica circolare di fine anno che vieta agli studenti l'ingresso con abbigliamento da spiaggia, compresi bermuda a mezza gamba. La circolare è di dieci giorni fa. "Con l'approssimarsi della bella stagione - è scritto su quel foglio che gira di classe in classe - si invitano allieve e allievi a indossare un abbigliamento adeguato durante le lezioni". Cosa vuol dire adeguato? Sembra che il preside Marchione sia anche un po' pignolo. E infatti: "Non saranno accolti studenti con abbigliamento da spiaggia (spalle scoperte, pantaloni corti o a mezza gamba)".
Diversi ragazzi una mattina si sono presentati lo stesso ai cancelli con i pantaloni non adeguati e il bidello, su mandato del preside, ha sbarrato loro l'accesso. Il bidello Francesco è stato costretto sbarrare la strada agli studenti in "abbigliamento non adeguato". Senonché gli studenti hanno chiamato la polizia: in otto volevano entrare comunque per eseguire una prova pre-esame per evitare la bocciatura con il 5 in condotta.
L'episodio è accaduto un giorno di fine maggio all'Istituto tecnico navale Tommaso di Savoia del capoluogo friulano. Alla fine la trattativa tra studenti, preside e agenti della polizia approda a un compromesso: in bermuda può entrare solo chi mette il proprio nome e cognome sul foglio che tiene in mano il bidello.



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