Berlusconi come Craxi
Enrico Mentana nel Tg delle 20 parlava di "guerra termonucleare" tra Fini e Berlusconi. Esagerato, forse, ma l'affare Ruby sta scatenando certamente un putiferio politico e sociale, oltre che giudiziario. A testimoniarlo è il nuovo intervento della procura di Milano, pronta ad andare avanti a tutti i costi. La richiesta di giudizio immediato nei confronti del premier Silvio Berlusconi, indagato per concussione e prostituzione minorile nell'ambito dell'inchiesta sulle feste ad Arcore, sarà mandata al gip "presto, prestissimo". E nel caso in cui il Parlamento dovesse sollevare un conflitto di attribuzioni, "il dato normativo non prevede la sospensione delle attività della procura, né di un eventuale processo".
Dunque, il processo-guerra al premier si fa. Ilda Boccassini e company non hanno alcuna intenzione, questa volta, di piegarsi alle presunte "marachelle" del premier e delle sulle feste rilassanti in cui sono state conivolte (e pagate profumatamente) molte, troppe ragazzine anche minorenni. Un atteggiamento, quello della procura, che ricorda l'accanimento nei confronti di Bettino Craxi. Il 15 dicembre 1992 l'allora presidente del Consiglio ricevette il primo degli avvisi di garanzia della Procura di Milano nell'ambito di Mani Pulite. E da allora iniziò un bombardamento della procura capitanata da Gherardo Colombo, Antonio di Pietro e Gerardo D'Ambrosio, che lo "massacrarono" con una pioggia di avvisi di garanzia. Poi la fuga in Tunisia, ad Hammamet, e gli anni della latitanza.
Stessa cosa sta succedendo con Berlusconi. La procura della Repubblica di Milano non lo riconosce più capo del Governo, ma solo un'orrenda figura che sta facendo, tra l'altro, vergognare l'Italia in campo internazionale. Berlusconi viene massacrato perché non è più percepito come l'uomo che guida il Paese, ma un maschio che tratta le donne come prostitute e crede di poterle usare per i suoi piaceri sessuali. Non persona generosa, ma il "macho" che usa i suoi (tanti) soldi per compiacere se stesso a discapito di ragazzine, anche minorenni, pronte a tutto per carriera e denaro. Berlusconi è finito, secondo i giudici milanesi e non solo. Chissà se come Craxi, esasperato, fuggirà. Oppure, più opportunamente, sceglierà di andare in tribunale.



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