Benigni show, battute a non finire sul premier. E sulle elezioni...
Silvio Berlusconi è il bersaglio privilegiato di Roberto Benigni nello spettacolo al Festival della Felicità di Pesaro. Ma ne ha per tutti il comico toscano nella parte iniziale dello show dedicato all'attualità politica. Battute a raffica sul premier: dal colloquio con Barack Obama al G8 di Parigi, alle interviste in contemporanea nei tg, ai processi, fino alle donne. 
Una canzone sulla felicità è tutta dedicata a Berlusconi. Ricorda che "la felicita' si basa su quello che si ha e su quello che non si ha per cui ora parlero' di quello che Berlusconi ha". E cosi' tra le tante proprieta' che Benigni ha attribuito al premier ci sono la Camera e il Senato "o Milano, almeno - annota - fino a lunedi'", ha cantato tra l'altro. E poi ancora: "Roberto Formighini, Ghedini, Frattini, La Russa e la rossa per favore passate alla cassa". La canzone si conclude con un interrogativo e una promessa: "quanto costa questo c... di pianeta? Compro anche Dio, cioe' compro me stesso".
Benigni ha fatto anche un'analogia tra Pesaro, dove molti luoghi sono intitolati a Rossini e alla sua storia, e Arcore: "Tra 150 anni quando Berlusconi non ci sara' piu' - ha spiegato il comico - ma gli auguro di vivere il piu' a lungo possibile, Arcore sara' ricordata per 'via nipote di Mubarak', 'arco D'Addario', 'viale Scilipoti', 'obitorio Toghe Rosse' e 'cimitero Boccassini'". Il comico ha anche il tempo di lanciare la volata al candidato sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, prima di immergersi nella lettura del trentatreesimo canto dell'Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri. Il canto del Conte Ugolino, anche lui "odiato da Berlusconi, perchè primo comunista, in quanto mangiava bambini". "È un Dante speciale, che non dimenticherete - sottolinea Benigni - Tutti lo conoscete. L'Inferno, che è il non luogo più lontano dalla felicità. Ma senza conoscere l'infelicità, non si sa neanche cos'e la felicità. L'inferno è il buco nero più lontano dalla luce, dalla bellezza".
IL COLLOQUIO OBAMA-BERLUSCONI - Uno spettacolo, chiuso con una standing ovation, dedicato ai militari italiani feriti in Libano e agli operai della Fincantieri perchè "senza senso della patria e senza lavoro non siamo più uomini». Pronti, via. Benigni punta subito il colloquio tra Obama e Berlusconi, che sembrava «un pò Alberto Sordi» quando tentava di avvicinarsi al presidente Usa, «un pò Vittorio Gassman» nel Sorpasso quando gli metteva la mano sulla spalla. "Un'attore spettacolare", dice il comico che avvicina la mano all'orecchio e chiama Obama. «Ho un problema con l'audio - racconta al presidente Usa -. Non è che puoi mandare un fonico. Qui c'è‚ una dittatura dei fonici di sinistra. Ho un problema anche con l'idraulico. Pure tu hai un problema? Uno scocciatore? Non ti leva la mano dalla spalla quello lì? A noi sono 17 anni che non ci leva mano di dosso. Tu assecondalo, digli sempre di sì. Presentagli una donna, una giovane, e se ne va subito".
LE AMMINISTRATIVE E PISAPIA - Poi tocca alle amministrative con "il festival della Felicità che da lunedì si sposterà a Milano per cinque anni". "Vai Pisapia", incita Benigni, assicurando che "risolverà il problema del traffico perchè le auto le rubano tutte". Non potevano mancare i processi del premier, che "durano pochissimo". "L'udienza del processo di Ruby - dice il comico - è durata 7 minuti, comunque più del reato. Il problema è che non lo beccano mai in flagrante. L'unica sarebbe che si imbrogli. Il giudice dice: 'Lei la notte del 24 maggio ha corrotto Mills' e lui replica: 'non può essere, stavo trombando con Ruby". Non mancano battute sul Pd «non abituato a vincere" e "Fassino che infatti domani torna a votare perchè non ha capito".



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