Benevento/ Tagliavano l'orecchio a chi non pagava il pizzo: tassi al 350%
Nove usurai di professione sono stati arrestati. Un intero gruppo familiare, fulcro del giro di prestiti a strozzo. Si tratta dei Nizza, moglie e figli di Cosimo Nizza, già coinvolto nel 2004 in un'indagine su un giro di usura e ucciso in un agguato di stampo camorristico il 27 aprile 2009. I carabinieri del comando provinciale di Benevento, con l’impiego di 70 militari e il supporto di un elicottero del Nucleo di Pontecagnano, hanno eseguito ordinanze di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip della Dda del tribunale di Napoli. Soffocati dai debiti numerosi imprenditori operanti nel capoluogo sannita.
L’operazione, denominata "Fiducia" poiché le vittime con la loro collaborazione hanno aiutato il lavoro della magistratura e dei carabinieri, scaturisce da una indagine condotta dai militari del nucleo investigativo su un locale del presunto sodalizio: il "Nizza", di proprietà del capofamiglia Cosimo ucciso due anni fa.
L'ORECCHIO MOZZATO - Avvalendosi della forza d’intimidazione e del vincolo associativo, avevano secondo le accuse dato vita a un’organizzazione dedita all’usura e alle estorsioni, concedendo alle vittime prestiti in denaro con tassi esorbitanti, fino a raggiungere la soglia del 350 per cento. Esercitavano, in taluni casi, pressioni e minacce, culminate in violenze fisiche, come in un episodio, nel quale a una vittima è stato staccato il lobo di un orecchio.



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