Batterio Killer/ L'esperto alimentare del Cnr ad Affaritaliani.it: "Verdura cotta, attenzione alla carne"
La Germania è nel caos. Ma ora l'Escherichia coli, il batterio killer che ha provocato già 37 morti, colpisce anche la Francia, dopo che alcuni bambini sino stati ricoverati dopo aver mangiato hamburger surgelati di carne tedesca. Molta confusione dunque. Mangiare o no la verdura? E la carne? Affaritaliani.it ha chiesto chiarimenti a Raffaele Coppola, direttore dell'Istituto di Scienze Alimentari del Cnr. 
Il ministro Fazio lo ha ammesso: "Gran caos, basta vedere i giornali tedeschi".
"Bisogna spiegare che cosa sta accadendo. L'Escherichia Coli è un batterio, un comune abitante dell'intestino di specie animali. I ceppi ordinari non arrecano danno all'organismo in cui vivono, coabitano con altri centinaia di migliaia di microrganismi e contribuiscono a creare la microflora intestinale. Esistono però diversi ceppi con varia patogenicità appartenenti a questa specie. E' ovvio che il sopravvento di un ceppo patogeno può determinare condizioni di salute compromessa nell'uomo. Se a questo si aggiunge che i batteri possono acquisire antibiotico-resistenza per vari meccanismi, questo può comportare che anche la pressione selettiva di alcuni antibiotici può far crescere il numero di quelli potenzialmente patogeni che erano in inferiorità numerica rispetto a quelli non patogeni".
L'origine del batterio è da ricercare nella carne o, come stanno facendo, nelle verdure?
"L'origine è essenzialmente animale perché l'E. Coli vive nell'intestino degli animali e si riscontra nelle feci. Poi è vero che può contaminarsi sia un alimento carneo sia un prodotto vegetale".
Quindi è giusta la ricerca nei vegetali?
"Si, assolutamente. Non è da escludere che siano stati contaminati con acque sporche".
Ma sembra che nella carne non stiano proprio cercando. E di qui derivano diverse critiche alla Germania.
"Non credo che non lo stiano facendo perché la letteratura si è arricchita in pochissimo tempo di diverse ipotesi. C'è chi dice che la contaminazione sia avventura in un ristorante, chi in un porto, poi si è detto che sono stati i cetrioli, poi i semi di soia, ma pare non sia più vero. Non si può e non si deve escludere nulla. Facciamo un esempio..."
Dica.
"Se pensiamo che quando nei delitti abbiamo a che fare con il Dna di una persona l'indagine è enormemente complicata, immaginiamo quanto sia difficile indagare su organismi invisibili che si moltiplicano con una rapidità sconvolgente".
Il ministro tedesco della Salute insiste: non mangiare verdura cruda. Il ministro italiano Fazio rassicura che in Italia è buonissima e si deve consumare tranquillamente. Che dobbiamo fare?
"Non credo che in Italia ci sia in questo momento un problema di epidemia. Dunque le verdure crude possono essere consumate. E' ovvio che bisogna lavarle accuratamente, pulirle in modo scrupoloso. Certo, nel dubbio tra consumare verdure cotte o crude, meglio mangiarle cotte".
Sono così rari episodi come quelli che stanno avvenendo in Germania?
"Il caso è saltato agli onori della cronaca solo perché c'è stata una concentrazione ristretta all'area tedesca. Ma malattie da microrganismi di questo tipo si presentano comunemente nel mondo. La letteratura è piena di casi. Il problema è che questa volta il focolare di infezione si è sviluppato in un'area ristretta. Al momento credo sia ingiustificato il panico di non consumare verdure fresche".
Ma come è possibile che questo batterio provochi addirittura la morte. E può uccidere anche un soggetto sano?
"Sì, può portare anche alla morte anche di una persona sana perché può provocare delle sindromi enteroemorragiche, cioè perdite di sangue al livello dell'apparato gastroenterico e la produzione di tossine che hanno un effetto patogeno e in alcuni casi può essere drammatico".
Benedetta Sangirardi



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