Scommesse, Iacovelli scarcerato. "Giocatori del Bari legati agli zingari"
Lo scrive il gip di Cremona Guido Salvini: "Molti calciatori della squadra barese erano in diretto contatto con il clan degli zingari". Disposta la scarcerazione per l'aiuto infermiere Angelo Iacovelli, che accusa Masiello: "Sapeva tutto. Altro che vittima". Il gip sul terzino dell'Atalanta: "Versione reticente". Un inquirente: "La squadra ne esce a pezzi". Una fonte vicina all'inchiesta su Bologna-Bari 0-4: "Il sospetto è che qualcuno del Bologna fosse d'accordo"
di Lorenzo Lamperti
Il gip Guido Salvini"Molti giocatori del Bari sono legati al clan degli zingari". Lo scrive il gip di Cremona Guido Salvini nel provvedimento di scarcerazione dell'aiuto infermiere Angelo Iacovelli. Rischia di venire giù tutto il castello di carte: Iacovelli ha parlato eccome. E anche per questo è stato scarcerato. Il suo ruolo nello scandalo calcioscommesse ha conosciuto un nuovo ribaltone.
IACOVELLI SCARCERATO - Dopo gli ultimi sviluppi, il gip Salvini ha disposto l'immediata scarcerazione, con obbligo di firma, di Iacovelli. Per il gip, "appare decisamente plausibile" che Iacovelli "non sia stato promotore delle attività di manipolazione", ma sia stato utilizzato "per mettere in contatto telefonico, a seguito delle iniziative prima di Bellavista (il cui ruolo si conferma come centrale) e poi di Carobbio, gli Zingari con i calciatori del Bari e poi accompagnando gli uomini di Gecic agli incontri con i calciatori presso l'albergo di Bari ove si trovavano e tenendo poi in custodia parte delle somme ricevute dai giocatori".
DA STALKER A VITTIMA - Altro che stalker, Iacovelli sembra più una vittima. Scrive sempre Salvini: "E' stato così acquisito un quadro più chiaro del carattere decisamente reticente e giustificatorio della versione fornita da Masiello, e da altri giocatori" che hanno così spostato l'attenzione "su un soggetto minore e subordinato".
L'SMS A MASIELLO - "Sono Angelino, Angelino ti raggiunge ovunque". E' il testo di un sms che Andrea Masiello aveva riportato durante il suo interrogatorio della scorsa settimana. Ma dall'interrogatorio di martedì 8 febbraio la figura di Iacovelli assume nuovi contorni. Quando Salvini gli cita il messaggio incriminato lui si mette a urlare: "Volevo solo dirgli che non si fa così, non si cambia squadra e cellulare senza dire niente a un amico".
L'AMICO DEI GIOCATORI - E proprio un amico ora mette in grave imbarazzo i calciatori del Bari. "Scommettevano anche due volte sulla stessa partita", racconta Iacovelli. Tutto è capovolto rispetto all'interrogatorio di Masiello: non sarebbe stato l'infermiere a forzare i calciatori a perdere le partite. Anzi, tutto il contrario. Sarebbero loro che ogni volta che programmavano una sconfitta chiedevano a Iacovelli di avvertire il clan degli zingari.
LE PARTITE INCRIMINATE - L'andazzo delle scommesse comincia con Bari-Chievo 1-2 del 20 marzo 2011. Da lì, Iacovelli descrive un girone di ritorno all'insegna della combine. Da Bari-Sampdoria 0-1 a Bari-Roma 2-3, da Milan-Bari 1-1 (anche se qui l'aiuto infermiere dice di non sapere nulla) alla tanto chiacchierata Palermo-Bari 2-1. "Masiello mi aveva promesso una quota su quella partita", racconta Iacovelli. "Non ho mai preso un euro...", dice. Sicuramente non in quel caso, perché il risultato concordato (3-1) non si verificò per l'errore dal dischetto di Miccoli.
BOLOGNA-BARI 0-4. Ma dall'interrogatorio esce anche un'altra partita sospetta: è Bologna-Bari 0-4 dell'ultima giornata dello scorso campionato. La cita Iacovelli. E secondo fonti vicine all'inchiesta, in questo caso si starebbe vagliando anche la posizione della squadra avversaria. Il sospetto è che qualche giocatore del Bologna sapesse e avesse accettato di perdere la gara.
"I GIOCATORI NE ESCONO A PEZZI" - Lo dice un inquirente: dalla testimonianza di Iacovelli i calciatori del Bari, o meglio gli ex calciatori visto che praticamente tutti hanno abbandonato la società barese la scorsa estate, "ne escono a pezzi". E mentre Iacovelli viene scaricato dal collegio provinciale degli infermieri di Bari: "Non è un nostro collega", l'aiutoinfermiere scarica loro. "Signor giudice, ho fatto tutto per passione, per stare vicino ai giocatori", spiega a Salvini. Quei giocatori che gli avevano dato la colpa.


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