Spinti al Bamboccinismo
Di Giuseppe Morello
D’accordo prendersela coi bamboccioni, giovani e non più giovani che vivono in famiglia o vi sono tornati, mangiano la pasta di mammà, dormono in cameretta e non riescono a farsi una vita per conto loro. Sarà pure un po’ colpa loro, c’è però da dire che sono davvero tante le cause esterne che spingono al “bamboccinismo”.
Partiamo dal Rapporto annuale dell’Istat sulla situazione del Paese, secondo il quale sono i giovani i più colpiti dalla crisi, tanto che l’Italia vanta il non invidiabile primato del più alto numero di giovani (2 milioni) che non lavorano, non fanno stage e non studiano (in inglese NEET: Not in Employment, Education or Training), un numero cresciuto drammaticamente a causa della crisi. L’Istat ci dice anche che questi giovani perdono il posto ed hanno anche serie difficoltà a rientrare nel mercato del lavoro, per questo spesso si vedono costretti a tornare alla casa avita, non per niente con espressione anglosassone vengono anche definiti Boomerang Generation, perché dopo brevi periodi di vita indipendente tornano, come boomerang appunto, a casa dai genitori.
Ora, in certi casi sarà pure pigrizia, ma ammetterete che di questi tempi non è facile e tutto sembra congiurare contro l’autonomia definitiva di un giovane, e forse qualche colpa la generazione dei genitori ce l’ha. Loro hanno vissuto in un paese in cui il posto fisso era una certezza, il welfare era generoso e quasi da paese socialista, le pensioni arrivavano anche a 50 anni ed erano più che dignitose, e in più hanno campato per 20 a ostriche e champagne con la spesa pubblica, pappandosi il futuro dei figli. Facile non essere bamboccioni. Provateci oggi e capirete che è tutta un’altra musica.



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