Badanti/ Maroni: " La colf che lavora in nero è una clandestina"
La badante che lavora in nero e' in tutto e per tutto un clandestino. Quindi la legge in vigore prevede che i clandestini vengano identificati, accompagnati nei Cie per avviare le procedure di espulsione. E' quanto ha sottolineato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, a margine di una conferenza stampa per presentare la tessera del tifoso. Maroni ha comunque escluso ogni possibilita' di una sanatoria per quanto riguarda le badanti ne' per altra singola categoria. "Chi lavora in nero - ha detto Maroni - e' irregolare. 
La Polizia identifica queste persone le mette nei Cie avviando il provvedimento di espulsione e poi c'e' la sanzione penale, che non e' il carcere, ma un provvedimento amministrativo, sia per il datore di lavoro che per il lavoratore. Quindi le forze di Polizia trasferiscono i documenti alla Magistratura e il Giudice di Pace decide per l'espulsione. Dunque, non c'e' nessuna differenza tra i clandestini". Per il ministro dell'Interno quella di questi giorni e' una polemica sul nulla: "Il clandestino - ha detto - non ha il permesso di soggiorno, svolge il lavoro in nero e puo' essere espulso e le sanzioni contro i clandestini ci sono da anni". Diverso, aggiunge, il caso di una riflessione politica su tutti questi temi che pero' non c'entrano con l'entrata in vigore del Ddl sulla sicurezza.



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