Badanti e colf, se la sanatoria diventa una truffa

Lunedì, 14 settembre 2009 - 15:40:00

Fino a 3 mila euro per diventare colf o badanti. Per i migranti di San Nicola Varco, nel cuore della Piana del Sele, a Salerno, il miraggio della regolarizzazione si spinge oltre la legalità e, come spesso accade in questi casi, dritto nelle reti della criminalità a caccia di facili guadagni.

Già truffati con la promessa di un lavoro in Italia e una regolarizzazione pagata con prezzi che variavano dai 4 ai 7 mila euro, stavolta è la sanatoria ad offrire una nuova opportunità per raggirare chi sogna di poter restare in Italia. A denunciarlo è Peter Schatzer, capo missione dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) in Italia, che dopo aver seguito la vicenda da vicino, è tornato nel salernitano per verificare gli sviluppi. “Sono appena stato in quel campo e devo dire che hanno fatto un po’ di ordine – ha detto Schatzer -. Hanno cominciato a mettere insieme i rifiuti, portato sei container con panni e bagni ma fino ad oggi non erano ancora funzionanti. Le cose stanno migliorando, anche se sembra sempre una bidonville del terzo mondo”.

Nei pressi di un vecchio mercato ortofrutticolo, sono in circa 800, per lo più marocchini. Vivono in baracche e per una ventina di euro al giorno lavorano in quei campi dove i caporali decidono di inviarli. Secondo il direttore Oim, si tratta di una situazione che si porta avanti da anni, ma che solo adesso trova un po’ di spazio nel rullo quotidiano delle notizie, anche grazie all’attenzione delle istituzioni. “Hanno messo i container con docce e bagni e uno dove noi abbiamo un ufficio – ha raccontato Schatzer -. Per il momento non succede tanto, però qualcuno ha iniziato ad insegnare la lingua italiana. Tutto questo non toglie il fatto che l’irregolare resta irregolare e nella situazione attuale c’è poca speranza in una regolarizzazione”.

Molti degli immigrati presenti nel campo sono giunti in Italia con un contratto di lavoro e con un visto sul passaporto, ma arrivati a Salerno, del datore di lavoro neanche l’ombra, nonostante per quel contratto avessero sborsato migliaia di euro. La truffa è stata scoperta già dal 2007, ma ad oggi ancora non ci sono sviluppi importanti. “Come si dice in questi casi, abbiamo piena fiducia nella giustizia italiana – spiega Schatzer -, che altro posso dire? Aspettiamo quel che faranno i magistrati e la procura. Noi abbiamo dato tutti i dettagli delle persone che hanno truffato, quelli che potevano dimostrarlo. Non abbiamo ancora visto nessun caso accettato come tratta di esseri umani, l’unico modo per dare un permesso che dia la possibilità di lavorare regolarmente. Come collaboratori di giustizia, il permesso dà solo lo status di rimanere, ma non possono lavorare e non possono fare nient’altro. È piuttosto drammatica la situazione degli irregolari, non cambierà molto”.

Qualcuno, però, non demorde e non è poi così difficile trovare in giro gente pronta a dichiarare il falso per intascare gli ultimi risparmi di chi, in preda alla disperazione, tenta l’ultimo colpo. “Un certo numero di marocchini è partito e sta partendo per diventare colf o badanti, anche se secondo le regole bisogna dimostrare d’averlo fatto per tre mesi prima dell’entrata in vigore della regola, ma sembra che qui, di nuovo, qualcuno ci stia guadagnando sopra”. Al momento sono pochi i casi di cui l’Oim è venuta a conoscenza parlando con alcuni immigrati, ma la voce sta circolando in fretta nel campo. “Ci sono già un paio di casi - ha spiegato Schatzer -. Altri cercheranno di mettersi in regola attraverso questo meccanismo. Il problema è che devono pagare anche qui molto caro e se qualcosa non va in porto i soldi sono persi, insieme a quelli che hanno dato per arrivare fin qui. Chiedono qualche migliaia di euro, in alcuni casi si arriva anche a 3 mila euro”.

A San Nicola Varco, però, non sono pochi quelli che hanno scelto di tornare a casa. Alcuni sono già partiti, mentre cresce il numero di chi ormai si è rassegnato all’idea di non poter restare in Italia. “Ad oggi abbiamo fatto 24 ritorni (volontari e assistiti, ndr) – ha detto Schatzer -, ma abbiamo già un’altra trentina di persone interessate. Siamo sorpresi dall’interesse che si spiega anche col fatto che si tratta di gente che è in Italia da parecchio tempo e ha capito che non c’è un grande futuro per loro”.
 

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