Sarah/ Cosima e Michele spiati in carcere tremano per le dichiarazioni della commessa
Nuovo elemento nelle indagini sull'omicidio di Sarah Scazzi. Nel suo racconto trasformato poi in sogno, il fioraio Giovanni Buccolieri non vide solo il sequestro di Sarah Scazzi presa con la forza dalla zia Cosima Serrano e fatta salire in macchina, ma anche l’assassinio della quindicenne tramite strangolamento. Questo, almeno, ha confidato la prima volta alla moglie Giuseppina alla presenza della suocera e della sua ex commessa, Vanessa Cerra. 
L’inquietante particolare che il commerciante ha sempre nascosto, emerge dalle carte depositate agli atti del processo del Riesame per la richiesta di scarcerazione, respinta dai giudici, di Cosima Serrano e Sabrina Misseri. E' quanto emerge dalle carte depositate agli atti del processo del Riesame per la richiesta di scarcerazione, respinta dai giudici, di Cosima Serrano e Sabrina Misseri.
LE PREOCCUPAZIONI DI COSIMA E MICHELE- E proprio il sogno di Buccolieri è stata oggetto di discussione e di preoccupazione da parte di Cosima Serrano e Michele Misseri. Intercettati in carcere il 23 maggio scorso, i due stanno commentando la recente decisione della Cassazione che aveva accolto con rinvio al Tribunale di Taranto la richiesta di scarcerazione della figlia Sabrina.
L'INTERCETTAZIONE IN CARCERE- Entrambi sono consapevoli del forte ostacolo rappresentato dalla magistratura tarantina che sinora si è sempre mostrata fermamente convinta delle presunte responsabilità soprattutto della figlia. «Dobbiamo vedere ...no, loro stanno cercando di non farla uscire...». A questo punto Michele introduce all’improvviso la vicenda del fioraio e qui Cosima si mostra molto abbottonata e risponde a monosillabi. «Dal fioraio sono andati e hanno detto pure ...», esordisce Michele. «... si, i famigliari», lo interrompe la moglie. «... un sogno no?», chiede zio Michele. E la moglie, serrata: «Uhm...». E’ ancora Michele a parlare: «ma adesso devono andare da quella no? (dall’ex commessa Vanessa Cerra che vive in Germania, ndr)». E Cosima: «... eh». Sempre Michele: «A quella mo sta tutto...». Qui la donna allunga una frase: «...eh, vanno trovando, vanno trovando di attaccarsi anche ai sogni...». Il marito la interrompe: «...no, non sappiamo la Vanessa che dice... se la Vanessa fa la falsa come sua madre ...». Della versione della commessa sono molto interessati gli inquirenti jonici. Lunedì il procuratore aggiunto Pietro Argentino e il tenente dei carabinieri Rolando Russo saranno a Monchengladbach, vicino a Colonia per sentire, tramite rogatoria, Vanessa Cerra in qualità di persona informata sui fatti. Da lei tutti vorranno sapere i particolari del sogno o visione del suo ex datore di lavoro partendo dalla circostanza in cui ne è venuta a conoscenza.
Il fiorario, che in un primo momento aveva spacciato il sogno per realtà e che è stato successivamente indagato per false dichiarazioni al giudice, avrebbe raccontato la visione dell'omicidio alla moglie Giuseppina, in presenza della suocera e della sua ex commessa, Vanessa Cerra.
A raccontarlo nell’interrogatorio del 20 maggio, è la cognata, Anna Scredo (che con il marito Antonio Colazzo è indagata per favoreggiamento). "Mia sorella - dice, riferendosi alla moglie di Buccolieri - mi ha detto che suo marito aveva sognato zia Cosimina (Serrano, ndr) che arrabbiata e con il dito puntato verso Sarah le intimava di salire in macchina. Mia sorella - continua Anna Scredo - mi diceva anche che all'interno della macchina, Giovanni aveva notato una persona che appena salita Sarah le cingeva il collo con una corda strozzandola". Stessa cosa la racconta l’altra testimone presente in bottega il giorno della confidenza, la suocera del fioraio, Cosima Prudenzano.
Sentita a sommarie informazioni il 13 giugno scorso nella stazione dei carabinieri di Colorno, in provincia di Prato, dove risiede, la donna così riferisce i fatti al luogotenente dei carabinieri della sezione di pg della Procura di Taranto, Giovanni Bardaro: "Mio genero mi ha raccontato che in sogno aveva visto Serrano Cosima scendere dalla sua autovettura in via Deledda ed afferrare Sarah Scazzi fino a spingerla sul sedile posteriore della sua autovettura dove vi era sicuramente un’altra persona, della quale riusciva a distinguerne solo la sagoma, che con una corda strangolava la stessa Sarah". La suocera esprime poi dei dubbi: "Lo tranquillizzai ma rimasi un po' perplessa dal momento in cui Giovanni mi disse di aver effettuato, in negozio, una verifica delle consegne di fiori effettuate il giorno 26 Agosto, giorno della scomparsa di Sarah. Ancora oggi non capisco - conclude la donna - perché lo stesso abbia effettuato tale verifica se mi ha sempre detto che si trattava di un sogno".



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