Avetrana/ I legali di Sabrina svelano le mosse: "Faremo di tutto per sentire zio Michele"

Mercoledì, 28 settembre 2011 - 10:04:14
Sabrina Misseri

"Le lettere non bastano, Michele Misseri deve dire quello che sa e deve finalmente poterlo fare davanti al giudice". Così l'avvocato Nicola Marseglia che con il suo collega Franco Coppi del foro di Roma assiste Sabrina Misseri, illustra le prossime mosse difensive.

"Alla luce del parere della Cassazione che mette in discussione l'impianto accusatorio della procura di Taranto - dice il penalista -, diventa a nostro avviso improrogabile l'ascolto del papà di Sabrina che già nella prossima udienza del gup dovrà rilasciare spontanee dichiarazioni oppure saremo noi in quella stessa sede a chiedere un nuovo incidente probatorio". Ad indagini già concluse, quindi, la difesa di Sabrina farà di tutto per acquisire la testimonianza di zio Michele per farla valere come elemento di prova nel futuro processo.

"Faremo di tutto per ottenere questo consapevoli già, visti i precedenti, di un prevedibile rifiuto da parte dell'organo giudicante" conclude il legale si è recato nel carcere di Taranto per informare la sua assistita dell'esito della missione romana del giorno prima. "Era ovviamente contenta e con qualche speranza in più" racconta Marseglia che è stato informato dell'arrivo di altre due lettere scritte da Michele Misseri alla figlia Sabrina. "Niente di nuovo, l'ennesima ammissione di essere l'unico colpevole e l'invito alla figlia - prosegue Marseglia - di avere coraggio e di sapere aspettare perché prima o poi la verità verrà a galla". In quelle stesse lettere il contadino di Avetrana auspica una soluzione rapida del problema: "Se finalmente mi faranno parlare - scrive -, racconterò tutto così tu e tua madre sarete libere" insiste Misseri.

È ancora l'avvocato Marseglia a riferire parole della ragazza accusata di avere ucciso la cugina quindicenne il 26 agosto del 2010. "Apprezzo le lettere che mi scrive mio padre, ma questo non basta a superare il rancore che ho per lui per le terribili cose di cui mi ha accusato. Tutti sanno il bene che volevo a Sarah e che non sarei stata mai capace di torcerle un capello", ha detto Sabrina al suo avvocato.

Intanto il collegio difensivo della 23enne di Avetrana sulla quale grava l'accusa di omicidio prepara le carte per il nuovo viaggio a Roma quando, il prossimo 12 ottobre, è prevista la discussione sulla richiesta di remissione del processo, con trasferimento in altra sede, per incompatibilità ambientale. "Il professore Coppi ci tiene molto a questa udienza e so che ha trovato nuovi elementi da produrre alla segreteria della prima sezione penale della Cassazione". C'è molta attesa, infine, per le motivazioni della corte suprema relative al provvedimento di annullamento con rinvio, di dieci giorni fa, della richiesta della Procura di Taranto che si opponeva alla scarcerazione di Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e nipote di Michele assieme al quale, secondo l'accusa, avrebbero soppresso il cadavere della quindicenne uccisa.

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