Aversa/ Abusi sessuali su trans: arrestati due agenti
Due agenti di polizia penitenziaria in servizio nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa (Caserta) sono finiti agli arresti domiciliari con l'accusa di violenza sessuale mediante abuso di autorità ai danni di un internato transessuale della struttura. Gli episodi, risalenti al 2008, sono emersi dalle confidenze fatte dall'internato a una psichiatra dell'Opg. Le ordinanze di custodia agli arresti domiciliari, emesse dal gip di S. Maria Capua Vetere su richiesta della procura, sono state eseguite stamane dalla sezione di polizia giudiziaria del provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria. 
PAURA DELLE RITORSIONI - La vittima, è la convinzione degli inquirenti, era stata indotta ad accettare le richieste sessuali sia per il timore di ritorsioni, sia dalla speranza di ottenere un trattamento migliore ‘in quell’autentico inferno che è l’ospedale psichiatrico giudiziario’, ha detto ai magistrati il detenuto. In una nota firmata dal procuratore di S. Maria Capua Vetere, Corrado Lembo, e dall’aggiunto Raffaella Capasso, si afferma che ‘le condotte ipotizzate appaiono di particolare gravita’ in quanto commesse nell’ambito di una realtà detentiva – come accertato nel corso di altre indagini sull’Opg di Aversa – assai più drammatica di quella carceraria’. L’attendibilità della vittima, rilevano i pm, è stata confermata da una perizia psichiatrica attraverso la quale si è accertata ‘la piena capacita’ del soggetto di percepire e ricostruire correttamente la realta”.
"UN RAPPORTO ORALE PER LASCIARLA LIBERA"- La vittima degli abusi - secondo l'accusa si tratterebbe di episodi di concussione sessuale - è stata ascoltata più volte, anche in sede di incidente probatorio davanti al gip, ricostruendo alcuni episodi, cinque o sei, nel corso dei quali i due indagati, separatamente, avrebbero pressato l'internato transessuale per ottenere rapporti orali. Tali rapporti sarebbero avvenuti, secondo l'accusa, senza utilizzare la forza ma approfittando dello stato di soggezione della vittima e in ragione della posizione di autorità rivestita dagli agenti. Uno degli episodi si sarebbe verificato nel corso di una perquisizione subita dal trans nella sua cella. La vittima, è la convinzione degli inquirenti, era stata indotta ad accettare le richieste sessuali sia per il timore di ritorsioni, sia dalla speranza di ottenere un trattamento migliore «in quell'autentico inferno che è l'ospedale psichiatrico giudiziario», ha detto ai magistrati il detenuto. In una nota firmata dal procuratore di S. Maria Capua Vetere, Corrado Lembo, e dall'aggiunto Raffaella Capasso, si afferma che «le condotte ipotizzate appaiono di particolare gravità in quanto commesse nell'ambito di una realtà detentiva - come accertato nel corso di altre indagini sull'Opg di Aversa - assai più drammatica di quella carceraria». L'attendibilità della vittima, rilevano i pm, è stata confermata da una perizia psichiatrica attraverso la quale si è accertata «la piena capacità del soggetto di percepire e ricostruire correttamente la realtà».



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