Autostrade: questo è un furto legalizzato
Di Alessandro Rimassa
Il rientro dalle vacanze è stato più caro del solito: ti fermi al casello e scopri che le tariffe autostradali sono aumentate. In media del 2,39%, comunicava a fine 2005 l’Aiscat (Associazione Concessionarie Autostradali).
Sarò sfortunato io, ma l’aumento che ho subito è stato del 10%! Autostrada Milano-Laghi, barriera di Milano Nord: 1,20 euro contro gli 1,10 che si pagavano fino a pochi giorni fa. E soprattutto contro 1 euro che si pagava fino a fine 2003. Perché l’aumento delle tariffe autostradali del 1° gennaio 2006 arriva a 24 mesi esatti dal rincaro precedente, quello del 1° gennaio 2004.
Capiamoci: l’autostrada Milano-Laghi, nel giro di due anni, ha subito un rincaro del 20%. Ma il mio stipendio non ha subito lo stesso adeguamento. E l’inflazione, né quella programmata, né quella reale, né quella che si registra nei supermercati (che è la più reale di tutte) ha subito un tale adeguamento.
Che poi non tutte le tratte abbiano subito un incremento del 20% sarà certamente vero, che alcune però possano agire come gli pare senza reali controlli, sa molto di furto ai danni del cittadino-consumatore. Furto legalizzato, si intende.



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