Austria/ Elisabeth e i 24 anni di prigionia. Ecco i verbali del racconto
"Elisabeth avrebbe potuto salvarsi. Fu la polizia, inconsapevolmente, a consegnarla nelle mani del suo carnefice. Josef Fritzl, l'uomo che per 24 anni l'ha tenuta prigioniera nel bunker-labirinto sotto casa, capo della famiglia segreta che doveva replicare quella ufficiale, fino all'ultimo era pronto a sterminare le sue vittime pur di non essere scoperto.
Sua moglie Rosemerie, una settimana prima della liberazione, scoprì la verità ma avrebbe taciuto proprio perchè temeva una strage". Così Repubblica riferisce stralci dei verbali delle prime dichiarazioni rilasciate da Elisabeth e dal padre carnefice Josef Fritzl, trapelate ieri, che, sottolinea il quotidiano, "chiariscono l'orrore di una tragedia unica nella storia criminale".
"Sabato 26 aprile, quando vengono fermati fuori dall'ospedale dove era ricoverata la loro figlia Kerstin, Elisabeth -prosegue il giornale- è terrorizzata dagli agenti. 'Nel 1982 - spiegherà più tardi in caserma- avevo 16 anni ed ero fuggita da casa. Lui mi stuprava da molto tempo. Dall'autogrill di Strengberg, mi ero nascosta a Vienna. Dopo due settimane la polizia mi trovò. Supplicai gli agenti di non riconsegnarmi a mio padre. Dissi loro che se fossi tornata da lui per me sarebbe stata la fine. Ma non ci fu nulla da farè. Elisabeth sarebbe riuscita a confidare tutto a un'amica che ora la polizia sta cercando di rintracciare". "Le prime dichiarazioni ricostruiscono anche le ultime, drammatiche ore della prigionia. 'Kerstin - racconta Elisabeth - stava molto male da giorni.
LE SUPPLCHE AL PADRE - Io lo supplicavo (il padre, ndr) di fare qualcosa. Ha accettato di chiamare un medico perchè a un certo punto sembrava morta. Dai verbali emerge che la ragazza, per la prima volta, fu portata in superficie dopo 19 anni. Anche Elisabeth, da un quarto di secolo, non usciva dalla cella sotterranea. 'L'ho aiutato a portarla su - dichiara agli agenti - e l'abbiamo adagiata su un divano. Dietro la porta ho sentito delle voci. Mia madre, i miei figli che vivevano sulla terra, parlavano sottovoce. Mi è parso che capissero cosa stava succedendo. Non ho avuto il coraggio di chiamarli. Poi mi ha riportato di sottò".
"Il giorno dopo Fritzl pretende che Elisabeth scriva una lettera ai medici dell'ospedale di Amstetten. Grafia e forma elementari: 'Aiutatela, non è mai stata nella clinica. Ha molta, molta grande (così nel testo, ndr) paura degli estraneì. Josef capisce che questa volta potrebbe essere scoperto. Per l'ultima volta minaccia un massacro.
(SEGUE... le minacce di morte, il rapporto di amore odio e gli stupri precendenti)



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