Fritzl: accetto la sentenza
La corte austriaca ha dichiarato colpevole di omicidio Josef Fritzl. Al padre mostro austriaco sono stati imputati tutti i capi d'accusa: incesto, stupro, riduzione in schiavitù, coercizione e omicidio. Il padre-mostro è stato condannato all'ergastolo e sarà internato in una struttura psichiatrica. "Accetto la sentenza", ha commentato Josef Fritzl.E inaspettata è arrivata anche la reazione della vittima, Elisabeth: mi auguro che mio "paghi fino alla morte" per i crimini commessi. Lo ha reso noto il suo legale Eva Plaz. "Nelle sue parole - ha aggiunto - non vi è
traccia di rimorso. Forse spera ancora in un rilascio".
MI PENTO CON TUTTO IL CUORE - "Mi pento dal profondo del cuore di quello che ho fatto alla mia famiglia. Ma sfortunatamente, non posso più cambiare nulla ora
". Con un 'mea culpà da parte dell'accusato e l'avvertimento della procura che la dichiarazione è solo una strategia, era iniziata l'ultima giornata di processo al Josef Fritzl, l'austriaco che ha tenuto segregata la figlia e l'ha violentata oltre 3.000 volte per 24 anni, facendole partorire sette figli. Il padre-aguzzino ha parlato pochi minuti prima che la giuria del tribunale austriaco si ritirasse per decidere sul suo destino:"Ora non posso fare più nulla, posso solo cercare di minimizzare i danni", ha detto con un filo di voce. L'udienza era cominciata con le accuse finali e le dichiarazioni della difesa. La procuratrice, Christine Burkheiser, l'agguerrita giovane giudice che ha dedicato tutti gli ultimi undici mesi al caso, ha chiesto l'ergastolo per l'omicidio: Fritzl non avrebbe fornito la necessaria assistenza al piccolo Michael, il neonato che "lottò 66 ore contro l morte" e mori' perche' non fu portato in ospedale.
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"Si è trattato di un omicidio per trascuratezza e richiede il massimo della pena", ha detto rivolta ai giurati. Poi la battagliera procuratrice ha invitato i giurati a non lasciarsi ingannare dall'improvvisa ammissione di colpevolezza del padre-aguzzino, che ieri ha ammesso anche l'omicidio del neonato. "Non credetegli", ha detto, "lui ha mostrato la sua vera faccia tentando di ingannare la credulitù popolare".

Josef Fritzl mostra il suo volto
Identico sdegno da parte dell'avvocato di Elisabeth, Eva Plaz, secondo cui la donna vuole che il padre "sconti la pena fino al resto dei suoi giorni": "Non cè' traccia di rimorso e lui forse ancora conta sulla libertà in tempi brevi". L'avvocato di Fritzl, Rudolf Mayer, ha invece insistito sulla sincerità della confessione del suo cliente: nel diario di Elisabeth, ha ricordato, furono annotate la nascità del bebè, la preparazione della culla, il fatto che al bimbo venne dato un nome e alla fine, la sua morte; una sequenza che rivela-ha detto- che entrambi confidavano sul fatto che il bimbo ce la facsse.
La legge austriaca non consente di accumulare le pene per i diversi capi d'accusa, per cui emettera solo quella più severa, che potrebbe essere dunque l'ergastolo per omicidio. Il tribunale austriaco ha avuto bisogno di soli tre giorni di processo per presentare le prove e in una delle udienze, in aula si e' presentata la stessa figlia Elisabeth, come confermato indirettamente oggi da Mayer. E proprio quella presenza potrebbe aver scatenato, ha confermato l'avvocato, l'improvviso cambio di rotta nella linea difensiva dell'accusato.
ELISABETH IN AULA- "A sorpresa e in incognito: Elisabeth Fritzl, la figlia del 'mostro di Amstetten', violentata per 24 anni dal padre, era in aula nella seconda udienza del processo per vedere la reazione del padre alla visione della sua videotestimonianza di 11 ore.

Joseph Fritzl entra in aula
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La notizia è stata data da un quotidiano austriaco, il 'Kurier', che ha citato fonti della clinica dove la donna, oggi 43enne, ha trovato rifugio insieme ai suoi figli. Secondo il quotidiano, Elisabeth sta scrivendo un libro ed è andata in aula per raccogliere impressioni sul processo e vedere la reazione del padre alle sue accuse. La notizia non è stata confermata dal tribunale.
Ma l'avvocato di Fritzl, Rudolf Mayer, che non ha voluto commentare i 'rumor', ha detto che "se qualcuna delle vittime era presente, avrà sicuramente avuto un effetto scatenante". Magari anche sull'improvviso cambio di rotta dell'accusato, che stamane a sorpresa si e' dichiarato colpevole di tutte le accuse, compreso l'omicidio per omissione si soccorso del piccolo Michael, avuto dalla figlia nel 1996.
Dopo il video testimonianza della figlia Elisabeth, oggi 42enne, segregata e violentata per 24 anni nello "scantinato degli orrori" di Amstetten, nella Bassa Austria oggi toccherà alle perizie: due sul sistema d'ingresso e di aerazione della cantina e quella psichiatrica.
(segue... il racconto di Elisabeth)



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