Lecce, un assessore e un parlamentare fanno uso di cocaina. E si riforniscono dal clan

Mercoledì, 5 ottobre 2011 - 08:50:07
 

La notizia è che due politici sarebbero finiti in un elenco di assuntori di cocaina riforniti direttamente dal clan finito in manette con l'operazione Augusta. E la cosa ha di certo movimentato l'atmosfera dei corridoi di Palazzo Carafa, a Lecce.

Parlamentari e assessori leccesi consumatori di cocaina e clienti del clan? Sì, così sembra. E l'ex sindaca di Lecce Adriana Poli Bortone, ora senatrice leader di Io Sud avrà pensato: "Io lo avevo detto!". Molti i voli preoccupari, le frasi a bassa voce. Ognuno ha voluto dimostrare di saperne più degli altri fornendo nomi e particolari. Così raccontano al Corriere del Mezzogiorno. Tutte supposizioni, nessuna suffragata da prove o documenti scritti, ma sufficienti a far correre l'adrenalina all'interno del Palazzo.

Fuori, invece, c'è chi ha voluto fare una riflessione e, soprattutto, ricordare che la strenua battaglia per far sottoporre tutti i consiglieri e gli assessori al test antidroga è finita in una bolla di sapone. Tra questi, appunto, Adriana Poli Bortone. Sul "coinvolgimento nella vicenda di un parlamentare e di un amministratore comunale - spiega la parlamentare - si ribadisce la necessità, per un fatto di trasparenza, di procedere immediatamente con la richiesta che abbiamo fatto in passato, così derisa e così avversata, dei test antidroga per tutti gli amministratori. Noi di Io Sud lo abbiamo fatto, non ci risulta che altri abbiano inteso farlo. A questo punto bisognerebbe dare delle risposte entro una settimana in Consiglio comunale e in Consiglio provinciale. I cittadini devono essere tranquilli sul fatto che chi li rappresenta, dal Comune al Parlamento, sia nella piena funzione delle facoltà mentali".

Va anche oltre il portavoce dell'opposizione di centrosinistra al Comune, Antonio Rotundo (Pd), che chiede la testa dell'assessore che sarebbe indicato come assuntore di cocaina. "Credo che per evidenti ragioni di opportunità politica, quel pubblico amministratore non possa restare neanche un minuto in più al suo posto e debba immediatamente rassegnare le dimissioni dalla carica ricoperta", dice Rotundo.

Pronta la replica del coordinamento provinciale del Pdl: "La senatrice Poli Bortone riferisca i nomi", si legge in una nota. Per il Pdl, i particolari riferiti dalla senatrice sono "talmente sconosciuti da non risultare in nessuno dei documenti di pubblico dominio. Evidentemente, la senatrice Poli, deve aver avuto accesso a informazioni riservate".

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