Arte/ Confiscato l' "Atleta vittorioso" di Lisippo, statua contesa tra Italia e Stati Uniti
L'"Atleta vittorioso" torni in Italia. Così il gip del Tribunale di Pesaro, Lorena Mussoni, ha disposto la confisca della statua bronzea attribuita allo scultore greco Lisippo, il più importante bene archeologico conteso fra Italia e Usa. La statua era stata ripescata nel 1964 al largo di Fano (Pesaro Urbino), forse in acque internazionali, ed era poi finita dieci anni dopo al Paul Getty Museum di Malibu. La sentenza del gip dispone il sequestro della scultura "attualmente al Getty Museum o ovunque essa si trovi". 
Storia di una lunga disputa. Il luogo preciso del ritrovamento, dopo l'opera è rimasta nascosta per più di due millenni, non è mai stato stabilito con certezza. Sembra che la nave romana che la trasportava fosse sulla rotta Grecia-Italia quando per cause ignote affondò con il suo prezioso carico. Vari governi italiani, e anche la regione Marche, specie negli ultimi anni avevano reclamato il ritorno della statua in Italia, ma il museo aveva sempre risposto negativamente ritenendo infondate le richieste a causa dell'impossibilità di stabilire con precisione il luogo del recupero.
Il braccio di ferro tra Italia e Usa, che ha portato tra l'altro alla restituzione di 40 capolavori esportati illegalmente, era stato sospeso proprio in attesa del giudizio del tribunale italiano. La vicenda è poi approdata al tribunale di Pesaro per un esposto presentato il 4 aprile 2007 dall'associazione culturale "Le Cento Città" alla procura di Pesaro per violazione delle norme doganali e contrabbando. E' stato il pm Silvia Cecchi ha chiedere la confisca della statua, sanzione applicabile anche quando il reato è prescritto. Dopo una prima riposta negativa del gip, il pubblico ministero ha fatto ricorso con l'Avvocatura dello Stato. Il 9 giugno 2009 il nuovo gip Lorena Mussoni aveva dichiarato il bronzo bene "patrimonio indisponibile dello Stato", decidendo di far andare avanti il procedimento. Secondo il presidente delle "Cento Città" Alberto Berardi "è una vittoria storica, ma soprattutto è il successo della legalità e della moralità contro la forza del denaro"
L'OPERA- "L'Atleta di Fano", "Atleta vittorioso", "Atleta che si incorona" o "Lisippo di Fano", conosciuto negli Stati Uniti anche come "Victorious Youth" (Giovane Vittorioso) o "Getty Bronze", è una scultura bronzea risalente al periodo ellenistico realizzata con la tecnica della fusione a cera persa, cioè con un modello positivo cavo in cera a perdere, su cui veniva appoggiata la terra da fonderia che creava il negativo, all'atto della colata la cera evapora per l'alta temperatura del metallo e lascia spazio a questo. Le dimensioni della statua erano proporzionate al vero e il peso è di 50 kg circa. La scultura avrebbe potuto far parte di un gruppo scultoreo-celebrativo di alcuni atleti vittoriosi posto in un santuario greco-panellenico come a Delfi o Olimpia.
RUTELLI- Francesco Rutelli ha espresso la sua grande gioia e soddisfazione per la sentenza del gip. "Si tratta di una decisione di importanza storica, che mette fine alla vecchia stagione del saccheggio del nostro patrimonio archeologico", sottolinea l'ex-ministro dei beni culturali. "Con la confisca decisa oggi il museo Getty dovrà dare applicazione al nostro accordo del 2007 e questa statua di incomparabile bellezza dovrà tornare in Italia, a Fano".



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