Arriva il lifting genitale
LIFTING GENITALE- Addio a quei fastidiosi sintomi - "presenze ingombranti" nella vagina, disagio, anche psicologico, irritazione, perdite, dolore durante il sesso o, a volte, la totale impossibilità di avere rapporti sessuali - con un lifting genitale. Una buona notizia per quelle donne che, generalmente dopo le gravidanze, si trovano in eredità un danno al pavimento pelvico (l'insieme di muscoli e legamenti che serve da sostegno per gli organi genitali) e un conseguente prolasso, cioè un abbassamento di utero, vescica e retto. 
UN PROBLEMA IMBARAZZANTE - Il prolasso genitale non è un'eventualità rara: il 50% delle donne riporta un danno pelvico già al primo parto, ma anche la menopausa, il sovrappeso, la tosse cronica, la stitichezza, lo svolgimento di pesanti attività manuali e sportive, la chirurgia pelvica e l'età sono fattori di rischio. Ne è interessato il 30% delle donne over 50, il 15% delle trenta-quarantenni e più del 6% delle giovani tra i 20 e i 30 anni
Eppure se ne parla poco e solo un 30% di donne si rivolge al medico, perché prova vergogna e imbarazzo. E sono questi stessi sintomi, legati al timore di perdite vaginali, sanguinamenti, alla presenza di una massa che fuoriesce dalla vagina, alle oggettive difficoltà nel sesso, ad allontanare le donne anche dalla vita sociale e di coppia.
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L'INTERVENTO - La tecnica chirurgica, mininvasiva, arriva direttamente dagli Stati Uniti e si pratica in vari centri ospedalieri italiani a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale.
"Quindi, passando dalla vagina, si inserisce una retina in polipropilene, materiale biocompatibile e non riassorbibile, che, agganciata con particolari aghi inseriti attraverso due microscopiche incisioni all'inguine, va a sostituire il pavimento pelvico danneggiato". La retina si ricopre, con il tempo, di nuovo tessuto perineale, diventando un tutt'uno con il corpo. "Questa tecnica garantisce un'efficacia dell'85- 90% e richiede solo pochi giorni di degenza, ma deve essere svolta da medici ben preparati, in grado di posizionare la rete o le reti, a seconda dell'estensione del problema, senza pieghe e in grado di fare suture che non creino poi ulteriori imbarazzi e disagi alla donna" sottolinea l'uroginecologo.
L'intervento è adatto a tutte le donne con prolasso, anche le più anziane che, però, sono più esposte al rischio che la mucosa vaginale, atrofica e meno elastica per la naturale mancanza di ormoni tipica dell'età avanzata, finisca con il "consumarsi" con un riaffioramento della retina. "Si tratta, comunque, di un'eventualità piuttosto rara" sottolinea il dottor Morra.
SI SALVA L'UTERO - Rispetto agli interventi invasivi del passato, con il nuovo lifting genitale non è necessario asportare l'utero prolassato e si tratta di un vantaggio intuibile: l'organo è collegato alla maternità e all'identità femminile e gioca un ruolo importante anche a livello psicologico. Inoltre, l'asportazione dell'utero causerebbe una menopausa immediata, con tutti i problemi associati: aumento di peso, problemi urinari, emicrania, ansia e rapporti sessuali difficili e dolorosi. "Dopo il lifting, inoltre, la vagina non è stretta e corta, come con gli interventi tradizionali - spiega Morra - e quindi consente un'appagante vita sessuale".
Di Valeria Ghitti



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