Appalti G8, lo scontro tra le "due" magistrature

Venerdì, 19 marzo 2010 - 10:08:00

Scontro tra procure (Firenze e Roma), ma anche polemiche all'interno della stessa procura di Roma sul filone Grandi Eventi. Sullo sfondo inoltre un duplice scontro tra uffici giudiziari e fra correnti dell'Anm: da un lato Md e Verdi, corrente di sinistra, (con i magistrati Pesci e Turco), dall'altro Unicos, corrente di destra (con Ferrara e Toro. E non a caso il procuratore qualche giorno fa ha dichiarato: "Si vede che qualcuno vuole la mia poltrona".

Ma andiamo con ordine. Circa venti persone, tra cui alcuni impiegati del tribunale, addetti della polizia giudiziaria e almeno quattro magistrati, avrebbero acquisito, senza avere apparentemente alcun titolo, informazioni sul fascicolo capitolino sui cosiddetti "Grandi Appalti" tra cui quello per i lavori alla Maddalena in vista del G8 accedendo al database della Procura.

Il tutto emerge da verifiche interne degli uffici di piazzale Clodio dopo che nel febbraio scorso la procura generale della Cassazione aveva avviato un procedimento disciplinare nei confronti dell'ex procuratore aggiunto Achille Toro prima che si dimettesse. Il sostituto procuratore generale presso la Suprema Corte, Ignazio Patrone, nell'ambito di queste verifiche aveva chiesto alla Procura informazioni sugli accessi al Re.Ge. (Registro Generale) in merito al procedimento sul G8 tra il giugno 2009 e il gennaio 2010.

Di qui le verifiche del procuratore Giovanni Ferrara che ha già inoltrato la stampata di tali accessi al database e la giustificazione scritta di quei pm, la cui password ha lasciato tracce. Tra i magistrati chiamati in causa figura anche Stefano Pesci (che ora rischia l'accusa di rivelazione di segreto istruttorio), il quale avrebbe giustificato l'accesso su un fascicolo a lui estraneo soltanto per andare incontro a una esigenza del collega di Firenze, Luca Turco, che voleva conoscere i nomi dei pm romani che lavoravano su caso in questione in vista di un coordinamento. La posizione dei magistrati è ora all'attenzione della Procura Generale della Cassazione, mentre quella degli amministrativi (vale a dire impiegati e polizia giudiziaria) è all'esame di un procuratore aggiunto per verificare l'eventuale sussistenza di illeciti penali. Soltanto se ci fossero violazioni di regolamento interno o disposizioni dell'ufficio, l'incartamento sarà inoltrato al ministero della Giustizia per competenza.

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