Appalti, allarme corruzione dell'Authority
Allarme corruzione nella Pubblica Amministrazione per quanto riguarda il sistema degli appalti. Lo ha lanciato il presidente dell'Autorita' di vigilanza sui contratti pubblici, Luigi Gianpaolino, nella relazione annuale al Parlamento sull'attivita' del 2009.
''Il mancato rispetto delle regole e la presenza radicata e diffusa della corruzione - ha detto - e' causa di una profonda e sleale alterazione delle condizioni concorrenziali che puo' contribuire ad annientare le imprese oneste, costringendole ad uscire dal mercato''.
Da qui, ha sottolineato Gianpaolino, ''l'insorgere, all'interno della pubblica amministrazione, di gravi episodi di corruzione ed illegalita''', che che si sono rivelati con ''una ciclicita' preoccupante''. L'impegno ''deciso a contrastare ogni forma di corruzione nella Pubblica amministrazione costituisce una priorita' per l'Autorita', nata proprio sull'onda della reazione ad analoghe vicende'', cioe' Tangentopoli.
''Il valore economico degli appalti pubblici nel 2009, per le gare di appalto di importo superiore a 150.000 euro, ammonta a 79,3 miliardi di euro, pari al 6,6% del PIL'. La crescita della domanda in termini nominali e' stata del 4,5% - ha aggiunto - ma la portata positiva di tale incremento e' stata limitata dal ritardo dei pagamenti di cui non puo' che auspicarsi la piena e soddisfacente risoluzione. Questo diffuso problema e' causa di pesanti implicazioni sull'equilibrio finanziario e sullo sviluppo stesso sia delle imprese che del mercato, specialmente in un momento, come quello attuale, di marcato rallentamento del ciclo economico''.
Non solo, ma secondo Giampaolino, nel sistema degli appalti c'e' una ''grave anomalia'' rappresentata ''dal consistente aumento del ricorso alle procedure negoziate per i tutti i tipi di contratto''. Oltre a questo, ha sottolineato, ''l'eccessiva regolamentazione del settore a monte, la invasivita' giudiziaria a valle, e, tra i due, un sempre piu' ampio contenzioso, soffocano il mercato degli appalti e lo allontano dalle condizioni ottimali di concorrenza''.



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