Aosta/ Trovata in un bosco la coppia tedesca
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Sascha Smith, 24 anni, dovrà rispondere del reato di evasione: detenuto per furto, aveva approfittato di una licenza premio per accompagnare Caterina con i suoi bambini in Italia. Sarà invece inquisita per abbandono di minori la sua compagna, 26 anni, madre dei piccoli abbandonati, una vita sbandata alle spalle, l'ex marito, padre dei tre bambini, in carcere per aver ucciso il quarto loro figlio.
I BIMBI PRESTO IN GERNAMIA - I tre bambini, torneranno in Germania venerdì e riabbrecceranno i nonni. Ospitati in una struttura di accoglienza mangiano e dormono senza problemi e hanno dimostrato un buon spirito di adattamento. Uno psicologo li segue con la collaborazione di un mediatore, mentre sono attesi ad Aosta i rappresentanti dei servizi sociali tedeschi, che li prenderanno in carico per il rientro in patria. I piccoli potrebbero essere affidati alla nonna materna, rintracciata nei giorni scorsi.
CHE COSA E' SUCCESSO DOMENICA - Come normali turiti. La famiglia era andata a mangiare un pizza in un ristorante di Aosta quando, con la scusa di una sigaretta, sono usciti lasciando i bimbi dentro. La coppia poi è svanita nel nulla. Nel bel mezzo della cena i camerieri si sono accorti dell'anomala assenza dei due adulti - Ina Caterina Remhof, di 26 anni, la madre dei bambini, e il suo compagno Sascha Schmidt, di 24 anni ("andiamo a fumare una sigaretta'', avevano detto), mentre i bambini inconsapevoli, soli al tavolo, continuavano la loro rumorosa e festosa cena. Li hanno cercati invano nei bagni, nel parcheggio del locale e poi hanno chiamato la polizia che ha fatto scattare le ricerche dei due.
PROPOSITI SUICIDI - È stato il bambino più grande a raccontare qualche tassello che ha consentito agli investigatori di ricostruire quando è accaduto prima dell'abbandono e a formulare alcune ipotesi sul dopo. In un taccuino trovato nell'auto della coppia, dentro la borsa della ragazza, la polizia ha notato lugubri disegni e appunti che fanno esplicito riferimento a propositi di suicidio. 
La famiglia - di cui gli investigatori hanno potuto ricostruire un passato con problemi economici e di tossicodipendenza - era arrivata nel capoluogo valdostano sabato sera a bordo di una Ford Fiesta e si è fermata, senza carburante, nella periferia est della città. Padre e madre, con i tre figli, hanno trascorso la notte in un albergo, a pochi metri dal luogo di sosta, dove si erano presentati senza bagagli e dicendo di voler fermarsi fino a lunedì. «Due giovani apparentemente normali - ha detto il titolare della struttura - che non hanno destato alcun sospetto, solo la domenica abbiamo incominciato a preoccuparci, ci siamo chiesti come potevano viaggiare senza valigie con tre bimbi piccoli». I sospetti dell'albergatore si sono rafforzati quando si è accorto che le carte di credito della coppia erano esaurite. «Alle 17 di domenica sono usciti e non li abbiamo più visti» ha concluso.
IL PADRE NATURALE IN GALERA PER AVER UCCISO LA QUARTA FIGLIA - Intanto, dopo l'abbandono, era emersa una storia orribile. Il padre naturale dei piccoli, si e' appreso dalla Germania, sta scontando una condanna a due anni e otto mesi di carcere per lesioni mortali ai danni di una quarta figlia, deceduta in seguito ai suoi maltrattamenti. La bimba mori' nel 2006, quando aveva appena sette settimane. La condanna era stata pronunciata il 21 giugno 2007 dal tribunale di Siegen.
Il padre, all'epoca ventottenne, fu giudicato colpevole di aver provocato la morte della neonata scuotendola violentemente. In quella circostanza il tribunale non aveva ritenuto necessario togliere la custodia degli altri due figli all'uomo e alla moglie. Stavolta, pero', le autorita' sono intervenute. Un tribunale tedesco ha revocato alla madre la potesta' sui tre figli - una bimba di quattro anni e due maschietti, uno di sei anni e l'altro di sette mesi - per "comportamento irresponsabile". Con una procedura d'urgenza, la corte di Lennenstadt ha revocato il diritto di custodia dei bambini. Era stata l'ambasciata tedesca in Italia a segnalare immediatamente il caso al Bundeskriminalamt, l'Ufficio federale anticrimine, che a sua volta ha allertato il tribunale.



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