Riciclaggio, "una truffa colossale"

Mercoledì, 24 febbraio 2010 - 14:00:00

SPECIALE

Fastweb, già dal 2007 conosciuti i crediti Iva

Una colossale operazione di riciclaggio di denaro sporco per un ammontare complessivo di circa due miliardi di euro è stata scoperta dai carabinieri del Ros e dalle Fiamme Gialle: 56 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Roma su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia.

Silvio Scaglia
Silvio Scaglia, ex ad di Fastweb

Il Gip del tribunale di Roma Aldo Morgigni ha disposto la misura del carcere nei confronti di Silvio Scaglia, ex amministratore delegato di Fastweb. L'ex amministratore delegato e fondatore di Fastweb (il titolo in Borsa è calato del 7,5%), è stato raggiunto da un mandato di arresto ma al momento si trova all'estero per lavoro. Scaglia ha dato mandato ai suoi difensori di concordare il suo interrogatorio nei tempi più brevi per chiarire tutti i profili della vicenda. L'imprenditore, ricercato per riciclaggio, riafferma comunque - in una nota - la sua estraneità a qualunque reato. Tra i coinvolti anche Nicola Di Girolamo, senatore del Pdl eletto nella circoscrizione estera Europa: anche per lui è stato richiesto l'arresto. Associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata e dichiarazione infedele mediante l'uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti in concorso con altri: sono i reati per i quali e' indagato a Roma, per fatti compiuti almeno fino al 2007, Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb a partire dal primo novembre 2004. Tra gli indagati dell'inchiesta sul maxiriciclaggio vi sono anche Riccardo Ruggiero, Presidente del Consiglio di amministrazione di Telecom Italia Sparkle, e Stefano Mazzitelli, amministratore delegato della stessa società. Il primo è indagato in stato di libertà, il secondo con ordinanza di custodia cautelare. Nei loro riguardi è ipotizzato il reato di dichiarazione infedele mediante l'uso di fatture per operazioni inesistenti. In concorso con altre persone, nel giugno 2006 i due - secondo l'accusa - avrebbero procurato alla società un inesistente credito Iva superiore a 50 milioni di euro.

La scoperta è stata fatta del Ros e dalla Guardia di Finanza nel corso dell'inchiesta Phunchard-Broker, che ha portato a 56 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Roma, su richiesta della procura distrettuale antimafia. Alcuni indagati sono stati arrestati in Usa, Inghilterra e Lussemburgo. Nelle richieste di arresto ci sono anche alti funzionari e amministratori di Fastweb e Sparkle, indicata come consociata di Telecom. Viene loro contestato di non avere adottato le necessarie cautele per evitare che le società fittizie lucrassero crediti d'imposta per operazioni inesistenti relativi all'acquisto di servizi telefonici per grossi importi.

IO RICERCATO? ROBA DA MATTI - Ma è roba da matti! Non capisco che costa sita succedendo". E' quanto afferma Silvio Scaglia, ex a.d. Di Fastweb, raggiunto dal Corriere della Sera in Sud America, dove si trova per lavoro.  Scaglia afferma di sapere del mandato di cattura: "lo so, ma non so ancora il perché. Sono già stato interrogato sulla stessa materia agli inizi dell'inchiesta. Mi sembra davvero roba da matti". Il fondatore di Fastweb spiega di aver "chiesto agli avvocati di concordare immediatamente il modo piu' opportuno per essere interrogato dai magistrati". Quanto al coinvolgimento nell'inchiesta del senatore del Pdl Nicola Di Girolamo Scaglia si limita a rispondere: "Di Girolamo? E chi e'?".

 

scaglia vignetta modificato 1
LA VIGNETTA DI GIANFRANCO CARADONNA
 www.societaquotate.it


LE ACCUSE - L'accusa è associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e al reimpiego di capitali illecitamente acquisiti attraverso un articolato sistema di frodi fiscali. Il riciclaggio veniva realizzato attraverso la falsa fatturazione di servizi telefonici e telematici inesistenti, venduti nell'ambito di due successive operazioni commerciali a Fastweb e a Telecom Italia Sparkle rispettivamente dalle compagini italiane Cmc e Web Wizzard nonché da I-Globe e Planetarium che evadevano il pagamento dell'Iva per un ammontare complessivo di circa 400 milioni di euro, trasferendoli poi fraudolentemente all'estero. Per realizzare la colossale operazione di riciclaggio, il sodalizio si è avvalso di società di comodo di diritto italiano, inglese, panamense, finlandese, lussemburghese e off-shore. L'Iva lucrata veniva incassata su conti esteri e poi i soldi venivano reinvestiti in appartamenti, gioielli e automobili.

Stando ai carabinieri del Ros e alla polizia valutaria della Guardia di Finanza, che hanno individuato una struttura transnazionale dedita al riciclaggio di ingenti somme di denaro, tramite una rete di societa' appositamente costituite in Italia e all'estero, lo Stato avrebbe subito un danno per oltre 365milioni di euro derivanti dal mancato versamento dell'iva, attraverso l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per più di 1.800.000.000 euro da parte delle società di telecomunicazione, che hanno ottenuto fittizi crediti iva, oltre che un utile pari a quasi 96milioni di euro. Due le operazioni su cui hanno indagato gli investigatori. La prima riguarda la commercializzazione di schede prepagate, denominate 'Phuncards', che hanno un codice che avrebbe dovuto consentire l'accesso tramite un sito internet a contenuti tutelati da diritto d'autore, in realtà inesistenti.

FASTWEB SAPEVA - L'altra riguarda la commercializzazione di servizi a valore aggiunto (del tipo 'contenuti per adulti') da realizzare mediante l'acquisto e la veicolazione dei contenuti attraverso servizi di interconnessione internazionale per il trasporto di traffico telematico. Secondo chi indaga, la consapevolezza della dirigenza di Fastweb spa di far parte di un meccanismo fraudolento è emersa dalla corposa documentazione sequestrata, tra cui le stesse relazione dell'audit interno, da cui si rileva come fosse nota all'interno della società la circolarità dei flussi finanziari, formalmente giustificata da contratti di finanziamento, e realizzata grazie anche a un anticipo concesso dalla stessa Fastweb spa alle società legate al sodalizio criminale e sue clienti. La seconda operazione investigativa ha riguardato l'acquisto di servizi telefonici inesistenti dalle società I-Globe e Planetarium per circa 2 miliardi di euro, che in una fase successiva Telecom Italia Sparkle e Fastweb rivendevano a societa' di comodo inglesi e finlandesi, esenti da iva. L'iva evasa veniva trasferita all'estero, su conti correnti di societa' off-shore accesi presso banche europee, asiatiche, africane e centroamericane.

'NDRANGHETA E DI GIROLAMO- La 'ndrangheta, tramite emissari calabresi in Germania, soprattutto a Stoccarda, avrebbe messo le mani sulle schede bianche per l'elezione dei candidati al Senato votati dagli italiani residenti all'estero e le avrebbero riempite con il nome di Nicola Di Girolamo. Per il senatore l'accusa è violazione della legge elettorale "con l'aggravante mafiosa". Sponsor di questa operazione di supporto nell'elezione del parlamentare, sarebbe stato l'imprenditore romano Mokbell, che in passato aveva fondato il movimento Alleanza federalista del Lazio e poi un partito federalista.

LA REPLICA - Non ho ancora letto gli atti. Posso solo dire che tutti i fatti, contestati dai giornali, non mi
appartengono". Lo afferma il senatore Nicola Di Girolamo, in una breve conferenza stampa. Di Girolamo rende noto che alle 13,30 sara' ascoltato dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato. "Io - prosegue Di Girolamo - non ho mai avuto contatti con mafia, camorra, 'ndrangheta. Con il territorio calabrese ho avuto solo due contatti: una cena elettorale ed un incontro successivo per ringraziare della cena". Di Girolamo appare scosso e dichiara: "La lettura dei giornali odierni ha provocato in me un effetto devastante"

 

LE INTERECETTAZIONI TRA DI GIROLAMO E IL BOSS
Mokbel comandava a bacchetta il senatore della Repubblica Nicola Di Girolamo e lo offendeva anche perché lo riteneva "una sua creatura e dei suoi amici della 'ndrangheta". In una intercettazione telefonica tra i due che parlano per motivi di interessi, Mokbel (M) apostrofa il senatore (S) "servo", contestandogli che vale meno del suo "portiere".

M: "Se t'è venuta la "candidite", se t'è venuta la "senatorite" è un problema tuo, però stai attento... ultimamente io sò stato zitto, ma oggi mi hai riempito proprio le palle Nicò, capito?" .
S: "Comunque, guarda, mi dispiace...". M: "Devo aprì bocca Nicò? devo aprì a bocca mia? Io quando apro a bocca faccio male, a secondo del male che si fa, Nicò, hai capito? Vuoi che parlo io?". Di Girolamo è impaurito e risponde: "Io ieri ho sbagliato". Più minacciosa la replica di Mobkel: "Non me ne frega un cazzo, a me di quello che dici tu, per me Nicò puoi diventà pure presidente della Repubblica, per me sei sempre il portiere mio, cioè nel mio cranio sei sempre il portiere, non nel senso che tu sei uno schiavo mio, per me conti come il portiere, capito Nicò? Ricordati che io per le sfumature mi faccio ammazzà e faccio del male". Ed in un altro passaggio Mokbel passa apertamente alle minacce.
M: "Oggi devo stare con la mia gente... sei una grandissima testa di cazzo... Nicò sei proprio sballato, sei una grande delusione lo sai Nicò, ha avuto comportamenti strani, fra te e "Pinocchio (Marco Toseroni socio di Mokbel e di Di Girolamo in alcune società, ndr).. qui stiamo lavorando visto che siamo, nonostante tutto, soci...".
Mokbel è un fiume in piena e ricorda al senatore Di Girolamo, come è stato "creato" ed "eletto" al Senato della Repubblica e gli dice che deve trovare posti di lavoro alle persone che Mobkel gli segnalava: "Mò ricordati che devi pagà tutte le cambiali che so state aperte e in più devi pagà lo scotto sulla tua vita, Nicò perché tu una vita non ce l'avrai più.. ricordati che dovrai fare tutte le tue segreterie tutta la gente sul territorio, chi te segue le Commissioni, il porta borse, l'addetto stampa, il cazzo che se ne frega... ma come ti funziona sto cervello Nicò?".
Mokbel parla di affari con altri indagati e della facilità con cui passa i controlli, anche a Fiumicino: "Io a Fiumicino non mi ferma nessuno, faccio passare quello che mi pare senza problemi, droga, brillanti...". Poi parlano di affidare un incarico al senatore Di Girolamo per portare soldi all'estero, anche ad Hong Kong.

 

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