Anteprima/ Ecco il piano Sacconi sull'integrazione

Mercoledì, 26 maggio 2010 - 08:40:00

AL VIA IL PERMESSO DI SOGGIORNO A PUNTI: COME FUNZIONA, LA SCHEDA

Formazione linguistica e educazione civica, lavoro, casa, accesso ai servizi e tutela dei minori: sono questi i “cinque assi dell’integrazione”, illustrati nella bozza del Piano nazionale per l’integrazione nella sicurezza, che il ministro Sacconi ha portato in Consiglio dei Ministri la scorsa settimana e che entro questa settimana dovrebbe essere presentato nella sua versione definitiva. Un documento importante per la sua novità e anche perché dovrebbe fare da sfondo fin da subito all’applicazione del permesso di soggiorno “a punti”, previsto nel pacchetto sicurezza del luglio scorso, esaminato nello stesso Consiglio di venerdì e ora all’esame dei vari ministeri interessati.
 
Prima di entrare nel merito dei cinque capisaldi, conviene evidenziare i due assunti che stanno alla base del documento: primo, il carattere “rotatorio” dei flussi migratori, che secondo il ministro porterà a periodi di migrazione sempre più contratti, grazie alla “crescita di quelli che sono oggi Paesi in via di sviluppo”. Da questo assunto, deriva la necessità di gestire il fenomeno secondo tre ambiti di azione: sostegno allo sviluppo dei Paesi di origine, regolamentazione dei flussi di ingresso e politiche di integrazione.
 
Il secondo assunto è che i progetti migratori possano distinguersi in tre tipologie: “c’è chi vuole tornare in patria dopo aver imparato un lavoro o accumulato risparmi”; c’è chi invece intende l’Italia “come tappa per un’ulteriore migrazione” e chi invece “spera di poter rimanere definitivamente da noi”. Da ciò deriva, secondo il ministro, la necessità di “programmazione dei flussi di accesso, al fine di passare da una immigrazione subita a una programmata”.

MEDIATORI STRANIERI NEGLI UFFICI PUBBLICI - Verifica degli impegni assunti dal datore di lavoro con la sottoscrizione del contratto di soggiorno e alloggi a rotazione per i lavoratori stranieri: sono queste le due misure principali previste dal Piano per l’integrazione nella sicurezza, documento illustrato in bozza dal ministro Sacconi al Consiglio dei ministri la scorsa settimana, e che nei prossimi giorni dovrebbe essere presentato ufficialmente. Le verifiche riguarderanno, nello specifico, la responsabilità del datore di lavoro di “accompagnare il lavoratore straniero nel trovare un alloggio adeguato”. Gli alloggi a rotazione sarebbero invece delle soluzioni abitative temporanee “per permettere una stabilizzazione abitativa del lavoratore corrispondente a quella lavorativa”.
 
Per quanto riguarda l ‘accesso ai servizi, la proposta principale avanzata da Sacconi riguarda l’introduzione di “mediatori culturali o linguistici o dei funzionari dell’anagrafe” nei servizi di prima accoglienza (come sportelli e uffici per l’immigrazione presso prefetture e questure”. In questo quadro, “è importante rivedere i termini dell’accesso ai pubblici uffici per facilitare l’ingresso di quelle persone straniere che, essendosi pienamente integrate, sono pronte a servire l’Italia”.
 
Per quanto riguarda i minori stranieri, Sacconi sottolinea l’opportunità di “vitare l’abbandono scolastico”, ma anche di “prevenire e scoraggiare il fenomeno delle partenze illegali” di minori non accompagnati. Sottolinea inoltre la funzione del Comitato per i minori stranieri istituito presso il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e in particolare il Programma nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati.

RECLUTAMENTO DEI LAVORATORI NEL PAESE DI ORIGINE - Formazione, selezione e reclutamento dei lavoratori già nel paese di origine”: è questa la proposta principale contenuta nel secondo asse del “Piano per l’integrazione nella sicurezza”, che il ministro Sacconi presenterà nei prossimi giorni e di cui anticipiamo i contenuti. L’idea di fondo è che l’ingresso in Italia di lavoratori stranieri sia guidato “dalla domanda interna proveniente dal sistema delle imprese e delle famiglie piuttosto che essere effetto della pressione migratoria dall’esterno”. Per questo, si rendono necessari anche “meccanismi di monitoraggio che consentano la tracciabilità dei percorsi lavorativi dei cittadini stranieri entrati nei flussi”.
 
Sacconi propone inoltre “lo sviluppo di un sistema di riconoscimento e certificazione delle competenze professionali” dei lavoratori immigrati e il “sostegno all’imprenditorialità nei Paesi di origine”. La prospettiva è quella del rientro in patria, che secondo il ministro deve essere sostenuto attraverso un’apposita azione di “accompagnamento”. Nel Piano si evidenzia poi la necessità di contrastare il lavoro nero e il caporalato, “potenziando qualitativamente le attività di vigilanza”, tramite una “azione ispettiva che deve sempre più divenire sintesi sinergica delle azioni programmate dai diversi organi di vigilanza, unitamente agli interventi delle forze di Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza”

UN PORTALE DELL'INTEGRAZIONE - Un “Portale dell’integrazione”, gestito dall’Istituto per gli Affari Sociali e destinato “a tutti gli attori che a vario titolo si occupano di politiche di integrazione”: la proposta è contenuta nell’ultimo paragrafo della bozza del Piano per l’integrazione nella sicurezza, illustrata la settimana scorsa dal ministro Sacconi al Consiglio dei ministri e che entro la fine di questa settimana dovrebbe essere presentata ufficialmente. “Il Portale – si legge – costituirà innanzitutto il luogo di raccolto e scambio delle bune pratiche promosse a livello territoriale. Rivolgendosi direttamente agli immigrati, avrà inoltre funzioni di sportello virtuale, favorendo l’accesso a tutte le informazioni istituzionali in modo interattivo

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