Antagonisti, blitz in corso in tutta Italia. Indignati: denunciamo i violenti
All'indomani dei durissimi scontri tra black-bloc e forze dell'ordine, che ha visto Roma messa a ferro e fuoco, con devastazioni e atti di vandalismo, è in corso su tutto il territorio nazionale una vasta operazione di polizia e carabinieri con perquisizioni e controlli a tappeto negli ambienti degli anarco-insurrezionalisti e dell'estremismo più radicale. Impegnati centinaia di uomini delle forze dell'ordine, fermate sei persone. L'operazione di polizia sta interessando tutte le regioni italiane, dal Trentino alla Lombardia, dal Lazio alla Sicilia.
SCONTRI A ROMA: ALEMANNO VIETA CORTEI IN CENTRO PER UN MESE - Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, "nel suo potere di commissario straordinario per l'emergenza traffico, ha firmato questa sera l'ordinanza che vieta per un mese lo svolgimento di cortei in tutto il I Municipio di Roma". In questo territorio - spiega il Campidoglio - saranno possibili "solo manifestazioni stanziali, da tenersi nelle
seguenti aree: piazza Bocca della Verita', piazza Santi Apostoli, piazza della Repubblica, Circo Massimo, piazza Farnese, piazza San Giovanni, piazza del Popolo e le sedi stituzionali secondo le prescrizioni della questura di Roma".
MARONI: IN ARRIVO NUOVE MISURE LEGISLATIVE- Il ministro dell'Interno Roberto Maroni annuncerà martedì in Senato una proposta per "nuove misure legislative, che possano consentire alle forze dell'ordine di prevenire più efficacemente le violenze come quelle di sabato". Lo ha riferito lo stesso numero uno del Viminale parlando con i giornalisti a margine di un incontro in Assolombarda, a Milano. "Riferirò in Senato -ha spiegato Maroni - e devo dire che per una volta sono d'accordo, con l'onorevole Antonio Di Pietro, che ha detto che servono nuove norme per prevenire, una legge Reale Bis: esattamente quello che voglio dire". Il ministro dell'Interno non ha infine voluto rispondere a una domanda sulle polemiche per la sua assenza da Roma sabato durante gli scontri.
LA LEGGE DEL 1975 - Il leader dell'Italia dei Valori aveva appunto ipotizzato il varo di una nuova versione della Legge Reale, dal nome del repubblicano Oronzo Reale, ministro della Giustizia negli anni Settanta, che fu relatore del provvedimento che, nel 1975, nel pieno degli anni di piombo, garantiva il diritto delle forze dell'ordine ad utilizzare armi in caso di necessità e norme sull'identificazione dei cittadini (sostanzialmente il divieto di usare caschi e coprire il volto) e sulla custodia preventiva.
ARRESTI E PENE ESEMPLARI - "Si deve tornare alla Legge Reale. Anzi bisogna fare la 'legge Reale 2', alias Di Pietro, contro atti criminali come quelli di Roma. Si devono prevedere arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari» ha precisato l'ex pm, secondo cui è necessario ricorrere a strumenti eccezionali per fronteggiare una «situazione d'emergenza come l'attuale". "Il Parlamento - ha commentato Di Pietro invece di continuare a perdere tempo con le leggi ad personam, deve mettere a punto una legislazione penale adeguata a fronteggiare emergenze come quelle degli scontri di sabato scorso». Il che, per il leader dell'Idv, significa: «Specificare nuove figure di reato; prevedere arresti e fermi obbligatori; istituire riti direttissimi con pene esemplari; aggravare le condanne per i reati già esistenti".
SEI FERMI A FIRENZE- Nel capoluogo toscano polizia e carabinieri hanno controllato una ventina di persone dell'area anarchica e antagonista. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati oggetti di vario tipo, tra cui passamontagna, maschere antigas e caschi. Sei le persone fermate: il gruppo stava viaggiando su un furgone dentro al quale è stato trovato, spiegano in questura, "materiale utilizzato probabilmente durante gli scontri nel corso della manifestazione di sabato". A quanto si apprende, i sei stavano rientrando dalla Capitale.
BLITZ A MILANO- Agenti della Digos e carabinieri hanno eseguito tre perquisizioni a Milano alla ricerca di armi o ordigni: nel capoluogo lombardo non vi sono stati per ora arresti. L'attenzione degli investigatori si sarebbe concentrata, in particolare, su indumenti che potrebbero portare all'identificazione degli autori degli scontri. Una persona è stata portata in caserma dai carabinieri ma solo per sottoscrivere un verbale di sequestro, poi è tornata a casa.
PERQUISIZIONI A BOLOGNA E NAPOLI- In corso perquisizioni sono in corso anche a Bologna e a Napoli nell'ambito dell'operazione scattata dopo i disordini di sabato a Roma. Padova, controlli in centro sociale A Padova e provincia sono state perquisite sei case di una quindicina di attivisti del centro popolare occupato "Gramigna", punto di riferimento degli anarco-insurrezionalisti nel Veneto centrale. Durante le perquisizioni gli agenti non avrebbero trovato oggetti direttamente riconducibili alle devastazioni.
LA TESTIMONIANZA DI UN CARABINIERE- "Di manifestazioni ne ho fatte, ma non ho visto mai una cosa così. Per fortuna avevo il casco, altrimenti sarei morto". A parlare è il carabiniere F.T., 31 anni, riuscito a sfuggire, durante gli scontri a piazza San Giovanni, dal suo blindato dato alle fiamme dai teppisti. Sono intanto molti i video amatoriali inviati dai cittadini agli investigatori, per cercare di identificare i violenti nel corteo degli indignati a Roma.
VIDEO AMATORIALI AL VAGLIO DELLA DIGOS- I video, girati con telecamere amatoriali e cellulari, vengono forniti spontaneamente e sono al vaglio della Digos e della polizia scientifica. Gli investigatori stanno visionando anche le tantissime immagini delle telecamere in strada e quelle della scientifica.
LA RABBIA ESPLODE IN RETE- E la rabbia degli indignati esplode sul web. Una reazione che si riversa sulla Rete, con migliaia di post su Facebook e Twitter: "Le loro posizioni non ci appartengono", "Hanno rovinato la nostra giornata".
Una strategia "paramilitare", quella dei black bloc, "pianificata da giorni", denunciano gli indignati, con l’obiettivo preciso di raggiungere piazza San Giovanni, un campo ideale per gli scontri e con molte vie di fuga. Sempre in piccoli gruppi, compatti. All’occorrenza in abiti civili, e con tanto di bandiere della pace per mimetizzarsi tra il corteo, ma poi in total black, caschi, bandane, fionde, bastoni per colpire. La parole d’ordine per i teppisti è stata: evitare il centro storico perché troppo presidiato, impossibile da violare. "Se vogliono picchiarsi con la polizia lo facciano negli stadi - afferma Elena, 27 anni, fiorentina - Come è possibile però che non li abbiano fermati prima, con le molotov e tutto il resto?".
2,5 MILIONI DI DANNI- Il Comune si costituirà parte civile nei processi contro coloro che hanno messo a ferro e fuoco le strade capitoline durante la manifestazione di sabato scorso e sosterrà finanziariamente i cittadini che hanno subito danni a causa degli stessi vandalismi. Sono queste le prime decisioni annunciate ieri dal sindaco Gianni Alemanno per tentare di porre rimedio ai danni creati due giorni fa dai black bloc mescolatisi agli Indignati.
Rimedi concreti per concreti problemi che il Sindaco ha verificato personalmente con una serie di sopralluoghi nelle zone teatro di incidenti, da via Cavour a piazza San Giovanni, da via Labicana a via Merulana, dove nella parrocchia di San Marcellino sono stati distrutti una statua della Madonna e un crocifisso.
I numeri parlano chiaro. Si stima in almeno un milione di euro il costo dei danni pubblici, tra mezzi di trasporto, raccolta dei rifiuti e arredi urbani.
A questi vanni aggiunti i danni subiti da negozianti ed esercenti: vetrine rotte e negozi saccheggiati, ancora da stimare, e mancati incassi invece già tradotti in cifre dalla Confcommercio per un valore poco inferiore al milione di euro.
Numerosi pure i vandalismi subiti dai privati, soprattutto per auto incendiate. «Chiederò al Governo un aiuto per poter risarcire chi ha subito danni ai propri beni privati – ha promesso Alemanno – Nessuno verrà abbandonato, saremo al fianco di tutti».
Intanto, già da stamattina, il Comune sarà parte civile per danni materiali e morali. nei primi procedimenti contro alcuni dei teppisti che la polizia ha fermato.
LE REAZIONI
DI PIETRO: TORNARE A LEGGE REALE- "Si deve tornare alla Legge Reale.Anzi bisogna fare la 'legge Reale 2', alias Di Pietro, contro atti criminali come quelli di Roma. Si devono prevedere arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari". E' quanto propone il leader Idv Antonio Di Pietro per fronteggiare una "situazione d'emergenza come l'attuale". Parole che fanno riferimenti agli incidenti avvenuti a Roma 1sabato durante la manifestazione degli indignati. Invoca la linea dura l'ex pm: "Non è tempo di rimpalli ma di un'assunzione di responsabilità da parte di tutte le forze politiche per creare una legislazione speciale e specifica che introduca specifiche figure di reato, aggravamento dei reati e delle pene oggi previste, allargamento del fermo e dell'arresto, riti direttissimi che permettano in pochi giorni di arrivare a sentenza di primo grado". Sul fronte preventivo secondo il leader idv dovrebbero essere inserite disposizioni "già sperimentate per gli ultrà sportivi", come "il divieto di dimora in particolari giornate, o l'obbligo di dimora".
FLI CONTRO LETTA- Da Fli, invece, arriva una bordata verso il fedelissimo del premier Gianni Letta. E arriva per bocca di Carmelo Briguglio, vicecapogruppo di Fli a Montecitorio ed ex membro del Copasir, il comitato di controllo sui Servizi segreti: "Dinanzi a un disegno eversivo che e' stato organizzato e preparato da estremisti e black bloc che hanno messo a ferro e fuoco Roma, unico caso in Europa, la domanda e' d'obbligo: ma che hanno fatto i nostri Servizi segreti, quelli alle dipendenze di Gianni Letta?. Dove era la nostra elefantiaca intelligence, quella che cucina per il Copasir rapporti periodici di dubbia utilita'? Il dottor Letta informi il Parlamento e il Paese". E anche per Francesco Rutelli dell'Api "la prevenzione degli apparati investigativi verso i teppisti e i delinquenti è stata insoddisfacente".
ALEMANNO- "I violenti non devono avere alcuna forma di indulgenza e di comprensione perchè solo così possono essere colpiti e non c'è rischio di avere reazioni negative rispetto a questo intervento che deve essere fatto in modo preventivo tutto l'anno - dice il sindaco di Roma, Gianni Alemanno - Il primo passo è isolare in maniera definitiva i violenti come è stato fatto negli anni '70 quando fu isolato il terrorismo. Quello della manifestazione e' il momento ultimo prima di quello c'è tutto un anno di impegno, di intelligence, di contrasto ai violenti, di isolamento politico dei violenti che deve essere sostanziale".
MANTOVANO E I MAGISTRATI- "Auspico che non accada il bis del 14 dicembre con una risposta giudiziaria risibile, in alcuni casi irridente per cio' che e' accaduto e per chi ha subito i danni piu' gravi, le forze di polizia". Il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, ospite di "24 Mattino" su Radio 24, punta il dito contro le toghe: "Troppo spesso l'uso legittimo degli strumenti di dissuasione da parte delle forze di polizia viene sanzionato penalmente mentre chi lancia i sampietrini, e sfido chiunque a trovarsi sulla loro traiettoria, invece di essere considerato una persona che attenta alla vita e' descritto come un bravo giovane che ha avuto un momento di stizza e va compreso".


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