L'anoressia e la bulimia? Si combattono anche con la palestra
L'anoressia, è scientificamente definita come la mancanza o la riduzione volontaria dell'appetito, così come la bulimia risulta consistere nel disturbo opposto, ossia un bisogno compulsivo di assumere spropositate quantità di cibo, spesso eliminate tramite il vomito autoindotto. 
La moda della forma fisica è esplosa negli anni Ottanta, in tutti i paesi industrializzati. Attrezzi ginnici, club salutisti e una nuova generazione di allenatori professionisti costituiscono un'industria in crescita che, forse più del desiderio di dimagrire, è frutto del culto del corpo nelle società consumiste. A New York, alcune persone hanno dichiarato che il loro allenatore svolge un ruolo paragonabile alla funzione sociale che in passato aveva l'analista: una sorta di "santone" laico che non solo fa allenare il corpo, ma fornisce anche una guida etica e spirituale!
Molti studiosi e ricercatori nel campo delle patologie alimentari ipotizzano che esista una conformità tra la cultura (o l'ossessione) del "tenersi in forma" e i bisogni dell'anoressica, in particolare riguardo alla ricerca di un senso di padronanza interiore mediante una dura disciplina fisica, così come al profondo interesse per l'aspetto fisico. In effetti, nel quadro culturale complessivo, la pratica fisica, fra i suoi altri scopi, è uno degli strumenti, e fra i più efficaci, per la lotta contro il grasso. 
"Il ruolo dell'esercizio fisico nell'anoressia e nella bulimia non è ancora stato studiato a sufficienza- spiega Diana Pagano, responsabile Formazione corsi musicali, nonché product manager di Parma per Fitness First - ma in una delle poche ricerche sistematiche sul tema, un gruppo di ricercatori australiani ha riscontrato che, in nove casi di anoressia nervosa su ventisei esaminati, la causa principale di gravi perdite di peso era l'esercizio fisico e non il ricorso a regimi dietetici.



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