Anno Giudiziario - Alfano: "Con questo governo record di detenuti al 41 Bis". Anm: "Attacchi ai magistrati contro la Costituzione"
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CASELLI A BERLUSCONI, "LA MISURA E' COLMA" - "La misura e' colma. Non la misura della nostra pazienza (l'impopolarita' dei magistrati nelle stanze del potere e' fisiologica e talora necessaria per una giurisdizione indipendente: la provarono in vita anche Falcone e Borsellino). Vicina al livello di guardia e' la misura della compatibilita' con le regole di convivenza istituzionale proprie di un sistema democratico". E' un passaggio del discorso del procuratore capo della Repubblica di Torino, Giancarlo Caselli, all'apertura dell'anno giudiziario. Discorso in cui ha citato direttamente il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che, ha detto Caselli, "ha sostenuto in un videomessaggio a reti unificate che i Pm devono essere 'puniti', mentre si preannunciano manifestazioni di piazza contro i 'giudici politicizzati' per il 13 febbraio". E ancora: "Come fosse ossessionato dai suoi problemi giudiziari, il presidente Berlusconi ha moltiplicato gli interventi volti a indurre nei più l'immagine della giustizia come campo di battaglia di interessi contrapposti, anzoche' luogo di tutela di diritti in base a regole prestabiliti, contribuendo cosi' alla devastazione di tale immagine". Cosi' Caselli ha proseguito il suo affondo contro il premier. "La tecnica della ripetizione assillante che trasforma in verita' anche falsi grossolani", ha detto sostenuto da un lungo applauso, "continua a essere applicata in modo implacabile. Chi parla a vanvera di 'partito dei giudici' voglia prendere atto che un partito dei giudici esiste davvero, ma nell'accezione dello storico Salvatore Lupo, secondo cui e' 'attraverso l'impegno di alcuni e il martirio di altri che l'idea del partito dei giudici prende forma. Nasce dalla sorpresa che'", prosegue la citazione, "'in un'Italia senza senso della patria e dello stato, ci siano funzionari disposti a morire per il loro dovere, per questa patria e per questo Stato. Ad ogni funerale, a ogni commemorazione, prende forma l'idea di per se' contraddittoria dei magistrati come rivoluzionari, in quanto portatori di legalita''". Dopo questa lunga citazione, Caselli ha concluso cosi': "Definire cospiratori coloro che sono semicemnte portatori di legalita', non e' soltanto offensivo. E' soprattutto profondamente ingiusto".
ANM, ATTACCHI A MAGISTRATI CONTRO COSTITUZIONE - L'Anm scende in campo per respingere gli "attacchi denigratori ai magistrati" che sono "contro la Costituzione" e ipotesi di riforme "dichiaratamente concepite come strumenti di ritorsione". Nel giorno dell'inaugurazione, in tutti i distretti, dell'anno giudiziario, la risposta delle toghe alle previste manifestazioni di piazza contro i giudici dopo la vicenda 'Ruby' e alle ipotesi di provvedimenti "punitivi" e' unanime e a farsene primo portavoce e' lo stesso presidente Luca Palamara. "C'e' molta preoccupazione", dice, e se si manifesta contro i giudici "e' il popolo che manifesta contro se stesso perche' la magistratura e' un pezzo dello Stato e la giustizia e' amministrata in nome del popolo". "Oggi idealmente e moralmente tutta la magistratura italiana e' a Milano - continua - Insulti e denigrazioni al singolo magistrato sono in realta' insulti a tutta la magistratura". E se da Milano, il procuratore generale Manlio Minale evita riferimenti diretti alle inchieste aperte dai Pm sul premier, non risparmia pero' critiche alle proposte avanzate dal governo in tema di intercettazioni. "Le proposte legislative per limitarne l'uso - dice - non hanno ragion d'essere. Tutto cio' che si e' proposto e' privo di ragione e di sostanza. La procura di Milano - insiste - non ne fa un uso dissoluto". Di "disagio" per "l'inusuale provenienza degli attacchi gratuitamente denigratori" parla invece il presidente della Corte d'Appello di Roma, Giorgio Santacroce. A sostegno dell'Anm anche il vicepresidente del Csm Michele Vietti: "La magistratura - sostiene - non sottende disegni eversivi ma svolge un'attivita' operosa e silente che merita stima, specie da chi e' ugualmente servitore dello Stato. Esistono i processi per far valere torti e ragioni". Aspre le polemiche anche su possibili riforme: "Se la politicizzazione dei giudici e' un male gravissimo - sottolinea il presidente della Corte d'Appello di Palermo Vincenzo Oliveri - la riforma porta effetti anche peggiori. Non si puo' trascinare la magistratura nella rissa, non e' continuando a inveire contro i giudici che si risolve il problema". Le repliche del governo vengono affidate al ministro della Giustizia Angelino Alfano e al sottosegretario Maria Elisabetta Alberti Casellati. "La resistenze corporative da piu' parti ostacolano qualsiasi tentativo di riforma", sostiene il primo. "Lo scontro e' determinato da una parte della magistratura che intende sconvolgere la storia del Paese" ribadisce invece Casellati. "Duro infine il ministro Sandro Bondi secondo il quale sono le prese di posizione dei magistrati che "delineano una sorta di contropotere", e che violano "i principi essenziali della nostra Carta Costtuzionale".



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