Anna Wintour: Milano? Troppo inquinata. E "premia" Lapo Elkann

Mercoledì, 3 marzo 2010 - 08:00:00

Anna Wintour1
Anna Wintour

Milano le piace. Ci tiene a farlo sapere che non ha mai criticato il genio degli italiani. Quello che le dà fastidio è l'inquinamento della capitale meneghina della moda, il fatto che via Senato sia cosi "smelly". Non è la prima volta che la regina della moda bersaglia il capoluogo lombardo e abbia da ridire su come sia gestita la politica ambientale nel nostro Paese.

Già il 14 marzo dello scorso anno, in una dichiarazione ripresa da molti giornali, Anna Wintour mise sotto accusa via Senato, dove la regina del fashion si era recata per un pranzo con Miuccia Prada al ristorante dei ricchi e famosi, il Baretto, tra i suoi preferiti; e, dopo la colazione, era stata sentita dai soliti pettegoli sbottare: "Ma quante macchine ci sono in queste vie? Perché le fanno entrare? Perché non fanno come a Londra dove fanno pagare chi entra? A cosa serve (l'ecopass - ndr) se poi entrano fiumi di puzzolenti auto? Io sarei molto più radicale. Che seguano l'esempio di Londra…". E infine se la prese con l'inquinamento che "rovina monumenti, ma anche i vestiti. Almeno durante le settimane del fashion dovrebbero impedire che tutte quelle auto entrino in centro. Dovrebbero girare solo taxi e auto di chi abita qu,i come nelle grandi metropoli e quelle dei turisti".

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Le cose non sono cambiate in un anno. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, ora Anna si è lamentata non tanto dello stop delle auto, ma del fatto che, dopo un anno, continua a esserci una quantità di auto enorme in centro città. "A cosa serve impedire loro di circolare solo alla domenica? E perché nessuno si interessa della salute dei milanesi?". Per carità, nessun comunicato ufficiale. Proprio come un anno fa. Ma che Anna ritenga la questione centrale lo conferma il suo amore per Obama di qualche giorno fa.

 La temuta e riverita direttrice di Vogue America non ha concesso interviste circa le sfilate a Milano, ma ha spezzato il suo proverbiale silenzio per tessere le lodi del Presidente degli Stati Uniti. Insomma ama Milano e la moda italiana. Pare che la Wintour apprezzi anche i giovani talenti nostrani, in primis il poliedrico Lapo Elkann che ha dato vita a Independent Ideas, la fucina creatrice di occhiali cult e accessori all'avanguardia, ma anche le chiccosissime borse Gilli by Giulia Ligresti, le preferite da Victoria Beckham, Julia Roberts e Paris Hilton; e le creazioni degli italiani emergenti Riccardo Tisci, Maria Grazia Chiuri e Gabriele Colangelo. "La moda italiana si sta rinnovando e quindi largo ai giovani": parola di "zarina della moda".

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