Animali/ La tratta dei cuccioli: un business da 300milioni di euro
LE DENUNCE- Molti, moltissimi i blog in rete che raccolgono le denunce dei cittadini. Centinaia le lettere che arrivano alla Lav. Solo poche decine i cani sequestrati nei negozi. Per la maggior parte invece c' è un triste destino. Raccontato dalle parole di dolore e di amarezza di chi, dopo averli portati a casa, li ha visti morire. Non senza sofferenza. Come racconta Alberto : “Il mio cane è morto tre giorni dopo averlo portato a casa.
Aveva una parvirosi. Ha sofferto molto. Ed io mi sentivo impotente. E il commerciante mi ha detto che avrei avuto diritto alla sostituzione della merce” o come Giulia “ L’avevo comprata in un negozio specializzato. Mi hanno anche proposto cure dal veterinario di fiducia del negoziante. Forse per nascondere tutto. Ma solo quando è morto ho capito perché. Aveva il cimurro”. E ancora: " Il mio Cloe aveva una strana tosse - racconta Gigia44- Ma il negoziante mi aveva detto che era normale. E invece dopo qualche giorno ci ha lasciato. Aveva il cimurro. Ma quando sono tornata dal negoziante, l'unica cosa che mi ha proposto è stato un cambio merce, come se fosse una cosa". Già l’animale come un oggetto. Che si può sostituire. Ed è proprio la legge a consentirlo con il diritto al recesso. Sette giorni per riportare il cucciolo difettoso, o morto, al mittente. E averne un altro in sostituzione.
LA LAV- In piazza proprio contro la tratta. Per adottare a distanza uno dei cuccioli salvati dalla LAV, vittime proprio del traffico perché dietro un cucciolo in vetrina può nascodersi il traffico. Se scegli di vivere con un animale, dai una possibilità a chi si trova in un canile o in un'oasi felina.
Solo così non incentiverai lo sfruttamento degli animali per motivi commerciali .Per fermare questo scempio - dice Gianluca Felicetti, presidente della Lav - occorre rafforzare le forze di polizia addette ai controlli e fare in modo che vengano emessi ordinanze e regolamenti comunali contro le mostre di animali e il loro commercio ambulante, dove possono facilmente celarsi i cuccioli importati illegalmente". 
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RISCHIO MALATTIE - Non è però soltanto una questione di nazionalità. Indipendentemente dalla provenienza e dalla purezza della razza, che a volte viene certificata anche da pedigree che come tutto il resto sono a loro volta contraffatti, lo stress fisico e psicologico a cui sono sottoposti questi animali tolti alle madri prima dell'avvenuto svezzamento, e l'impossibilità di somministrare loro le adeguate vaccinazioni, fa sì che questi acquisiti si rivelino in fin dei conti anche dei pessimi affari: non è raro, infatti, che essendo animali deboli sviluppino malattie quali cimurro, endoparassitosi, micosi, parvovirosi e rogna, come emerge anche dai resoconti della Fnovi, la Federazione nazionale dell'ordine dei medici veterinari italiani.
LE RAZZE PIU' RICHIESTA- Quanto alle razze, la più soggette all'importazione clandestina sono il Carlino, lo Shi-tsu, il West Higlands Terrier, il Beagle. Ma solo perché sono tra le più richieste: in realtà le cosiddette "Puppy Mills" sono in grado all'occorrenza di sfornare cuccioli di ogni tipo, per assecondare le mode e le richieste del mercato.



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