Animali/ La tratta dei cuccioli: un business da 300milioni di euro

Lunedì, 1 dicembre 2008 - 11:00:00

Di Floriana Rullo

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Arrivano in Italia illegalmente. Buttati dentro piccole gabbie e stipati dentro tir. Centinaia alla volta. Un business che fa guardagnare a chi lo pratica più di 300milioni di euro all’anno. Cani, gatti, ma anche ermellini e altri animali. Dalle frontiere italiane arriva di tutto e di pù. Spesso senza che nessuno se ne accorga. Animali maltrattati, seviziati con una sola caratteristica in comune. Essere appena nati.

LA TRATTA- E’ la tratta dei cuccioli. Provenienti dalle regioni dell’est da “cucciolifici” spesso irregolari. I piccoli vengono strappati alla madre in tenerissima età e costretti a 30/40 giorni di vita a subire lo stress di un lungo viaggio attraverso varie nazioni. Lunghi percorsi a cui in pochi sopravvivono.

Solo i più fortunati. Il loro viaggio lo trascorrono rinchiusi in scatole di cartone e gabbiette schiacciate nei bagagliai delle auto o nel cassone di un furgone, senza cibo ne' acqua. Perchè ognuno di loro, venduto in Italia, fa guadagnare al trafficante almeno tre volte tanto rispetto a quanto avrebbe raccimolato nel suo paese.


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Poi arrivati in Italia, i cuccioli, vengono usati nei modi più disparati. I cani vengono cippati e messi in vendita sulle bancarelle di fiere e mercati in Italia. Gli altri o usati per le loro pellicce o esposti nelle vetrine delle vie cittadine. E non solo nel nostro paese. La stessa cosa accade in Francia, Spagna e Belgio.

 



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Una sorte che però non riguarda tutti: si calcola infatti che circa il 50 per cento dei piccoli clandestini muoia durante il tragitto o subito dopo l'arrivo a destinazione. Per malattia.

Una tortura legalizzata, ma milionaria. Uno sfruttamento alquanto redditizio stando alle stime sul business delle importazioni che parlano di un giro d'affari di circa 300 milioni di euro, solo per quanto riguarda i cani. Come si arriva a queste cifre è presto detto: un cucciolo straniero sui mercati occidentali varrebbe assai poco, non essendoci molte garanzie sulla qualità dei processi di allevamento, sulla purezza della razza, sul rispetto delle procedure igieniche e sanitarie. Circa 100, al massimo 200 euro. E' tuttavia sufficiente qualche piccola contraffazione ai documenti per dare immediatamente al cane o al gatto una “cittadinanza” italiana, moltiplicandone così il valore anche di venti volte. Così un cagnolino che all’estero varrebbe qualche centinaia di euro arrivato in Italia arriva a costare anche mille euro.

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