Amanda in Usa, Raffaele in Puglia. La famiglia di Meredith: l'assassino è fuori
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Amanda e Raffaele in aula: la sentenza in 100 scatti. Le foto Rudy, Amanda e Raffaele: tutti i protagonisti del caso Meredith |
Sono liberi Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Liberi di tornare a casa e di riprendersi la loro vita. Lui è arrivato a Giovinazzo, in Puglia. Lei, passaporto alla mano, si è imbarcata su un volo British Airways diretto a Londra per poi proseguire per Seattle. La ragazza è apparsa molto stanca e provata, e senza un filo di trucco. Vestita con con leggings neri, un cardigan grigio e una maglia scura, ha percorso la distanza che separava gli uffici della polizia giudiziaria e la saletta vip di Fiumicino senza sorrisi e trasportando un borsone nero a tracolla. Arrivata a Heathrow, dove ha fatto scalo, per Seattle la studentessa americana prosciolta dall'assassinio di Meredith Kercher è stata ospitata nella Windsor Suite, usata normalmente da membri della famiglia reale ma anche affittata a pagamento da celebrità come Cheryl Cole.
Raffaele, invece, è nella sua Puglia. Non uscirà di casa per ora, ha detto il padre, e a pranzo mangerà pesce "che non mangia da anni". "Abbiate pazienza" ha aggiunto Sollecito ai cronisti, "perchè Raffaele è frastornato dagli eventi che si sono succeduti rapidamente. Adesso sta riscoprendo gli odori e gli aromi e sta conoscendo questa casa che non aveva mai visto prima".
ALFANO: E ORA CHI LI RISARCIRA'? - "Mi chiedo chi risarcira' Amanda Knox e Raffaele Sollecito per una detenzione ingiusta": e' l'interrogativo sollevato dal segretario del Pdl, Angelino Alfano, commentando la sentenza di Perugia. "In Italia - ha sottolineato l'ex Guardasigilli da Bruxelles - nessuno paga per gli errori giudiziari". Alfano ha però avvertito che "i tre gradi di giudizio possono ancora portare a un ripensamento".
LA FAMIGLIA DI MEREDITH E I DUBBI SULLA SENTENZA - Ma mentre lei decollava verso la libertà, a Perugia la famiglia di Mez rilanciava e chiedeva giustizia. "Chi ha ucciso Mez?", la domanda che i familiari della studentessa inglese hanno posto nella conferenza stampa di stamane. Rudy Guede è l'unico condannato per l'omicidio, ma "in concorso". Solo che non si sa con chi , e proprio questo e' stato sottolineato nella conferenza stampa della famiglia Kercher e dal legale che la rappresenta, l'avvocato Francesco Maresca. Lo stesso quesito che si pongono i pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi, convinti che siano stati liberati "due colpevoli" e preannunciano ricorso in Cassazione. "Attendiamo di conoscere le motivazioni della sentenza di assoluzione e poi procederemo", dicono già.
Entro 90 giorni saranno depositate le motivazioni, poi ce ne saranno 45 a disposizione per il ricorso. Mignini definisce un errore gravissimo non aver accettato, da parte della corte d'appello, la ricerca delle prove sul coltello e parla anche di sistema giudiziario italiano "garantista, forse anche un po' troppo". La collega Comodi dice che in questo caso non si può parlare di giustizia che libera due innocenti, bensi' ad essere liberati sono stati due colpevoli. "Ieri è stato un giorno molto difficile, abbiamo accettato il verdetto, i pm hanno detto che faranno appello in Cassazione e noi supporteremo ancora la ricerca della verita'". Cosi' il fratello di Mez, Lyle, in una dichiarazione a nome di tutta la famiglia durante la conferenza stampa.
E la sorella Stefanie ha aggiunto "abbiamo fiducia nella giustizia italiana, sappiamo che questa decisione è ancora appellabile e si proseguirà nella ricerca della verità, quindi abbiamo ancora speranza che la verità verrà fuori". Già annunciato il ricorso in Cassazoione. E ha aggiunto "senza verità sarà difficile incontrare Raffaele Sollecito, Amanda Knox e le loro famiglie". La famiglia di Mez ha parlato anche della campagna mediatica: "Voleva dividere i Paesi non ha funzionato", per poi aggiungere "siamo grati al popolo italiano per il supporto che ci hanno riservato. Ma non solo agli italiani, anche a tanti altri Paesi, anche gli Usa". "La mia famiglia non vuole vedere in prigione innocenti ma resta l'interrogativo: se Rudy Guede e' stato condannato con l'accusa di omicidio in concorso, chi sono gli altri?". E' l'interrogativo ripetuto. E poi "e' difficile perdonare qualcuno - aggiunge - se non si sa chi ha commesso il reato". Quanto al futuro, Stefanie Kercher dice "aspettiamo di vedere le motivazioni della sentenza, certo tra il primo grado e l'appello ci sono stati due risultati molto diversi, tuttavia manteniamo fiducia nella giustizia italiana".
I RINGRAZIAMENTI DI AMANDA - "Amanda mi ha detto che ci teneva molto a ringraziare pubblicamente i tanti italiani che l'hanno sostenuta ed appoggiata in questi anni di ingiusta detenzione e che hanno creduto in lei e nella sua innocenza. Mi ha confermato che in futuro intende tornare nel nostro Paese", ha detto Corrado Maria Daclon, segretario generale della Fondazione Italia Usa, che l'ha accompagnata ieri sera in automobile dal carcere di Perugia a Roma, dove la ragazza americana ha trascorso la notte. "Durante il viaggio da Perugia a Roma - ha aggiunto - Amanda era serena, pur con tutte le forti e contrastanti emozioni che si possono intuire per una persona che vede la libert… per la prima volta dopo quattro lunghi anni rinchiusa ingiustamente dentro una cella".
AMANDA: "HO SOPPORTATO L'INSOPPORTABILE"- Quattro anni (di carcere) dopo, lo sguardo da 'femme fatale' lascia il posto ad un volto serio, provato da tensione e lacrime: ''Ora voglio solo tornare a casa, tornare in possesso della mia vita e riacquistare la mia felicità''. A parlare è Amanda Knox, una manciata dopo la riottenuta libertà. Ora l'aspetta l'America, che ha seguito in diretta la lettura della sentenza, prima criticando la giustizia italiana e poi applaudendo la decisione della Corte d'assise d'appello.
Atteggiamento corretto dal Dipartimento di Stato Usa che ha ''apprezzato l'attenta considerazione della vicenda nell'ambito del sistema giudiziario italiano'' e dal legale di Amanda, Carlo della Vedova, che ha sottolineato che ''c'è stato sì un errore'' ma è stato ''il nostro sistema giudiziario a permetterci di correggerlo''. Per ora, però, c'è solo un pianto sfrenato, cominciato in aula ed esploso nel furgone della polizia penitenziaria che l'ha riportata in carcere per prendere le sue cose. Un pianto lungo, forte, pesante. ''Spero di non rivederti mai piu' qui dentro'' gli aveva detto don Saulo, il cappellano prima di andare in tribunale.
RAFFAELE: "MI SONO RIPRESO LA VITA. AMANDA? FORSE LA RIVEDRO'"- Più o meno simile lo stato di Raffaele. Sto cercando di riprendermi. “Sono ancora spaesato'' dice al telefono con l’agenzia Ansa, pronto per tornare a casa, a Giovinazzo e smanioso di rivedere il mare ''Ci speravo in questa sentenza - afferma, la voce calma, senza emozioni particolari nonostante 1.200 giorni in carcere -, speravo in qualcosa di positivo. Finalmente mi sono riappropriato della mia vita''.
Alla lettura della sentenza, accolta da grida di gioia a Giovinazzo, la città di Sollecito, Raffaele non ha capito subito che era stato assolto. Glielo ha fatto capire il suo legale Giulia Bongiorno, l'avvocato di Andreotti, alzando le braccia al cielo con i pugni chiusi. Un gesto che a molti ha ricordato quel ''abbiamo vinto presidente'' urlato ai microfoni davanti alla Cassazione.
In quelle fasi concitate, Raffaele non ha avuto modo di scambiare nemmeno un'occhiata con l'ex fidanzata Amanda. Pure lei assolta e pure lei frastornata. ''Forse la rivedro' - ha detto Sollecito - ma ancora non lo so. Ora voglio solo stare con la mia famiglia''.
I PASSAGGI DELLA SENTENZA - Questi i passaggi più significativi del dispositivo della sentenza nei confronti di Amanda Knox e Meredith Kercher: «In nome del popolo italiano, la Corte d'assise d'appello di Perugia... in parziale riforma della sentenza pronunciata in data 4-5 dicembre 2009 dalla Corte di assise di primo grado di Perugia, nei confronti di Knox Amanda e Sollecito Raffaele...: - dichiara Knox Amanda colpevole del reato di calunnia (ai danni di Patrick Lumumba, ndr)... e la condanna alla pena di anni tre di reclusione (...); - assolve entrambi gli imputati dai reati contestati ai capi A (omicidio, ndr), B (porto di coltello), C (violenza sessuale) e D (furto) per non aver commesso il fatto, e dal reato di cui al capo E (simulazione di reato) perchè il fatto non sussiste; - ordina l'immediata liberazione di Knox Amanda e Sollecito Raffaele se non detenuti per altra causa».


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