L'inchiesta/ Amalgame al mercurio, ecco che cosa sono e cosa provocano

Mercoledì, 17 dicembre 2008 - 08:14:00

L'INTERVISTA

Amalgame al mercurio/ Roberto Callioni (presidente Andi) ad Affaritaliani.it: "Non ci sono dati scientifici. Dovrebbero essere malate miglioni di persone"

IL PRIMO CASO

 Amalgame dentali al mercurio, LA DENUNCIA DI AFFARI E IL PRIMO CASO: la storia di Adriana Batist, che combatte dall'82...

IL SECONDO CASO

Malasanità/ Ho la sclerosi multipla. La causa? Le otturazioni al mercurio. La testimonianza di Cristiana Di Stefano

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La mozione del 14 Novembre 2007 presentata dal Consigliere Altomeni

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La documentazione ministeriale sulle amalgame

Per le amalgame dentali conteneti mercurio, tossiche ed estremamente pericolose per la salute umana e dell'ambiente, ci si ammala. Spesso di malattie incurabili che lasciano un segno indelebile. Che ci si porta fino alla morte. Parkinson, Sla, sclerosi o nei casi meno gravi malattie croniche come cefalee o pressione alta. Affaritaliani ha ricevuto tantissime e-mail e telefonate di persone che si sono ammalate dopo semplice otturazioni. Continua dunque la nostra inchiesta per capire, nello specifico, che cosa che cosa è un'amalgama, quanto mercurio puà contenere e quali sintomi e malattie può provocare. Lo spiega ad Affari Rosario Muto, presidente dell'AIPO (Associazione italiana Periti Odontotecnici)

AMALGAMA (OTTURAZIONE DENTARIA)

"Com'è possibile che le amalgame, che non vanno assolutamente toccate direttamente con le dita la si lavora senza maschera né guanti, e diventino inoffensive nel momento in cui vengono collocati dentro la bocca dei pazienti?" Questa domanda mi ossessionava, e la rivolgevo invariabilmente a tutti i medici odontoiatrici e odontotecnici. Le loro risposte erano evasive o illogiche, del tipo "Perché, toccando l'amalgama con dita, la inquini", sebbene si trattasse di un prodotto destinato ad essere collocato in bocca, con tutte le reazioni chimiche dovute all’acidità della saliva e di alcuni alimenti, e gli inquinamenti che ne sarebbero seguiti.
 
Ancora oggi, però, malgrado tante dimostrazioni e studi scientifici, mi vedo costretto a riflettere su questo: una legge europea obbliga gli studi dentistici a fornirsi di filtri per le amalgame asportate (una misura di protezione ambientale senza la quale i corsi d'acqua, i fiumi e i mari sarebbero contaminati dal mercurio), che è persino proibito gettare in pattumiera lo si continua a infilare in bocca alla gente. Perché nessuna legge europea ne proibisce ancora l'uso?

Le malattie degenerative diventano sempre più numerose e la lista delle malattie autoimmuni è ormai impressionante. Tra queste, oltre alla sclerosi multipla, ricordiamo: alcune anemie emolitiche, alcune forme sterilità, alcune granulopenie, alopecia, anemia di Biermer, artrite reattiva, celiachia, cirrosi biliare, connettivite mista, dermatite erpetiforme, dermatomiosite, diabete mellito giovanile, epatite cronica, insufficienza ipofisaria, lupus eritematoso discoidale, lupus eritematoso sistemico, miastenia, morbo di Addiso morbo di Basedow, morbo di Horton, narcolessia, nefropatia membranosa idiopatica, nefrosi lipidica d bambino, pemfigo, poliartrite reumatoide, policondrite atrofica, porpora trombocitopenica idiopatic reumatismo articolare acuto, reumatismo psoriasico, sderodermia, sindrome di Gourgerot, spondilii anchilosante, tiroideite di Hashimoto.

In realtà, basta osservare il modo di vivere delle popolazioni che di solito sono naturalmente longeve e godono a lungo di buona salute, per sapere quali sono il modo di vita e l'alimentazione più adatti all'uomo: è soprattutto noto il caso di alcuni “indigeni”, del Pakistan settentrionale, che non conosce malattie e vive straordinariamente fino a raggiungere i cent'anni di età. Lo studio della loro alimentazione mostra un consumo modestissimo di latte crudo, i cereali vengono consumati crudi quando i chicchi non sono ancora maturi e presentano allo stato lattiginoso (è il caso del mais e del frumento).

La loro alimentazione è a base di frutta, cereali, noci e verdure, insieme ad una piccola quantità di formaggio fatto con latte cagliato e, molto raramente, da una piccola quantità di carne. Negli anni Quaranta, il dentista americano Weston Price, spaventato dalla rapidità di sviluppo della caria dentaria nei giovani, cominciò a studiare lo stato di salute dei denti in popolazioni da poco giunte in contati con il mondo "civile". Queste non avevano ancora usufruito di certe nostre "meraviglie" alimentari (farina bianca, zucchero bianco, alcol). I suoi lavori confermarono ciò che era già stato osservato altrove, in particolare presso gli indigeni: ogni volta che le popolazioni avevano seguito un'alimentazione identica a quella dei loro antenati, non avevano contratto alcuna malattia e tanto meno la carie dentaria. La loro vita media tendeva a raggiungere i cento anni, e le ossa dei loro scheletri, esaminate, rivelavano una ricchezza in minerali non più presente nell'uomo moderno.

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