Alzheimer, getta la moglie dalla finestra. Poi si butta, "per amore"

Domenica, 4 dicembre 2011 - 18:12:11
disabile interna

‘Cosi’ potrò curare la mia bambina’. In queste parole, affidate a un biglietto lasciato in casa, c’é la spiegazione dell’atto d’amore estremo di un uomo che ha deciso di mettere fine a una doppia sofferenza: quella della moglie, malata e consumata dall’Alzheimer, e la propria. Elsa e Orlando avevano entrambi 67 anni e oggi sono morti a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro, dopo un volo dal quarto piano di un condominio in via Quirino di Marzio, alla periferia di Bologna. Ha buttato la moglie dalla finestra del bagno, poi si è lanciato a sua volta: lui è morto subito, finendo contro un davanzale al primo piano, lei è precipitata sull’asfalto e ha cessato di vivere all’ospedale Maggiore, poco dopo essere arrivata al pronto soccorso.

Orlando Di Domenico era originario di Salerno, Elsa Boni era nata a Ferrara, ma da tempo i coniugi abitavano a Bologna, dove vive anche il figlio. Da una decina d’anni la donna soffriva del morbo di Alzheimer, una forma di demenza gravemente degenerativa che l’aveva resa totalmente dipendente dal marito. Era sempre lui ad assisterla e accudirla – raccontano i vicini – portandola a fare passeggiate nel parco e aiutandola in tutte le attività quotidiane. Ultimamente la salute della donna era ulteriormente peggiorata e per muoversi utilizzava una sedia a rotelle. Poco dopo le 8 di stamani i vicini hanno sentito due tonfi, a distanza di pochi secondi, e affacciandosi hanno visto cosa era successo. Quando è arrivata la polizia, che ha trovato la porta di casa chiusa dall’interno, la dinamica dei fatti è apparsa chiara. I sospetti di un omicidio-suicidio sono poi stati confermati dal biglietto, che l’uomo ha lasciato su un mobile. Il Pm di turno Morena Plazzi ha disposto l’autopsia sui corpi, anche per verificare se alla donna siano stati somministrati farmaci prima del gesto.

“Non ce la faccio a metterla via” aveva confidato Orlando Di Domenico a una vicina, con la quale talvolta si fermava a parlare perché anche sua madre, morta pochi mesi fa, aveva sofferto di Alzheimer. Secondo la donna, il gesto è stato “un atto d’amore con cui ha deciso di farla finita”, ma con i cronisti c’é spazio anche per uno sfogo: “A Bologna ci sono assistenti sociali che lavorano benissimo, ma le famiglie sono lasciate sole davanti alla malattia. Questo dovete scrivere, non venire a chiedere se si amavano”.

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