Alitalia/ Per il Tar il decreto rischia l'incostituzionalità. Nuovo successo per il Pd milanese: si apre un varco per la libertà di concorrenza
Tutto è stato messo in moto dalla sinistra milanese, con il primo ricorso di Federconsumatori. Ora arriva la prima vittoria. Insieme a Meridiana ed Eurofly, l'associazione di consumatori chiedeva l'annullamento del provvedimento dell'Antitrust (del 3 dicembre 2008) che aveva autorizzato l'operazione Cai-Alitalia, limitandosi a prescrivere una serie di condizioni a tutela degli utenti e dei consumatori. E oggi il tar del Lazio ha deciso: il decreto Alitalia, il provvedimento del 28 agosto 2008 che ha ampliato l'ambito di applicazione della legge Marzano consentendo la fusione tra Alitalia e Air One, passa all'esame della Corte Costituzionale.
Con una ordinanza la prima sezione ha rimesso gli atti alla Corte, sospendendo il giudizio sui precedenti ricorsi. Un successo per Malpensa e per il Pd di Davide Corritore, promotore dell'iniziativa con Federconsumatori. Dopo il caso derivati, un eccellente risultato per il Pd milanese, visto che adesso si apre un varco importantissimo per la libera concorrenza. Certo si attende il pronunciamento della corte Costituzionale, ma è possibile che nell'attesa verranno concessi nuovi slot e si limiti il monopolio di Alitalia.
La Consulta dovrà ora valutare la legittimità del decreto con il quale si è consentita l'operazione di concentrazione tra imprese operanti nei servizi pubblici essenziali (Alitalia-Air One) senza la necessità dell'autorizzazione Antitrust. Per il Tar del Lazio, si legge nell'ordinanza, "è verosimile ritenere che la norma di legge abbia discriminato i vettori aerei prevedendo un trattamento più favorevole per le compagnie aeree che, realizzando l'operazione di concentrazione senza il preventivo esame dell'Antitrust sull'eventuale costituzione o rafforzamento di una posizione dominante, hanno incrementato la propria posizione in termini concorrenziali, con contestuale discriminazione per le altre compagnie aeree".
Si ritiene, quindi, che "tale discriminazione non sia ragionevole e, pertanto, risolvendosi in una disparità di trattamento, possa violare l'art. 3 della Costituzione perchè, mentre si rivela lesiva del principio della libertà di concorrenza, la norma di legge non dà conto di quali siano i valori costituzionali perseguiti e quindi le ragioni che possano giustificare la deroga operata al principio della par condicio e alla liberta' di concorrenza".
UNA SPERANZA PER LA LIBERTA’ DI CONCORRENZA - "Siamo felici per la decisione del TAR del Lazio di rinviare alla Corte Costituzionale la Legge con cui nell’agosto scorso è stato concesso, per tre anni, alla Società CAI il monopolio della rotta Milano-Fiumicino", si legge in un comunicato del Pd milanese.
"Il ricorso era stato predisposto dal nostro legale Daniele Portinaro, già coordinatore di tutta l’attività giuridica effettuata sui derivati il quale – in collaborazione con gli esperti di Federconsumatori – aveva sollevato eccezioni di illegittimità costituzionale in merito ai contenuti della legge: in particolare con riferimento agli articoli 3 e 41 della Costituzione che tutelano la libertà di concorrenza e di iniziativa economica opponendosi agli abusi di posizione dominante.
Attendiamo ora con fiducia la decisione della Corte Costituzionale in merito ad una iniziativa che avevamo concepito non solo per difendere gli interessi dei viaggiatori ma anche per restituire alla città di Milano il principio democratico di libertà dell’azione economica che il Governo aveva negato con l’assurda concessione del monopolio a CAI. Il monopolio concesso a CAI rappresenta infatti un vulnus che offende chiunque creda nel principio del merito e della libertà di azione".



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