Algeria, italiana rapita in mano ad Al Quaeda. L'audio
Un audiomessaggio della turista fiorentina rapita in Algeria fa sperare: la donna è viva, ma in in mano ad Al Qaeda. "Sono Maria Sandra Mariani - afferma la donna in francese nel messaggio audio recapitato alla tv di Dubai attraverso una telefonata - e sono stata rapita il 2 febbraio del 2001 vicino a Djanet, in Algeria. Sono ancora nelle mani di al-Qaeda nel Maghreb islamico e in particolare sono nelle mani del battaglione Tareq Ben Zayad, che è guidato da Abdul hamid Abu Zayd. Chiedo alla tv 'al-Arabiyà di trasmettere questo messaggio, grazie".
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IL PORTAVOCE DI AL QAEDA - "Quello che chiediamo ora è che la vostra emittente faccia sentire al presidente del suo paese e al suo governo la voce della donna italiana che abbiamo rapito". È quanto ha affermato in una comunicazione telefonica con la tv satellitare 'al-Arabiyà un portavoce di al-Qaeda nel Maghreb islamico, che non ha rivelato il suo nome, ma ha detto di parlare «per conto del nostro emiro Abdel Hamid Abu Zayd". Parlando di Sandra Mariani, l'uomo ha affermato: «Siamo dell'organizzazione di al-Qaeda nel Maghreb islamico, battaglione Tareq Ben Ziyad. Questa donna è nostra prigioniera dal mercoledì 2 febbraio 2011, l'unica richiesta per ora è che possa far sentre la sua voce al suo presidente e al suo governo". Subito dopo il terrorista ha passato il telefono alla donna italiana.
LA FARNESINA - Proseguono "senza soluzione di continuita'" gli sforzi per ottenere la liberazione di Maria Sandra Mariani. Il ministro degli Esteri ha sottolineato che "continua a operare attraverso tutti i canali istituzionali competenti sul caso". In particolare, si precisa, nel quadro di tale impegno articolato "su istruzione" del ministro degli Esteri, Franco Frattini, l'ambasciata d'Italia ad Algeri "rimane in contatto costante con le piu' alte cariche" del Paese maghrebino, le quali "hanno assicurato massimo impegno e attenzione". Nel comunicato si ricorda poi che, "come gia' avvenuto in occasione di analoghe vicende, allo scopo di favorire una positiva e quanto piu' rapida soluzione del sequestro, il ministero degli Esteri continuera' a mantenere stretto riserbo e silenzio stampa sulle proprie attivita' e sugli sviluppi del caso, auspicando altresi' che a tale linea aderiscano i mezzi di comunicazione".



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