AL, avvocati di strada. Il successo del "pronto soccorso legale"
L'assistenza legale per tutti. E per strada. Dalla uomo mobbizzato sul luogo di lavoro, alla donna maltrattata dal marito fino al diritto di famiglia, esiste un nuovo modo di rivolgersi all'avvocato. Un negozio su strada dove non è necessario prendere appuntamento e non esistono segretarie. 
Cristiano Cominotto e Francesca Passerini,
fondatori di AL Assistenza Legale
Il primo Studio Legale su strada in Italia nasce nel marzo 2007 grazie all'idea a Cristiano Cominotto e Francesca Passerini del foro milanese, che nel gennaio 2008 hanno inaugurato il primo Studio Legale a proprio sotto la Madonnina. Una formula del tutto originale, lontana dalla burocrazia e che ha come scopo quello di avvicinare l'avvocato e l'assistenza legale il più possibile alla gente, eliminando ogni tipo di barriera e rispondendo alle domande della clientela anche senza appuntamento. Una sorta di pronto soccorso legale "low cost". Uno dei vantaggi che riguarda l'AL, infatti, è quello dei costi contenuti e vantaggiosi e dell’attenzione verso i problemi delle persone e delle aziende. "Da qualche tempo andiamo anche in giro per le scuole, i ragazzi sono molto interessati agli aspetti legali della società" - racconta ad Affaritaliani.it Cristiano Cominotto, presidente dell'associazione.
Quanti studi legali fanno parte del vostro progetto di Assistenza Legale?
"Circa una ventina e oltre cento avvocati. Un bel numero considerando che è nata da poco tempo".
Solo a Milano?
"No, abbiamo studi sparsi in tutta Italia".
Chi si può iscrivere?
"Possono entrare tutti i legali, ma proprio per l'interesse della clientela è necessario garantire una buona preparazione e una buona qualità. Per questo esiste un colloquio preventivo prima di entrare a far parte dell'associazione. E poi, lavorando molto in base alle specializzazioni, devono dichiarare in anticipo le aree delle quali si occupano".
L'idea degli "avvocati di strada" è davvero originale. Ma come mettete in pratica il diritto di tutti ad avere un'assistenza?
"Prima di tutto l'accessibilità, e infatti AL è fatto di studi legali per strada, con una possibilità di accesso immediata. Chiunque abbia una necessità, un'esigenza può andare direttamente in studio, senza filtri. Non esistono segretarie e c'è la possibilità di parlare direttamente con l'avvocato".
Mi faccia un esempio.
"Il lavoratore che viene mobbizzato sul luogo di lavoro, o la donna che ha delle molestie sul luogo di lavoro e non sa dove andare. Sono casi realmente accaduti. Possono semplicemente suonare un campanello e avere un legale che ti risponde immediatamente, ti dà una prima indicazione. Direi che offre una buona opportunità. Ci sono tanti casi di donne che subiscono maltrattamenti dal marito o dal convivente e vengono da noi. Siamo un primo passo verso la ricerca della serenità".
Ma poi come prosegue l'assistenza legale?
"Dopo i primi consigli del tutto gratuiti, si fa un preventivo, o meglio una valutazione stimativa dei costi e a quel punto il cliente può decidere se rimanere con noi o scegliere un altro studio legale. Dettiamo la strada da percorre per quel caso specifico".

Obiettivi futuri?
"Sappiamo di avere un meccanismo valido di accesso ai cittadini. Sappiamo che si sta diffondendo a Milano, ma poco in altre città come Firenze e Roma. Gli obiettivi sono quelli di allargasi quanto più possibile in tutta Italia".
C'è poi anche l'organizzazione di convegni, andate in giro per le scuole.
"Sì, abbiamo fatto bellissimi convegni sul bullismo nelle scuole, ad Ancona e sulla guida in stato di ebbrezza a Pescara. Cerchiamo di essere presenti anche nell'ambito culturale e educativo. Molti dei nostri avvocati sono padri-madri di bambini e si rendono conto dei problemi della nostra società. L'avvocato, questo è importante, deve svolgere prima di tutto un ruolo sociale, spiegare. La conferenza sul bullismo ha avuto un enorme successo e le scuole continuano a chiederci nuovi incontri. Gli studenti partecipano con molto interesse".
Il vicepresidente dell'associazione è una donna.
"Sì e ne sono felice, le donne hanno un ruolo fondamentale nella nostra associazione. Nel consiglio direttivo abbiamo cinque persone, di cui due donne. E sa perchè?".
Dica.
"Perché le donne sono molto più spinte verso l'innovazione degli uomini. Sono stato in Giappone e chi spinge verso il cambiamento sono le donne, gli uomini rimangono tradizionalisti. La donna è più aperta. Sono sicuramente loro ad essere le più attive all'interno della nostra associazione, quelle che ci credono di più".
Benedetta Sangirardi



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