Airbus scomparso: "Ricevuti 24 messaggi di s.o.s."
L'aereo dell'Air France scomparso sull'Atlantico invio' 24 messaggi automatici di errore nelle fasi che precedettero la perdita di contatto, perche' evidentemente i suoi sistemi di bordo, tra cui il pilota automatico, si disattivarono l'uno dopo l'altro. Lo hanno reso noto gli inquirenti. Il direttore dell'agenzia che indaga sull'accaduto ha aggiunto che e' stato impossibile capire dai segnali se sia stato l'equipaggio in cabina a disattivare il pilota automatico. Intanto, le autorita' brasiliane hanno ammesso di aver perso la probabile localizzazione dei resti dell'Airbus 330-200. Ramon Borges Carroso, direttore del dipartimento di controllo dello spazio aereo delle forze aeree brasiliane, ha spiegato che le correnti marittime hanno fatto sparire i rottami che erano stati avvistato da alcuni velivoli che sorvolavano l'Atlantico. La Francia, per collaborare alle operazioni ha pero' inviato un sottomarino nucleare nella zona.
IL CASO
Cardoso ha spiegato che il pezzo trovato è "di legno" e che "non esistono pezzi di legno su quell'aereo". E ha sottolineato: "Si può così confermare che quel pezzo non faceva parte dei rottami dell'aereo".
Il generale ha poi affermato che l'olio scoperto sulla superficie del mare è quello "di una nave, non di un aereo" perché si tratta di olio, non di kerosene.

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Rimane dunque il mistero sulle cause del disastro costato la vita a 228 persone. Nuovi elementi di indagine sono arrivati dagli esperti che continuano a congetturare le cause della fine, ma il giallo della fine del velivolo si infittisce sempre di più.
Un nuovo scenario lo apre Le Monde che, citando fonti vicine all'inchiesta, fa sapere che l'aereo "volava a una velocità inadeguata" e che una concatenazione di eventi catastrofici avrebbe condotto a una disintegrazione in volo. Sull'onda di questa ipotesi il gruppo Airbus dovrebbe pubblicare una raccomandazione, convalidata dal Bea, Bureau d'enquetes et d'analyses, destinata a tutte le compagnie aeree che utilizzano l'A330.

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L'ipotesi di un'esplosione in volo non viene invece avallata dal ministro brasiliano Nelson Jobim l'ha esclusa per via della "lunga macchia di kerosene trovata in mare nella stessa zona dei detriti" che renderebbe improbabile un incendio o una esplosione.
Ma un'altra fonte vicina all'inchiesta ascoltata da Le Figaro ha rievocato la pista di una disintegrazione sulla base della dispersione dei frammenti "su una distanza di più di 300 chilometri". Ma, ha smentito Paul-Louis Arslanian, presidente del Bea "a diversi giorni dall'incidente le correnti e il cattivo tempo hanno favorito la dispersione degli elementi"
Ipotesi che però ha ripreso piede sulla testimonianza di un pilota di Air Comet in volo da Lima a Madrid nei pressi e nel momento dell'incidente. In un rapporto destinato a Air France il pilota ha affermato di aver visto un "lampo di luce bianca", esattamente alle 3.15, sopra Cayenne, in Guyana francese, in prossimità di una "tormenta con attività elettrica a est". El Mundo, che pubblica il rapporto, non esclude la pista dell'esplosione per una bomba a bordo. Intanto si fa luce anche sui messaggi di allarme dell'aereo Air France.
La cronologia viene riportata dal quotidiano brasiliano Jornal da Tarde. Un primo alle 4:00 in cui il comandante informava della presenza di una forte turbolenza. Uno alle 4:10 che segnalava che il pilota automatico era stato scollegato. Poi altri due messaggi alle 4:10 e le 4:12, che segnalavano errori nei sistemi per la raccolta e nella visualizzazione di informazioni. Alle 4:13 emergono problemi al sistema principale e ad altri ausiliari collegati al controllo degli spoiler o ai meccanismi di frenata. Infine alle 4.14 l'ultimo messaggio sull'aumento della velocità verticale dell'Airbus, che, secondo la ricostruzione del giornale, potrebbe indicare la depressurizzazione della cabina, o addirittura che l'aereo era già caduto in mare.



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