Aggressioni gay/ Emilio Rez ad Affari: nessuno mi ha difeso
Cosa è accaduto il 19 agosto? 
Emilio Rez
Mi trovavo in via Magna Grecia, nella zona di San Giovanni a Roma, avevo appena lasciato il bar dove ero stato con gli amici e tornavo a casa. All’angolo con Piazza Tuscolo un ragazzo mi ferma e mi chiede un’indicazione stradale, gli do’ l’informazione e proseguo per la mia strada. Dopo qualche minuto sento gridare “Brutto frocio, mi hai detto una cazzata”. Mi volto e riconosco il ragazzo che inveiva contro di me. Mi sono scusato dicendo che avevo dato le indicazioni che conoscevo ma lui ha continuato a insultarmi, a ripetere “Brutto frocio, adesso ti faccio vedere io” e mi è venuto addosso. Io ho cominciato a correre, mi sono rifugiato in una corsetteria in via Albalonga ma lui mi ha raggiunto ed ha cominciato a picchiarmi davanti a tutti.
Qualcuno è intervenuto per difenderla?
Nessuno è intervenuto per aiutarmi, anzi i dipendenti hanno continuato a svolgere il loro lavoro. Soltanto un ragazzo di colore, travolto dalle botte, ha preso le mie difese. Il ragazzo che mi ha aggredito ha poi mostrato dei lunghi tagli sull’addome e sulle braccia, dicendo che glieli avevo procurati io.
Non è la prima volta che viene aggredito?
Per me è la quinta aggressione che subisco a Roma in cinque in quattro anni, ma è la prima volta che riesco a sporgere denuncia grazie al Circolo Mario Mieli che mi ha dato una mano.
Secondo lei, è sufficiente la fiaccolata bipartisan che gli schieramenti politici stanno organizzando?
La fiaccolata può avere un valore simbolico, ma a questo punto sono pronto per una rivolta. Sono disposto a legarmi davanti al Parlamento se le istituzioni non ci danno ascolto. Questi fenomeni avvengono proprio grazie al disinteresse delle istituzioni.
Lei è un cantautore ed ha una vita pubblica. Si sente ghettizzato?
Assolutamente no.
di Valentina Renzopaoli



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